Pubblicato il: 8 aprile 2019 alle 8:00 am

Il dramma della rete dell’emergenza Sanitaria in Campania Mai decollata, da sempre rappresenta un problema di sanità pubblica con gli ospedali maggiori che si fanno carico dell’intera esigenza assistenziale, il fenomeno delle barelle e lo scarso numero di ambulanze del 118

di Maurizio Cappiello*.

Napoli, 8 Aprile 2019 – In Campania la rete dell’emergenza Sanitaria rappresenta un dramma di sanità pubblica. Premesso che la popolazione totale residente in Campania è pari a quasi sei milioni di abitanti ripartita in 550 comuni con una densità media di 428 abitanti per km2 (media italiana: 200,84 ab/Km2), questi valori rendono la Regione la terza in Italia per numero di abitanti e la prima per densità abitativa, in relazione a questi dati la rete dell’emergenza ha da sempre rappresentato un problema di sanità pubblica, i diversi piani ospedalieri che si sono succeduti negli anni hanno tentato di organizzare un sistema efficiente ma mai efficace nelle funzioni.

Il sistema organizzativo di Hub e Spoke, di fatto rimane sulla carta, non è mai diventato effettivamente operativo, ed ospedali come il Cardarelli ed ora l’Ospedale del Mare continuano a farsi carico dell’intera esigenza assistenziale di Napoli e provincia alimentando  il fenomeno delle barelle mai risolto e  con reparti come l’Osservazione Breve dell’Ospedale Cardarelli che raggiunge punte di oltre 100 degenti, ciò dovuto all’alta affluenza di pazienti giunti spesso in seconda e terza cura da altri nosocomi.

In particolare per la rete traumi, l’ospedale CTO dell’Azienda dei Colli risulta totalmente inadeguato a gestire traumi complessi, con una rianimazione posta al primo piano ed una TAC non performante ad esigente diagnostiche cosi complesse.

Vi inoltre il problema della mancanza di un pronto soccorso pediatrico dell’area Sud di Napoli con sovraffollamento dell’unico ospedale nell’area metropolitana dotato di una emergenza pediatrica ossia l’Ospedale Santo Bono-Pausilipon.

A fare il resto in questa tempesta perfetta che ha determinato lo sfascio della sanità pubblica vi è stato il blocco del tourn over per il personale sanitario, la chiusura di ambulatori sia ospedalieri che territoriali e l’allungamento delle liste di attesa, che rappresenta una piaga sociale del nostro paese.

La crisi economica poi che perdura da diversi anni ha acuito ulteriormente le diseguaglianze di salute, sociali ed economiche, con scarsa accessibilità ai servizi, inoltre secondo dati Istat in Campania, come in Italia, sono le malattie del sistema circolatorio a rappresentare la quota maggiore di mortalità con circa il 40% contro una media nazionale di circa il 35%, a fronte di ciò la volontà(per ora forse scongiurata) di chiudere il reparto di Cardiologia a Frattamaggiore con 12 posti letto il cui raggio di operatività si colloca in un’ area con la maggiore densità di popolazione d’Italia con cinque Comuni tra i primi dieci più densamente abitati d’Italia (Frattaminore, Melito, Casavatore, Arzano, Cardito) e un picco di oltre 18.000 abitanti per Km2.

A ciò si aggiunge una rete territoriale fatta di medici di famiglia e strutture ambulatoriali che se pur animati da buona volontà non riescono a sopperire al bisogno di salute sempre crescente, complice anche la mancata apertura delle case della salute, fatta eccezione in via sperimentale per l’ASL di Benevento.

Infine sempre più attuale il problema delle ambulanze del 118, gli standard prevedono un’ambulanza ogni 60 mila abitanti e 350 chilometri ma a fronte di ciò nella sola Asl Napoli 1 si lavora con 12 ambulanze anzichè 24, situazione analoga ovviamente anche in altre provincie il che reca non pochi disservizi nell’assistenza, a ciò bisogna aggiungere la particolare realtà della viabilità che non permette sia in contesti rurali che urbani di raggiungere il cittadino nei tempi dovuti.

Le proposte per risanare la rete dell’emergenza in Campania sono: l’apertura di un pronto soccorso pediatrico nell’area Sud di Napoli, rimodulazione ed efficientamento del Pronto Soccorso CTO dell’Azienda dei Colli, potenziare il territorio per decongestionare l’iperafflusso in pronto soccorso per patologie minori, rafforzare il numero di ambulanze del 118 attraverso un investimento su mezzi e risorse umane su tutto il territorio campano, migliorare la viabilità per ottimizzare i tempi di percorrenza delle ambulanze, soprattutto nelle aeree urbane dei centri storici.

 Fonti: Istat, Piano Ospedaliero Campano 2018

* Dr. Maurizio Cappiello, Direzione Nazionale Anaao Assomed

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