Pubblicato il: 7 agosto 2019 alle 8:00 am

«L’Italia è il paese più sicuro al mondo per quanto riguarda la salubrità e la genuinità dei prodotti alimentari» Intervista al tenente colonnello Vincenzo Maresca, comandante Gruppo Tutela Salute dei Carabinieri di Napoli. Bilancio delle attività dei NAS e risultati di “Estate tranquilla”

di Marzio Di Mezza.

Roma, 7 Agosto 2019 – Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, meglio conosciuti con il nome di N.A.S. – Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma: il prossimo ottobre compiono 57 anni di attività investigativa, di controllo e contrasto a tutte le azioni che mettono a rischio la salute dei cittadini.

Nel 1962 erano solo 70, dislocati in sei città. Oggi sono oltre mille, suddivisi in 38 nuclei da Aosta a Ragusa.

La loro attività (che spazia dalla filiera agro-alimentare alla ristorazione, dal settore farmaceutico-sanitario al contrasto al doping) ci consente, oggi, di ritenerci tra i Paesi più sicuri al mondo «anche perché è il più controllato», come ha spiegato a neifatti.it il Tenente Colonnello Vincenzo Maresca, comandante Gruppo Tutela Salute dei Carabinieri di Napoli, competente per il territorio dell’Italia meridionale.

Colonnello, la soglia di attenzione a tutela della salute è altissima. Vino adulterato, cartoni della pizza, farmaci dopanti, ristoranti etnici: sono solo alcuni recenti sequestri dei Nas. 

«Innanzitutto occorre premettere che in ambito alimentare, a tutela della salute dei consumatori, il NAS esercita la vigilanza sulla preparazione, produzione e commercio delle sostanze alimentari e delle bevande allo scopo di prevenire e di reprimere le infrazioni alle vigenti normative (D.L.vo 193/2007 e collegati Regolamenti Comunitari) e ad ogni altra norma in materia di disciplina igienica delle sostanze alimentari e delle bevande. A tal fine provvedono ad accertamenti ed ispezioni, in qualsiasi momento, negli stabilimenti ed esercizi, nonché sui depositi, sugli scali e sui mezzi di trasporto.

Per quanto attiene l’aspetto relativo ai medicinali ad azione dopante, il fenomeno è abbastanza complesso e riguarda due aspetti diversi che sono costantemente soggetti all’attenzione della Specialità dell’Arma. Il primo è l’aspetto riconducibile al fenomeno del commercio clandestino di medicinali provento di furti. Tale modus operandi ha negli ultimi anni destato il vivo interesse delle organizzazioni criminali le quali hanno percepito la possibilità di facili guadagni attraverso la costituzione di un mercato nero dei farmaci venduti a prezzi ridotti. Il secondo aspetto riguarda la ricettazione dei medicinali ad azione dopante/anabolizzante, particolarmente ricercati dagli atleti, i quali li assumono per migliorare le prestazioni in occasione di competizioni agonistiche, sia per aumentare la propria massa muscolare (body building). Questo fenomeno criminale assume risvolti anche di carattere sanitario, tenuto conto che i farmaci trafugati vengono custoditi od occultati in depositi clandestini privi di requisiti igienici e a temperatura non controllata».

 Come partono le operazioni dei Nas?

«L’attività che svolgono i NAS, di solito, nasce di solito o attraverso un’attività investigativa, che consiste in indagini volte a stroncare i delitti più gravi nello specifico campo delle sofisticazioni, delle frodi alimentari e nel comparto sanitario in generale. Sono investigazioni molto lunghe, laboriose, che richiedono acume investigativo, spiccate professionalità e conoscenza dell’ambiente socio-economico nel quale si opera; o grazie a una strategia operativa stagionale, nel corso della quale vengono effettuati controlli in uno o più settori d’interesse; o con servizi di controllo in campo nazionale su obiettivi precedentemente individuati, pianificati d’intesa con il Ministero della Salute. Sono monitoraggi su particolari settori della sfera produttiva, commerciale ed etico-sociale, finalizzati ad accertare l’esatta applicazione di leggi e regolamenti ed ottenere anche memorie statistiche utili per verificare l’efficacia degli interventi e per individuare quei settori maggiormente a rischio sui quali far convergere nel tempo gli interventi ed i controlli».

Ci parli delle sofisticazioni alimentari.

«Per quanto concerne le indagini di P.G. nel settore delle sofisticazioni alimentari, per la tipicità degli illeciti che si perseguono è necessario tenere in considerazione che il crimine non si evidenzia attraverso manifestazioni riscontrabili con immediatezza e con la consapevolezza del soggetto passivo, e che esiste, oggettivamente, il rischio di creare allarmismi ingiustificati nell’opinione pubblica e possono crearsi dannose turbative al settore produttivo.

