Pubblicato il: 21 marzo 2019 alle 8:00 am

In Italia 1 lavoratore su 5 guadagna meno di 9 euro all’ora In Germania il salario medio orario è di 16 euro, circa 19 euro in Francia. Disoccupazione: per l’Istat nel 2018 cala dall'11,2 al 10,6%, ma al sud è quasi il triplo del nord

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 21 Marzo 2019 – Secondo l’Inps, nel nostro Paese, il 9% dei lavoratori è al di sotto degli 8 euro orari lordi mentre il 40% prende meno di 10 euro lordi l’ora. Ben il 22% dei lavoratori dipendenti delle aziende private (esclusi gli operai agricoli e i domestici) ha una retribuzione oraria inferiore a 9 euro lordi, ovvero alla soglia individuata da uno dei disegni di legge sul salario minimo in discussione al Senato.

L’Istat ha poi spiegato che fissando la soglia del salario minimo a 9 euro lordi l’ora, ci sarebbero 2,9 milioni di lavoratori che avrebbero un incremento medio annuo di retribuzione di 1.073 euro.

Ma come va negli altri Paesi europei? Secondo la tabella di Eurofound i Paesi che danno un salario minimo garantito superiore ai 9 euro, nel 2019, sono sei (su 22 che prevedono la misura: Germania (9,19 euro), Olanda (9,33), Belgio (9,41), Irlanda (9,80), Francia (10,03) e Lussemburgo (11,97). Noi siamo andati a vedere la situazione retributiva di Germania, Francia e Spagna.

Germania

I dati si basano su un’indagine dettagliata dell’Ufficio federale di statistica in Germania, che è stata pubblicata nel 2016. Occupazioni nelle aree di estrazione, produzione e produzione di materie prime: salario orario medio: 16,65 euro; salario mensile medio a 40 ore settimanali: 2.890 euro.

Nei settori dell’edilizia, dell’architettura, del rilievo e della tecnologia edilizia: salario orario medio: 16,31 euro per uno stipendio mensile medio a 40 ore settimanali: 2.830 euro. Fino ad arrivare, nel settore informatico, a un salario orario medio di 22,64 euro, che fanno circa 3.920 euro al mese, sempre su 40 ore lavorative. Infine, per quanto riguarda le occupazioni nel campo della salute, degli affari sociali, dell’insegnamento e dell’educazione, il salario orario medio è di 18,04 euro, per uno stipendio mensile medio a 40 ore settimanali pari a 3.130 euro.

Francia

In Francia, la retribuzione oraria lorda media di un dipendente del settore privato (comprese le società miste) è stata di 19,5 euro (il dato è del 2015, rispetto ai 19,2 euro del 2014).

In equivalenti a tempo pieno, i dipendenti del settore privato ricevono in media 35.979 euro lordi nel 2015, che rappresentano un salario mensile lordo medio di 2.998 euro.

I settori che offrono i salari più alti sono la ricerca e lo sviluppo, le attività finanziarie e assicurative, nonché l’editoria, l’audiovisivo e il broadcasting. Il salario orario medio lordo supera i 29 euro, ovvero quasi una volta e mezza il salario orario medio in tutti i settori.

Spagna

L’ultimo rapporto sulle retribuzioni pubblicato dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE) certifica che lo stipendio medio nel settore pubblico è superiore del 38,4% rispetto al settore privato; e la percentuale di impiegati stipendiati con salari alti è praticamente tripla nell’Amministrazione che nel settore privato.

Secondo il rapporto, comunque, lo stipendio medio nel settore pubblico ammonta a 2.598,4 euro lordi al mese in dodici pagamenti – vale a dire, circa 31.200 euro lordi all’anno. Nel settore privato, lo stipendio medio è di circa 20.600 euro lordi annui, 1.719,7 euro lordi nel calcolo di dodici pagamenti.

Disoccupazione

Tornando ai fatti di casa nostra, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, in una audizione alla Commissione lavoro del Senato sul salario minimo ha chiesto, nell’eventuale introduzione di una soglia di salario minimo, di tenere in considerazione “le oggettive caratteristiche del settore anche allo scopo di evitare il rischio di pericolose involuzioni che possono portare all’espansione del lavoro irregolare”. Tra il 2012 e il 2017, rileva l’Istituto, il numero dei lavoratori regolari nel settore è diminuito del 15% passando da 1,01 milioni a 864.526 unità.

L’Istat fornisce il dato sul tasso di disoccupazione, che al Mezzogiorno è del 18,4% nel 2018, quasi tre volte quello del Nord (6,6%) e il doppio di quello del Centro (9,4%). Inoltre solo il Sud deve ancora recuperare i livelli di occupazione del 2008, prima della crisi, superato nel resto d’Italia. Il tasso di occupazione nel Mezzogiorno è del 44,5% nel 2018, un punto e mezzo in meno di 10 anni prima, nonostante i progressi dell’ultimo anno, simili a quelli del resto del Paese. Al Nord il tasso di occupazione è al 67,3% e al Centro al 63,2%.

Secondo l’istituto di statistica, infine, nel 2018 diminuisce il tasso di disoccupazione dall’11,2% del 2017 al 10,6%. Anche per i giovani c’è un miglioramento di 2,6 punti fino a un tasso di disoccupazione giovanile del 32,2%. Resta da vedere come cambierà il quadro dopo che sarà andato a pieno regime l’istituto del reddito di cittadinanza.

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