Pubblicato il: 22 marzo 2019 alle 8:00 am

Risparmio gestito: i dati di Assogestioni evidenziano un netto calo Breve guida ai prodotti finanziari. Indispensabile essere informati sulla gestione dei propri capitali

di Giulio Caccini.

Roma, 22 marzo 2019 – Assogestioni, associazione italiana delle società di gestione del risparmio, ha reso noti i dati relativi al risparmio gestito relativo ai risparmiatori italiani, e le statistiche hanno fatto emergere dei dati tutt’altro che trascurabili.

Prima di analizzare quanto emerso, tuttavia, è molto importante chiarire che cosa si intende per risparmio gestito, essendo un termine tecnico che può risultare sconosciuto a molti lettori.

Risparmio gestito: che cos’è?

Si può parlare di risparmio gestito quando un soggetto risparmiatore affida a dei professionisti da gestione dei propri capitali, con l’obiettivo di garantirsi una rendita: lo scopo degli amministratori di tali finanze è dunque quello di renderle il più fruttuose possibile.

Il risparmio gestito include investimenti finanziari di molte tipologie differenti, ad ogni modo sono tutti da considerarsi con capitale a rischio: questo è bene sottolinearlo affinché sia ben chiaro di cosa si sta parlando.

Fatta questa doverosa precisazione, dunque, possiamo porci la domanda di fondo: che cosa è emerso dalle rilevazioni curate da Assogestioni?

Risparmio gestito: netto calo nel 2018

Nel 2018 il risparmio gestito ha raccolto complessivamente 9,9 miliardi di euro, una cifra di gran lunga inferiore rispetto all’anno precedente, il 2017, quando furono raccolti 97,4 miliardi di euro.

Nell’ambito delle varie tipologie di prodotti finanziari, peraltro, si registrano delle differenze significative: se da un lato sono assolutamente calati gli investimenti obbligazionari, dall’altro vi sono altri tipi di soluzioni che hanno registrato un segno “+”.

Per chi ha esperienza nel settore e desidera approfondire quanto emerso dalla ricerca di Assogestioni, può essere sicuramente un’ottima idea quella di visitare il sito Internet ufficiale di quest’associazione.

Questa riduzione così netta relativa al risparmio gestito rappresenta senza dubbio un’inversione di tendenza molto netta, una modifica dei comportamenti dei risparmiatori che non può essere trascurata.

Cosa può esserci alla base di questo comportamento dei risparmiatori

Alla base di questo cambiamento può esserci la generale condizione economica: la scarsa disponibilità finanziaria, l’incertezza lavorativa, al disoccupazione, sono tutti fattori che possono spingere ad evitare gli investimenti con capitale a rischio, ma probabilmente vanno considerati anche altri aspetti.

Negli ultimi anni è stata data una grande visibilità ai crack finanziari di alcuni istituti di credito e al fatto che alcuni risparmiatori che avevano sottoscritto prodotti finanziari con capitale a rischio hanno visto andare in fumo il loro denaro.

Probabilmente anche questo può aver avuto qualche risvolto dal questo punto di vista, e può quindi aver spinto i risparmiatori a evitare prodotti finanziari con capitale a rischio.

L’importanza di essere ben informati

Ovviamente è sbagliato creare allarmismi: tantissimi prodotti finanziari offrono un alto livello di sicurezza, sono proposti da istituti bancari molto solidi e sanno allo stesso tempo offrire un buon rendimento.

Allo stesso tempo è sicuramente importante che tali prodotti vengano sottoscritti con piena consapevolezza delle loro peculiarità, di conseguenza è un’ottima prassi quella di informarsi autonomamente a riguardo, magari leggendo in rete le notizie proposte da portali accreditati quali Esperto del Risparmio, il cui indirizzo è espertodelrisparmio.com.

È sicuramente interesse degli istituti bancari e dei relativi consulenti far sottoscrivere prodotti di questo tipo, ma il risparmiatore deve essere sempre ben informato su ciò che sta sottoscrivendo.

È del tutto legittimo investire in prodotti finanziari per far fruttare il proprio capitale, ma chiaramente la persona che ha un patrimonio esiguo dovrebbe evitare soluzioni simili, anche in considerazione del fatto che in molti casi il capitale investito non può essere disinvestito non appena lo si desidera.

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