Per questo motivo ogni operazione di servizio deve essere la risultanza di complesse indagini, precedute da una vasta gamma di accertamenti preliminari di natura scientifica e giuridico amministrativa. Taluni aspetti caratterizzanti dell’attività investigativa dei militari dei NAS presuppongono, tra l’altro, lo stato giuridico di “ispettori sanitari” ora “tecnici della prevenzione” dei Marescialli, conferito con decreto del Ministero della Salute del 15 novembre 1963, che consente di attuare procedure specifiche (prelievo campioni) e di prescindere da determinate autorizzazioni di legge (ispezioni in ogni momento, anche di notte).

In particolare, i continui progressi della scienza e le sempre più sofisticate tecnologie applicate nel settore dell’industria alimentare e farmaceutica offrono agli operatori senza scrupoli una vasta gamma di strumenti per realizzare le sofisticazioni più sottili ed insidiose. Le indagini nel campo specifico, pertanto, affinché abbiano successo e possano contrastare efficacemente fenomeni criminosi così complessi e delicati, necessitano, oltre che della spiccata professionalità del personale addetto ai controlli, di raffinate strategie operative che compendino, in perfetta simbiosi, gli articolati accertamenti tecnici di settore con le tradizionali tecniche investigative di Polizia Giudiziaria».

Indagini sempre più complesse, dunque. Come si articolano nello specifico?

«Nella generalità dei casi, le indagini dei NAS in materia di tutela igienico-sanitaria di alimenti e bevande si articolano nelle seguenti operazioni:

– sopralluoghi, di iniziativa o su segnalazioni di Autorità e di privati, presso gli insediamenti produttivi, nonché controllo di tutte le fasi delle attività di lavorazione;

– verifica della documentazione contabile, fiscale ed autorizzativa;

– campionamenti a carattere conoscitivo o mirati a dimostrare i sospetti di situazioni illecite;

– impiego di strumenti ed attrezzature tecniche per verificare, in via preliminare ed orientativa, la qualità delle materie prime utilizzate e dei prodotti finali (fish-test; mostimetri, misuratori di pH, ebulliometri, lattodensimetri, termometri, rifrattometri, ecc.);

– accertamenti sui canali di rifornimento delle materie prime e della destinazione dei prodotti finiti;

– contestazione delle infrazioni accertate ed esecuzione di eventuali provvedimenti restrittivi (sequestri).

L’organizzazione capillare e verticistica dei NAS, inoltre, permette di fronteggiare attività illecite interessanti ampie porzioni di territorio, in quanto in grado di avere una visione globale dei fenomeni criminali e di porre in atto, con tempestività, interventi su scala pluriregionale o nazionale. Da sottolineare, inoltre, che i NAS possono contare, in qualunque momento ed in qualsiasi zona del territorio nazionale, dell’incondizionato supporto logistico-operativo dei Reparti dell’Arma territoriale.

I NAS, nella loro azione di vigilanza, possono avvalersi, per operazioni tecniche ove necessiti personale con particolare qualifica (prelevamento di parti anatomiche da animali, effettuazione di tamponi sulle mani del personale addetto alla trasformazione degli alimenti, ecc.), della collaborazione dei servizi di vigilanza delle varie ASL.

Da non trascurare, inoltre, l’azione dei Nuclei nel settore della “Sanità”, che viene esercitata attraverso:

– ispezioni igienico-sanitarie presso ospedali, case di cura private e case di riposo per anziani;

– repressione degli illeciti in danno del Servizio Sanitario Nazionale;

– verifiche in materia di legittimo esercizio delle professioni sanitarie e relative arti ausiliarie (infermieri, odontotecnici, ottici, radiologi ecc.)».

Alle frodi alimentari spesso si associano altri reati, come quelli portati alla luce da due recenti operazioni in Puglia. Ce ne parla?

«Si. Nel contrasto alle frodi alimentari proprio di recente sono state portate a termine due brillanti operazioni da parte di due NAS del Gruppo.

Il NAS di Foggia ha arrestato 20 persone che producevano olio extravergine di oliva falso. Infatti, gli indagati, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio, alla vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, alla sofisticazione alimentare, alla falsità materiale e alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, avevano costituito un sodalizio criminale, attivo in varie regioni del territorio nazionale e con proiezioni all’estero (principalmente Germania), dedito alla sofisticazione e contraffazione di enormi quantitativi di olio dichiarato extravergine di oliva risultato, alle analisi di laboratorio, olio di semi o di soia colorato con clorofilla e betacarotene.

Il NAS di Lecce, invece, ha arrestato 11 persone che mediante dei procedimenti chimici vietati creavano mosto d’uva irregolare, a volte non utilizzando nemmeno uva. Gli indagati, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio, all’adulterazione di sostanze alimentari non genuine come genuine, alla falsità ideologica, hanno commercializzato ingenti quantitativi di vino falsamente etichettato come “DOC” e “DOCG”, utilizzando illecitamente zucchero, sostanze coloranti vietate, soluzioni acquose, gomma arabica ed antociani (antiossidanti) e prodotti vinosi importati dall’estero illecitamente “nazionalizzati”».

Siamo il Paese della Dieta Mediterranea, ma mettiamo a rischio la salute a causa di veleni e pesticidi in agricoltura. Tante volte siete intervenuti anche in questo settore. Cosa avete trovato?

