Pubblicato il: 1 marzo 2019 alle 7:00 am

In Belgio i semafori… Vegani Non solo segnali luminosi ma anche messaggi contro il consumo di carne. Così il rosso di stop è diventato Stop Meat

di Danilo Gervaso.

Bruxelles, 1 Marzo 2019 – Negli ultimi tempi i vegetariani, ma soprattutto i vegani, sono in aumento un po’ ovunque: in Italia hanno raggiunto l’8% della popolazione, di questi l’1% è vegano. Si parla quindi di circa 5 milioni di persone che solo nel nostro paese hanno fatto una scelta dal punto di vista etico riguardo la propria alimentazione. Perfino negli Stati Uniti, tradizionalmente legati alla cultura della carne, stanno registrando un costante incremento le persone che non si alimentano con prodotti di origine animale. La Vegan Society anglosassone riporta che il numero di vegani sia raddoppiato negli ultimi nove anni, mentre Google ci conferma che negli Usa le ricerche di informazioni sul termine vegan e opzioni vegan sono salite del 32% nello scorso anno.

I nuovi adepti sono spinti a cambiare alimentazione per motivi etici, di salute e di sostenibilità ambientale: l’allevamento di animali è stato finalmente riconosciuto come principale causa di inquinamento, spreco di risorse e deforestazione.

Di pari passo cresce il numero delle aziende e dei locali che affiggono in bella mostra la dicitura “vegan” sui prodotti e sui menu dei ristoranti; le persone apprezzano sempre più il cibo vegan, e lo si vede anche sugli scaffali delle librerie: le pubblicazioni «vegan» in Italia sono passate negli ultimi due anni da 41 a 193, senza contare la nascita di riviste, blog e siti specifici.

Sono segnali evidenti di un cambiamento culturale che cominciano ad essere evidenti anche in altri campi: in Belgio anche i semafori sono diventati vegani.

Nelle scorse settimane, infatti, le luci rosse e verdi sono state accompagnate da alcuni testi rivolti a incoraggiare i cittadini a smettere di mangiare la carne, scegliendo un’alimentazione vegana. In una decina di semafori della città, al segnale rosso di “stop” è stata aggiunta la scritta “Stop meat” (smetti con la carne), mentre il segnale verde di “go” è diventato “Go vegan”, incoraggiando i cittadini a diventare vegani o quantomeno a riflettere su questa possibilità. Il messaggio è chiaro, “Go Vegan” e puoi continuare per la tua strada o ripartire al semaforo dopo una pausa di riflessione sulla carne!

Un modo innovativo per diffondere il messaggio e farne discutere, parlare, e infatti tutti ne parlano in questi giorni, da scienziati a rappresentanti di governo, da celebrità a bambini.

Bruxelles non è nuova a queste iniziative: città multiculturale dai mille volti con un passato ricco di storia ed un presente al passo coi tempi, non è solo la sede del Parlamento Europeo e cuore pulsante del Belgio, ma in una decina d’anni anni è diventata una delle città più progressiste in materia di diritti delle persone omosessuali e transessuali, ottimo esempio del liberalismo e del rispetto che caratterizzano la cultura europea. Nel 2017 l’amministrazione aveva creato luci e strisce pedonali per il Gay Pride, in modo da sensibilizzare tutti i cittadini al rispetto dell’altro.

Di fronte ai semafori vegani, alcuni hanno pensato che potesse trattarsi di un’altra provocazione organizzata in segreto dagli attivisti animalisti, per capire poi che invece si è trattato di una scelta dell’amministrazione. I semafori vegani sono stati utilizzati per almeno tre settimane.

Le reazioni all’iniziativa sono state tante e di segno opposto: non sono mancate le critiche contro l’imposizione di un precetto alimentare, ma va detto che molti cittadini hanno elogiato l’amministrazione per avere promosso uno stile alimentare che ha a cuore la tutela dell’ambiente e la riduzione delle emissioni.

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