Pubblicato il: 3 marzo 2019 alle 8:00 am

Nerone canta a Napoli, e inventa l’applauso La festa di Piedigrotta ha un curioso illustre antecedente, perché a Napoli «la gente s’intende d’arte più che a Roma»

di Vittoria Maddaloni.

Napoli, 3 Marzo 2019 – Ce lo ricordiamo tutti, uno dei personaggi più demonizzati di tutti i tempi, Nerone, con la cetra in mano, che sogghigna con espressione folle mentre Roma va a fuoco, si dice appiccato da lui stesso. E’ passato alla storia come il più crudele e sanguinario tra gli imperatore romani.

Figlio di nobili (la madre Agrippina è sorella dell’imperatore Caligola), è scelto da Claudio come erede al trono. Viene educato da Seneca, e diventa imperatore a soli 17 anni. Per un po’ fila tutto liscio, ma poi qualcosa in lui cambia, condanna a morte Seneca e Agrippina, elimina poco a poco tutti gli oppositori. Nerone però ha anche una passione sfrenata per l’arte, in particolare per la musica e il canto: si considera un grande artista e ama esibirsi in pubblico. Nessuno, ovviamente, osa criticarlo apertamente, anzi, tutti lo lodano per ottenere i suoi favori: già a quell’epoca la categoria degli adulatori doveva essere ben nutrita! Una sera un terribile incendio distrugge gran parte della città di Roma: secondo alcuni il colpevole sarebbe lo stesso Nerone. Lui accusa invece i cristiani, che fa torturare e uccidere in massa. Con un calcio uccide anche l’amante Poppea. Nerone si suicida infine, odiato da tutti. Ha 30 anni.

Cosa centra Nerone con la canzone napoletana? C’entra, perché nel 63 d.c. l’imperatore artista esprime il desiderio di venire proprio a Napoli ad esibirsi dove, dice, «la gente s’intende d’arte più che a Roma!».

Già a quell’epoca Napoli ha la fama di città della musica e del bel canto; ciò non deve stupire se si pensa che le origini della città partenopea sono greche e i greci erano cantori appassionati:Contrariamente a quanto affermano i greci, infatti, i romani non ritengono la musica culturalmente formativa; in quanto popolo di condottieri e di dominatori, preferiscono utilizzare la musica soprattutto per incitare i soldati nelle battaglie, per accompagnare cerimonie ufficiali, di guerra o di pace, in occasione di parate militari, feste civili, ma anche nei riti propiziatori a sfondo religioso. Solo col tempo la musica sarà adottata anche nei banchetti, nei matrimoni e nei funerali.

Nerone a Napoli si esibisce nei pressi di un tempio situato in una grotta detta Crypta Neapolitana (detta anche Grotta di Pozzuoli o Grotta di Posillipo), dove vengono officiati riti sacri in onore del dio Priapo.

In un primo tempo l’imperatore si accontenta di ascoltare Terpnoche ogni sera, a chiusura del banchetto, prende la cetra e si esibisce fino a notte fonda. Poi decide che è il momento di debuttare, organizzando personalmente anche la claque. Prima di tutto, irrobustisce il diaframma, e per farlo accetta di farsi torturare: sdraiato a terra, cerca di respirare con una lasta di piombo sul petto, poi purifica il corpo con clisteri, non mangia frutta, preferendo porri all’olio – e grazie a lui diventano un ortaggio alla moda.

Tanti sacrifici, sopportati in nome dell’arte, non sono vani: il debutto è un trionfo, e non solo per lo scroscio ininterrotto degli applausi. Di questi si occupano alcuni egiziani di Alessandria appena arrivati in città con le navi del grano, che Nerone aggrega a cinquemila forti giovani plebei napoletani, e insegna loro come applaudire, piano o intensamente a seconda del momento dell’esibizione.

Non sappiamo come i napoletani dell’epoca giudicano l’esibizione dell’imperatore, ma, visti i precedenti romani, non deve essere stato molto diverso.

Finito lo spettacolo, gli spettatori escono dal teatro ancora osannando e battendo le mani; e il teatro si è appena svuotato, quando una scossa di terremoto butta giù l’edificio. Svetonio racconta invece che la scossa avviene durante lo spettacolo in corso, ma Nerone non si muove finché non finisce il suo pezzo.

Nel XII secolo, proprio sul quel tempio pagano dove si era esibito l’imperatore, viene costruita una chiesa cristiana e i riti pagani sono sostituiti da una festa in onore della Madonna: la Madonna di Piedigrotta!

Da quella festa è nata poi la famosa festa di Piedigrotta che lanciò centinaia di canzoni napoletane rendendole celebri in tutto il mondo.

neifatti.it ©