«La dieta mediterranea è il nostro vanto, nessun paese al mondo può vantare una simile varietà di alimenti per di più con valori nutrizionali impareggiabili. A volte, però, alcuni agricoltori per aumentare la produzione esagerano con le dosi di antiparassitario. La nostra attività, in questo settore, è finalizzata a questa vigilanza. I cosiddetti “fitosanitari” comunemente chiamati “antiparassitari agricoli” sono costantemente all’attenzione del NAS tenuto conto della restringente normativa che regola la loro filiera commerciale. In particolare la legge in materia, tenuto conto delle pericolosità dei prodotti caratterizzati da un elevatissimo grado di tossicità, prevede regole rigide e ben definite per quanto attiene i titoli autorizzativi per l’attivazione di una rivendita e dei requisiti professionali da parte dei gestori (D. Lgs. 65/2003). Inoltre, negli ultimi anni, abbiamo assistito a fenomeni di contraffazione di questi prodotti illegalmente immessi nella filiera commerciale.

Anche in questo settore l’attività del NAS è costante come testimoniano le 26 persone segnalate alle autorità competenti e le relative sanzioni ammontanti a circa 100.000 euro, per i soli Nuclei dipendenti dal Gruppo nel corso di questo anno».

L’Italia resta la destinazione preferita tra le mete straniere dai turisti ‘enogastronomici’. Una ricchezza che resta tale grazie alla sicurezza alimentare, alle strutture ricettive a norma, al rispetto delle regole. Facciamo un bilancio di metà estate?

«Qui bisogna fare una premessa, l’Italia è il paese più sicuro al mondo per quanto riguarda la salubrità e la genuinità dei prodotti alimentari anche perché è il più controllato. Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, costantemente impegnato nella tutela del rispetto delle normative in ambito agroalimentare, negli ultimi anni ha avviato una serie di servizi programmati i cui settori ed obiettivi sono attentamente pianificati tenendo conto anche degli usi e delle tendenze abitudinarie della popolazione. In tale contesto è stata realizzata la programmazione annuale “Estate tranquilla” una sorta di calendario, suddiviso per settori, che da maggio a settembre inoltrato concentra lo svolgimento delle attività dei NAS del territorio nazionale indirizzandole in quei comparti maggiormente utilizzati nel periodo delle vacanze. Ad esempio, sono ricompresi i luoghi di soggiorno e divertimento dei vacanzieri, gli stabilimenti balneari, piscine, impianti natatori ed acquascivolo, villaggi turistici, alberghi, ristoranti e discoteche. Tenuto conto che l’attuale campagna estiva a tutela della salute pubblica è tuttora in corso, dobbiamo dire che i controlli sono stati finora sodisfacenti, non abbiamo avuto particolari emergenze sanitarie e le tossinfezioni (di solito dovute al consumo di pesce e mitili crudi) sono sempre meno. Solo il Gruppo Tutela Salute di Napoli, nel 2019, ha effettuato, più di 7000 ispezioni».

C’è un ambito nel quale è più difficile intervenire? Vi sono maggiori ostacoli per le indagini oppure perché chi delinque riesce talvolta a farla franca?

«Si possono, purtroppo, celare difficoltà in tutti gli ambiti d’intervento di competenza del NAS. È chiaro che in zone ad alta densità criminale, come alcuni quartieri periferici delle grandi città, anche in un semplice controllo, nel caso di sanzioni o addirittura chiusura dell’esercizio, ci possono essere pericoli per gli operanti che, talvolta, si trovano a fronteggiare la reazione non sempre civile dei controllati. Nelle indagini, invece, vale il discorso generico che può essere fatto per tutte le Forze di Polizia, le nostre investigazioni, seppur in ambiti particolari, non sono diverse dalle altre e quindi, oltre alle difficoltà ambientali appena descritte, dobbiamo registrare una scaltrezza e un’attenzione sempre crescente dei malfattori e quindi, armandoci di estrema fantasia, siamo alla perenne ricerca di tecniche investigative che ci permettano di non essere “scoperti”».

Terra dei fuochi… La Campania ma non solo…

«La Campania è tristemente famosa per la “Terra dei fuochi”, il NAS, come in tutti gli aspetti riguardanti la tutela della salute pubblica, è in prima linea in tutte le attività di monitoraggio che riguardano questa zona posta a ridosso delle province di Napoli e Caserta; infatti siamo stati impegnati nello svolgimento di un’azione di monitoraggio della salubrità di alimenti di origine vegetale coltivati a ridosso delle zone inquinate ed a breve daremo il via ad un’altra serie di controlli. Ovviamente questo è il fenomeno più noto, ma non trascuriamo ulteriori zone, i controlli sono frequenti anche in altri posti ove l’inquinamento potrebbe comportare danni alla salute, mi vengono subito in mente le attività che abbiamo svolto in Basilicata, per l’inquinamento da idrocarburi in prossimità dei pozzi petroliferi, o gli intensi controlli svolti a Taranto, nelle vicinanze dell’Ilva, in particolar modo sugli allevamenti dei mitili».

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