Pubblicato il: 20 luglio 2019 alle 8:00 am

Amsterdam: breve diario di viaggio Una visita al Van Gogh Museum e un giro tra i bruin café. Curiosità e spunti per una vacanza diversa dal solito

Di Rosa Aghilar.

Amsterdam, 20 Luglio 2019 – E’ tempo di vacanze e di viaggi. Mare, montagna o in giro per le capitali, dover scegliere è compito piacevole ma arduo. Qualcuno ha detto: “Una vacanza è come l’amore, attesa con piacere, vissuta con disagio, e ricordata con nostalgia”.

Un’altra mia grande passione, oltre ai libri, è viaggiare. Un viaggio per conoscere ciò che è altro da noi, cogliendo quelle sfumature che altrimenti potrebbero passare inosservate. Viaggiare è come esplorare se stessi, seguire gli impulsi e alleviare le inquietudini, aprirsi verso un mondo diverso, pronto a cambiare i nostri punti di vista, le nostre prospettive. Visitare nuovi posti, scoprire diverse culture assaporandone i profumi e i colori, godere del bello che un nuovo luogo può offrire, l’emozione della scoperta che ti pervade e arricchisce. Questa è stata la volta di Amsterdam (dam, cioè diga sull’Amstel), la capitale che molti conoscono per le sue note di trasgressione, quartieri a luci rosse, sexy shop, coffe shop e tanto altro, chiamata la Venezia del Nord, è la luce acquatile a stabilire la parentela con la città italiana.

Un dipinto dai molteplici colori, con i suoi 1.000 chilometri di corsi d’acqua che lo attraversano, è anche la città di Van Gogh e di Anna Frank, del design, delle bici che investono più pedoni delle auto, dei tulipani, delle grandi imprese internazionali e degli start up digitali, della birra Heineken e dei bruin café, i tipici pub di Amsterdam.

E’ il colore dei numerosi mercati di fiori che si contrappongono ad alcuni austeri palazzi che donano eleganza e grazia.

“In Europa ci sono città dell’emozione e città dello stupore, luoghi da cui esci spossato dalla nostalgia e luoghi che t’inondano di chiarore i pensieri” (Claudio Canal).

Il motivo per cui essa è così aperta e tollerante risiede, nella sua storia. Amsterdam è stata una città di navigatori e colonialisti, aperta al mondo, a nuove culture ed etnie. Un centro commerciale cosmopolita. Già nel ‘600, durante l’età dell’oro, ospitava i liberi pensatori e incoraggiava la libertà di stampa. Da sempre, forse, Amsterdam è stata una città aperta e all’avanguardia, che piuttosto di fossilizzarsi su vecchi sistemi, sperimenta.

La prima cosa che colpisce e affascina sono le House – Boat, le belle case galleggianti che si affittano anche per pochi giorni, e, a parte l’umidità, trovo sia un modo singolare per soggiornare. La passeggiata attraverso i canali, che comprende i famosi Prinsengracht, Keizersgracht e Herengracht, con le belle case costruite per i ricchi signori nel secolo d’oro olandese è d’obbligo, con visita alla Vecchia Chiesa, la più architettonicamente valida della città e dedicata a San Nicola.

La sera non può mancare un giro tra le viuzze del famigerato Walletijes, la zona a luci rosse con le sue vetrine “occupate” da procaci, discinte e disponibili signore.

Uno dei quartieri più caratteristici della città è sicuramente il Jordaan che pullula letteralmente di locali dalla cucina etnica, specialmente orientale, da cui svetta la Westertoren, torre alta 85 metri e costruita tra il 1620 e il 1631, adiacente alla chiesa Westerkerk. La torre è visitabile e dal panorama che si gode dalla sua cima, lo spettacolo è mozzafiato.

Tappa necessaria è il Van Gogh Museum, inaugurato nel 1973 e ampliato nel 1999, dove è possibile, ripercorre tutta la breve vita dell’artista attraverso la sua evoluzione stilistica e personale e all’interno resto in ostaggio della sua follia geniale: “Se senti una voce dentro di te che dice, non puoi dipingere, allora a tutti i costi dipingi e quella voce verrà messa a tacere.”

Poco fuori dalla città, sul fiume Zaan, l’aria che si respira sa di cacao e il paesaggio presenta oltre le solite casette di legno e i mulini del XVII e del XVIII secolo, anche molti negozi e fabbriche di zoccoli e formaggi.

Lasciare questo posto incantevole è impresa ardua perché come afferma John Green: “Alcuni turisti pensano che Amsterdam sia la città del peccato, ma in realtà è la città della libertà e nella libertà la maggior parte della gente vede il peccato”.

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