Pubblicato il: 14 giugno 2019 alle 7:00 am

La nuova crociata di Trump riguarda l’agricoltura Con una specifica ordinanza il presidente intende promuovere la biotecnologia agricola americana e spingere l’export della produzione, anche geneticamente modificata

da New York, Stanley Ruggiero Tucci.

14 Giugno 2019 – Quello che ha firmato nei giorni scorsi il presidente Trump è un ordine esecutivo teso a indirizzare le agenzie federali a semplificare il processo di revisione per la biotecnologia agricola, compresi il bestiame e le sementi geneticamente modificati e spingere le esportazioni dell’agroalimentare Usa. Insomma, se da un lato l’America chiude le porte ai prodotti stranieri, dall’altro cerca di portare su altri mercati i propri, anche geneticamente modificati, facendo leva sulla ricerca biotecnologica.

“La biotecnologia può aiutare la nazione a soddisfare le sue esigenze di produzione alimentare, aumentare la produttività dell’agricoltore americano, migliorare le caratteristiche delle colture e degli animali, aumentare il valore nutrizionale delle colture e dei prodotti animali e migliorare la sicurezza alimentare”, ha scritto il presidente nel suo documento dal titolo: “Ordine esecutivo sulla modernizzazione del quadro normativo per i prodotti agricoli biotecnologici”. Documento che nasce dalla relazione della Task Force presidenziale del gennaio 2018 sull’agricoltura e la prosperità rurale, che ha presentato raccomandazioni esaurienti su come il governo degli Stati Uniti può continuare a dare priorità alle esigenze delle comunità agricole e rurali americane. Il rapporto della Task Force ha indicato il settore delle biotecnologie come l’introduzione di una “quarta rivoluzione industriale” e ha riconosciuto che l’innovazione biotecnologica svolge un ruolo cruciale nel promuovere la prosperità per agricoltori, consumatori e imprenditori in tutti gli Stati Uniti.

Sostenere le imprese e gli agricoltori americani promuovendo l’innovazione degli Stati Uniti all’estero è una parte essenziale della missione del Dipartimento di Stato. Le colture biotecnologiche coinvolgono miliardi di dollari nelle esportazioni statunitensi e svolgono un ruolo cruciale nel supportare la sicurezza alimentare a livello globale. Ecco perché il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti afferma di lavorare per costruire un clima internazionale favorevole intorno a questi prodotti; difendendo la scelta degli agricoltori e dei consumatori e sostenendo approcci scientifici per l’agricoltura.

“In questi sforzi – si legge in una nota del Dipartimento di Stato -, sottolineiamo che l’accesso a mercati equi che sostengono l’innovazione e il commercio è fondamentale per gli agricoltori e allevatori americani. In tal modo, stiamo anche affrontando le sfide globali di produrre in modo sostenibile cibo, mangimi, fibre ed energia abbondanti”.

Tra le novità introdotte dal dispositivo di Trump, c’è la Piattaforma web unificata per biotecnologie. Per garantire che gli innovatori possano facilmente navigare nel sistema normativo per i prodotti della biotecnologia agricola, il Dipartimento dell’Agricoltura, l’Agenzia per la protezione ambientale e la Food and Drug Administration dovranno, entro 180 giorni dalla data del documento presidenziale, lavorare insieme per progettare un piano per stabilire una piattaforma basata sul web, che contenga e fornisca collegamenti alle informazioni normative pertinenti del governo degli Stati Uniti. Questa piattaforma web-based consentirà agli sviluppatori di prodotti di biotecnologia agricola di inviare richieste su un determinato prodotto e ricevere immediatamente dalle agenzie una risposta unica e coordinata che fornisca, ove possibile, informazioni e, nel caso, indicazioni informali sul processo che gli sviluppatori devono seguire per la revisione della regolamentazione federale.

Dal canto suo, l’Organizzazione per l’innovazione delle biotecnologie, un gruppo industriale che rappresenta aziende come Bayer AG, ha affermato che l’ordine è “un importante passo avanti per garantire che la politica governativa non impedisca alle biotecnologie del XXI secolo di affrontare le numerose sfide globali”.

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