Pubblicato il: 25 giugno 2019 alle 7:00 am

Agenda 2030, troppi obiettivi ancora lontani dal traguardo Fame, povertà e cambiamenti climatici restano i punti deboli della programmazione. Le anticipazioni del documento che verrà presentato a metà luglio a New York

da New York, Stanley Ruggiero Tucci.

25 Giugno 2019 – «Il cambiamento climatico è per me, chiaramente un ambito in cui l’ONU ha l’obbligo di assumere la leadership globale», aveva detto alcuni giorni fa il segretariato delle Nazioni Unite, António Guterres che di recente ha rilasciato l’anteprima del rapporto annuale che descrive i progressi compiuti dal mondo in relazione ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030. Si tratta del documento “Special Edition: Progress to the SDGs. Report of the Secretary-General”, e i suoi contenuti saranno discussi a metà luglio a New York durante l’High-level Political Forum (Hlpf), l’incontro quadriennale che valuta l’attuazione dell’Agenda 2030, e analizza la distanza tra la situazione reale e i 169 Target che compongono i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Sotto i riflettori saranno soprattutto i Goal 4 (istruzione di qualità), 8 (buona occupazione e crescita economica), 10 (ridurre le disuguaglianze), 13 (lotta al cambiamento climatico), 16 (pace, giustizia e istituzioni solide) e 17 (partnership per gli obiettivi).

Stando alle prime indiscrezioni, il rapporto fa ben sperare sul raggiungimento di alcuni traguardi. In particolare del Goal 3 (salute e benessere), dove i tassi di mortalità infantile continuano a diminuire mentre vengono fatti progressi su determinate malattie (come la cura all’epatite), e del Goal 7 (energia pulita e accessibile) sul quale si registrano passi avanti significativi, anche per le misure di efficienza energetica che ampliano il proprio campo d’applicazione. Qualcosa si muove anche sul Goal 8 (buona occupazione e crescita economica), grazie alla diminuzione dei tassi di disoccupazione (tornati ai livelli di pre-crisi finanziaria) diminuisce anche la popolazione urbana che vive in zone malsane, un buon dato per la realizzazione del Goal 11 (città e comunità sostenibili).

Molto più preoccupante è, invece, la situazione sul Goal 1 (sconfiggere la povertà) e Goal 2 (sconfiggere la fame): i poveri estremi sono in diminuzione, ma si prevede che il tasso di povertà estrema (quello di chi guadagna meno di 1,90 dollari al giorno) nel 2030 sarà pari al 6%, mancando dunque l’Obiettivo della totale eliminazione. Inoltre per il terzo anno consecutivo crescono le persone che patiscono la fame e sono ancora milioni i bambini denutriti sul Pianeta. Il Goal 4 (istruzione di qualità) è ancora lontano dall’essere raggiunto, basti pensare che nel 2017 più di 260 milioni di bambini e giovani non andavano a scuola. Parlando del Goal 6 (acqua pulita e servizi igienico-sanitari), sono circa un miliardo le persone che vivono in zone dove c’è carenza di acqua e dove le strutture non garantiscono servizi igienico sanitari adeguati.

Dati poco confortanti emergono anche sul fronte del cambiamento climatico, a dispetto delle dichiarazioni dei Governi di tutto il mondo e delle mobilitazioni di giovani e cittadini, crescono ancora le emissioni di gas serra. Un dato che mina il raggiungimento del Goal 13 (lotta contro il cambiamento climatico), in cui è inserito proprio l’obiettivo stabilito a Parigi (limitare l’aumento della temperatura media globale entro i 2 gradi centigradi, rispetto ai livelli del 1880). Le temperature medie globali sono aumentate di 1 ° C dall’inizio dell’era industriale. E saliranno a circa 3 ° C entro la fine del secolo senza nuove politiche, secondo un’analisi del Climate Action Tracker.

Sulla protezione dell’ambiente, nonostante siano in aumento le zone marine protette da legislazione nazionale (MPAs, marine protected areas), il Goal 14 (flora e fauna acquatica) continua a perdere parte della sua biodiversità; un esempio lampante è dato dalle barriere coralline, e aumenta la plastica dispersa in mare. Di pari passo, è in pericolo anche la biodiversità terrestre del Goal 15 (flora e fauna terrestre). In generale, secondo gli ultimi rapporti su larga scala, la biodiversità viene distrutta a un ritmo “allarmante” e risultano in via d’estinzione più di un milione di specie. Un fatto aggravato, oltre che dagli impatti negativi del cambiamento climatico, anche dal traffico illegale di piante e animali che alimenta il fenomeno delle “specie aliene invasive”. Infine, il Goal 16 (pace, giustizia e istituzioni solide) non registra pregressi uniformi: sono ancora milioni le persone private di sicurezza e diritti.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Il programma ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

Guterres, infine, spera che il vertice sul clima che ospiterà questo autunno sarà un’altra opportunità per il mondo di affrontare il riscaldamento globale, ottenendo come risultato degli impegni che verranno presi collettivamente, quello di un aumento massimo della temperatura di 1,5 ° C entro la fine del secolo.

Lo scopo del summit, ha detto, non è «convocare una conferenza per raggiungere un consenso su un documento. Si tratta di coinvolgere pienamente paese per paese, dopodiché assumere la leadership e perseguire l’obiettivo».

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