Pubblicato il: 10 giugno 2019 alle 7:00 am

Di nuovo all’opera le Seterie di San Leucio, orgoglio campano Lavoreranno anche per le stanze della regina Elisabetta gli antichi opifici del 1700

di Vittoria Maddaloni.

Caserta, 10 Giugno 2019 – All’avvento di Carlo di Borbone (1716 – 1788), Napoli era sovrappopolata e contava molti disoccupati, i contadini erano spesso costretti a emigrare nella metropoli, aumentandone la massa dei poveri. Il Regno di Napoli mancava quasi completamente di strade, Il giovane Carlo creò lavoro e benessere e cercò di ripopolare le campagne. Carlo aveva coraggio e spirito innovativo, doti che gli resero ben presto un posto di spicco nel piatto mondo del ‘700. Impressionante fu l’opera di ricostruzione di interi quartieri, di realizzazione di ospedali, chiese, giardini, di magnifici palazzi, tra cui il Teatro San Carlo, la Reggia di Caserta, quella di Capodimonte, dove nel 1743 nel grandioso parco nacque la celebre fabbrica di porcellane.

Ma è a San Leucio che il nuovo re diede prova del suo essere illuminato, il Belvedere di San Leucio dal 1997 è riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La specialità dell’opificio era la lavorazione della seta, così come si lavorava in Francia da molti anni: qui infatti, era stato Enrico IV a investire nello sviluppo di manifatture specializzate esclusivamente nella produzione di arazzi da destinarsi alle dimore dei reali francesi: la Manufacture des meubles de la Couronne, nacque nel 1667 per volere di Luigi XIV e gli impianti produttivi vennero installati proprio a Parigi, dove un tempo sorgevano gli opifici della famiglia dei Gobelins (da qui il nome di Manufacture des Gobelins).

Così nel 1778, su progetto dell’architetto Francesco Collecini, creò una straordinaria comunità nota come Real Colonia di San Leucio, basata su uno statuto apposito del 1789 che stabiliva leggi e regole valide solo per questa comunità. Alle maestranze locali si aggiunsero subito anche artigiani francesi, genovesi, piemontesi e messinesi che si stabilirono a San Leucio richiamati dai molti benefici di cui usufruivano i lavoratori delle seterie. I preziosi manufatti in seta che furono esportati in tutto il mondo, con produzioni a favore del Vaticano, dello studio ovale della Casa Bianca, di Buckingam Palace e tante dimore storiche.

Ai lavoratori delle seterie veniva infatti data una casa all’interno della colonia, ed era inoltre prevista anche per i familiari la formazione gratuita e qui il re istituì difatti la prima scuola dell’obbligo d’Italia femminile e maschile che includeva discipline professionali, e le ore di lavoro erano 11, mentre nel resto d’Europa erano 14.

Le abitazioni furono progettate tenendo presente tutte le regole urbanistiche dell’epoca, per far sì che durassero nel tempo (infatti ancora oggi sono abitate) e fin dall’inizio furono dotate di acqua corrente e servizi igienici. Alle donne ricevevano una dote dal re per sposare un appartenente della colonia, anche se a disposizione di tutti vi era una cassa comune “di carità”, dove ognuno versava una parte dei propri guadagni. Non c’era nessuna differenza tra gli individui qualunque fosse il lavoro svolto, l’uomo e la donna godevano di una totale parità in un sistema che faceva perno esclusivamente sulla meritocrazia. Era abolita la proprietà privata, garantita l’assistenza agli anziani e agli infermi, ed era esaltato il valore della fratellanza, secondo gli insegnamenti di Gaetano Filangieri trasformati in leggi da Bernardo Tanucci. Il progetto utopico che fu anche di re Ferdinando finì con l’unità d’Italia, quando tutto venne inglobato nel demanio statale, ma tradizione e qualità nelle produzioni di tessuti serici sono rimaste ancora oggi.

Nel corso degli anni ci sono stati diversi tentativi di far ripartire il distretto della seta leuciano, non sempre con successo. Nel 2016, infine, è stato promosso dalla Camera di Commercio di Caserta il progetto “San Leucio Silk”, un marchio di tutela dei tessuti di San Leucio che raccoglie diverse aziende storiche del settore, allo scopo di garantire la qualità e l’originalità dei prodotti leuciani e promuoverli in ambito internazionale

Dopo aver restaurato gli antichi telai a mano, gli obiettivi sono le importanti commissioni da parte del Quirinale, Montecitorio, ma anche della Casa Bianca, del Cremlino, case di sceicchi, dimore storiche e le dimore inglesi della regina Elisabetta.

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