Pubblicato il: 3 marzo 2019 alle 7:00 am

Molti nemici… poco onore La celebre frase attribuita a Giulio Cesare appare inadeguata ai tempi attuali: gli avversari sono sempre più incattivi e senza un briciolo di decoro

di Giosuè Battaglia.

Roma, 3 Marzo 2019 – Diversi personaggi, per lo più condottieri e combattenti, hanno ripreso la frase «Molti nemici, molto onore»: l’ultimo in ordine di tempo è stato Benito Mussolini. Questa pare che sia stata tirata fuori dal “De bello Gallico” di Giulio Cesare e precisamente nel passo «dopo aver ucciso molti nemici ed essersi procurati grande onore». Si fa riferimento, comunque, a grandi personaggi e con grandi doti di combattimento, eroi avversari di grande fama e che costituivano individui di rispetto, di cui il solo combatterli, dava una nota di coraggio e alta considerazione. La frase si presta a diversa interpretazione e anche solo il fatto di essere sgradito a molti, è segno di grande considerazione. Tutto ciò aveva grande considerazione, in un tempo, quando si muovevano le armi contro nemici, che scendevano sul terreno di combattimento con grande coraggio, affrontando a viso aperto l’avversario con grande strategia ed era in gioco la tecnica del nemico. Tale scenario bellico, per grazia di Dio, ai nostri tempi non è più presente e la frase stessa non trova più lo stesso significato di un tempo.

Ora sono cambiati tempi e circostanze, per cui anche il nemico è cambiato, è un nemico che si trova alla “porta accanto”, senza più coraggio e senza il crisma dell’onore. Si trova sul posto di lavoro e considera i fatti, i comportamenti senza darne giusta valutazione, anzi, molte volte si mette dalla parte dl più forte e ti isola, abbandonando quel senso di solidarietà, che invece farebbe aprire scenari di comunanza e appartenenza. Oggi il nemico lo diventa l’invidioso del tuo stato di benessere, del tuo stato sociale, del lavoro, del tuo matrimonio, della tua gravidanza, e si potrebbe continuare fino all’invidia per una morte serena. Allora i nemici sono di molto aumentati per cui ognuno rappresenta il nemico dell’altro, per cui ognuno è allo stesso tempo nemico e avversario dell’altro, sdoppiandosi nelle diverse situazioni nelle quali si viene a trovare. Ma allora è cambiato anche il senso dell’onore, non più rispondente a certi crismi del sentimento e comprendente la reputazione, l’identità morale di un individuo o di un gruppo, la rispettabilità, la buona reputazione e l’onestà. Tutto diventa un vegetare, dove tutto è facile manipolare con gli atteggiamenti e le nomee facili.

La globalizzazione ha fatto di tutta l’erba un solo fascio nel quale non si riesce più a cavarne il sentimento che si cela in ogni animo e la difficile estrinsecazione del sentimento dell’onore che una volta veniva inteso anche solo attraverso il modo di esprimersi e l’atteggiamento assunto. Tutto è velato da espressioni di frasi già fatte e movenze che si esprimono al momento e senza un copertura ideologica e di pensiero, una dietrologia che dà un’apparenza al momento e nasconde il sentimento. Insomma, allo stato attuale, viviamo una società nella quale i nemici sono di molto aumentati, ma l’onore è ridotto al lumicino.

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