Pubblicato il: 1 marzo 2019 alle 8:00 am

Il governo francese contro gli haters Emmanuel Macron pianifica un disegno di legge per combattere il recentissimo fenomeno dell'odio su Internet

da Parigi, Sylvie Pasquier.

1 Marzo 2019 – Il presidente francese pensa a un disegno di legge per combattere l’odio su Internet, e lo ha annunciato durante il suo discorso alla cena annuale del Consiglio di Rappresentanza delle istituzioni ebraiche in Francia.

A maggio prossimo Laetitia Avia, parlamentare nel gruppo En marche con Macron fin dalla fondazione, portavoce e membro del comitato esecutivo, presenterà un disegno di legge per combattere l’odio su Internet. L’obiettivo è mirare ad aumentare il controllo sulle piattaforme digitali, obbligando a rimuovere i messaggi di odio “il più presto possibile”, per dirla con le parole di Emmanuel Macron.

La Avia è stata lei stessa vittima di insulti razzisti e minacce di morte (contro le quali ha presentato una denuncia), tra i quali “Conta i tuoi giorni, ci prenderemo cura di te”, e ne ha parlato pubblicamente all’Assemblea nazionale, esprimendo la sorpresa e insieme l’indignazione suscitata dai messaggi che, in sostanza, la accusano di volersi “mescolare alla vita dei francesi”, nonostante le sue origini africane.

La lettera inviata alla parlamentare Laetitia Avia

E’ nata in Francia Laetitia, 32 anni fa, da genitori del Togo. Ai deputati francesi ha recitato, affacciata alla tribuna, il suo sofferto monologo: la madre levatrice, il padre che avrebbe potuto diventare un ingegnere ma i loro diplomi non sono mai stati riconosciuti in Francia, così hanno alternato lavori occasionali e periodi di disoccupazione. Laetitia Avia è naturalizzata francese all’età di 13 anni, e prima di allora ha conosciuto le lunghe code davanti alla prefettura per eseguire le procedure amministrative e ottenere una carta gratuita di circolazione.

“Ringrazierò sempre i miei genitori – racconta – che mi hanno dato un’ambizione, hanno moltiplicato gli sforzi per darmi i mezzi per realizzare i miei desideri e superare le barriere della fantasia: studiare in Canada, poi diventare avvocato e creare la mia azienda. Mi hanno trasmesso un valore importante: lavoro, lavoro e ancora lavoro come l’unico modo per fuggire dalla nostra condizione e per essere padroni della nostra vita. È questa Francia che rappresento oggi come Deputato della Repubblica”.

Già lo scorso settembre il presidente aveva presentato una relazione sull’argomento al primo ministro Edouard Philippe, ma ora si annuncia una stretta alle misure, che diventeranno più severe, chiedendo la piena responsabilità delle piattaforme stesse: “L’idea – dice Macron – è anche di attuare tutte le tecniche per identificare gli autori di questi messaggi di odio”, prima di tutto se si tratta di osservazioni razziste.

“Piattaforme come Twitter, per citare cattivi esempi – continua il presidente francese – aspettano settimane o mesi per fornire gli identificatori che consentono di avviare il procedimento giudiziario”.

Chi sono gli haters? E’un fenomeno sociale emerso tramite i social media. Cioè, prima di internet non esisteva. Sono utenti che generalmente disprezzano, diffamano o criticano distruttivamente una persona, un lavoro o un concetto in particolare. Odiano e urlano il loro pensiero, esprimono le loro opinioni e idee in nome della libertà di espressione, sono milioni, e non c’è distinzione tra uomini e donne, giovani e meno giovani, entità misteriose e offensive che spesso si nascondono dietro un alias virtuale. Grazie ai social media chiunque può dire la sua, e in questo grande equivoco chiamato libertà d’espressione assistiamo a fenomeni sgradevoli come, appunto, quello dell’odiatore di turno che entra in un canale social o in un blog per disseminare odio, fare casino, rompere le scatole. L’odio dell’hater è generato da sentimenti simili alla gelosia e all’invidia; ma tende a seguire costantemente le attività del personaggio pubblico che odia.

I razzisti sui social, secondo la deputata francese, sono una minoranza nel mondo, ma l’enorme utilizzo dei social network da parte dei più giovani deve essere attentamente preso in considerazione in quanto i social media e siti di social networking sono diventati uno spazio sempre più fertile per la diffusione della xenofobia, islamofobia, e discorsi antisemita e razzista. La proliferazione di discorsi razzisti e l’inefficacia dei metodi di controllo rappresentano una priorità nella lotta contro il razzismo e la discriminazione in Europa. Qui, infatti, Internet ha la più alta incidenza di comportamenti razzisti (84%), rispetto alla stampa (10,7%), e finora i gestori dei social network, non si sono mostrati particolarmente collaborativi: leggi, indicazioni dell’UE, denunce, ma purtroppo, anche quando ricevono segnalazioni di contenuti evidentemente xenofobi e razzisti, solo in alcuni casi ne attuano la rimozione e comunque non tempestivamente.

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