Pubblicato il: 7 aprile 2019 alle 7:00 am

Storia di passioni e di vendette: Cime tempestose, di Emily Brontë Nella campagna inglese una storia immortale che merita di essere letta almeno una volta nella vita

di Caterina Slovak.

Roma, 7 Aprile 2019 – Davvero non avete mai letto Cime Tempestose? E non intendete farlo?

E’ vero che il romanzo (titolo originale Wuthering Heights) è di un bel po’ di tempo fa, 1847, scritto da Emily Brontë che, insieme a Charlotte e Anne, formava un insolito trio di sorelle scrittrici Charlotte è l’autrice di Jane Eyre. Il romanzo, oggi un “classico”, tratta temi fondamentali del Romanticismo, come l’amore, la solitudine, l’odio, la vendetta, la passione. Ma è un classico che sicuramente merita di restare nei capolavori letterari da leggere almeno una volta nella vita.

Il romanzo ha una struttura complessa, organizzata per flashback successivi, in modo che una narrazione interna ne richiami un’altra ambientata nel passato che a sua volta ne richiama un’altra e così via, come in un gioco di scatole cinesi.

Heathcliff, figlio di ignoti, è stato allevato da Earnshaw. Alla sua morte, il figlio Hindley tormenta Heathcliff, goffo e scorbutico, che trova conforto nell’amicizia con Catherine, sorella di Hindley, di cui crescendo si innamora. Rifiutato dalla ragazza, fugge. Tornato dopo tre anni, trova Catherine sposata a Edgar Linton, e per vendicarsi sposa la sorella di lui e la maltratta. Catherine muore, tormentata dal rinato amore per Heathcliff, dopo aver avuto una bambina. La rabbia di Heathcliff si scatena anche contro tutti, fino a che muore distrutto dal suo stesso odio.

L’ambientazione è quella della suggestiva brughiera inglese, la casa colonica di Wuthering Heights, che dà il nome a libro.

Non vi ha convinti la trama? E’ un errore, perché Cime tempestose non è solo una straziante storia d’amore e di vendetta, è un thriller psicologico, anzi emotivo, è una storia di fantasmi, è uno sguardo sulle profondità dell’anima.Le storie si intrecciano come colorati gomitoli mossi dalle mani di un destino beffardo e anche crudele. Impeccabile la scrittrice che disegna una galleria di personaggi infiammati da passioni, follia, ardore, egoismo, smania di possesso, cieca obbedienza alle convenzioni. Persone fragili, sottomesse, deboli e malate, infelici ed ostinate, la cui forza viene dall’amore, reale o illusorio. Heathcliff e Catherine sono i due personaggi principali, fatti della stessa sostanza dalla natura in cui vivono. Per loro, odio e amore, passione e vendetta, sono la stessa cosa. Sono due personaggi che si compensano.

Cime Tempestose è un romanzo gotico, tanto che quando fu pubblicato venne considerato ai limiti del macabro e privo di moralità. Solo dopo venne considerato finalmente per ciò che era: un capolavoro. E come solo un capolavoro del genere può fare, la sua lettura è capace di far insorgere una miriade di sentimenti contrastanti in chi lo legge.

Per nulla scontata o banale, la storia riesce ad essere emozionante e unica dall’inizio alla fine, basta non lasciarsi dissuadere dall’inizio sia un po’ lento, ma si sa che alcuni libri non convincono sin dall’inizio! Emily Bronte non tratta una storia romantica melensa e banale, al contrario, l’amore è descritto in un modo davvero unico ed eccezionale: la storia tra i protagonisti è avvincente e commovente: un amore talmente forte da essere distruttivo, un amore che corrode due intere famiglie nelle generazioni.

E’ un romanzo consigliato a tutti coloro che amano leggere, anche se non adorano i classici, perché questo potrebbe essere un ottimo inizio.

Una curiosità: sulla copertina dell’edizione del romanzo per Einaudi nella collana Gli struzzi è riprodotto il celebre dipinto Viandante su un mare di nebbia del pittore tedesco Friedrich: un uomo, di spalle, in cima a un cocuzzolo, con lo sguardo rivolto verso un vasto orizzonte. Sotto di lui, un vasto banco di nebbia, come un mare.Questo è proprio il quadro simbolo del romanticismo soprattutto nordeuropeo, perché descrive bene la solitudine dell’uomo di fronte alle forze della natura e del destino.

neifatti.it ©