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Dubbi ferragostani: esistono le letture da spiaggia?

di Rosa Aghilar.

Roma, 14 Agosto 2019 – Il rumore delle onde che culla i pensieri, il profumo della crema sulla pelle, lo scintillio del mare sotto i raggi del sole e quel libro a tenervi compagnia, che vi rapisce. Che si tratti di narrazioni leggere e divertenti, di misteriosi delitti o di storie con un valore sentimentale, i libri sotto l’ombrellone sono perfetti per rilassare la mente e godersi il meritato riposo!

Non so se esistono o no “letture da spiaggia”, so però che ogni momento è buono per leggere e che sicuramente in vacanza c’è più tempo disponibile per dedicarsi agli hobby o alle passioni come quella della lettura. Un buon libro che ci fa compagnia in spiaggia o nei momenti di attesa durante il viaggio e non c’è niente di meglio che gettarsi a capofitto in una storia meravigliosa o trovarsi invischiati in un avvincente caso poliziesco, cercando di risolvere un mistero, dopotutto: “La lettura è una magia che ci fa stare meglio”.

Un libro è un grande amico con cui viaggiare, con cui passare del tempo, con cui rilassarvi e ad una mia amica devo la conoscenza de La vita perfetta di Renée Knight di cui vi scrivo. Non il romanzo esemplare, ma uno di quelli dove nulla è come appare, dove la suspense regna sovrana e proprio quando si pensa di essere ormai vicini a un epilogo risolutore, l’autrice abilmente ribalta tutto ciò che la penna aveva costruito e tutto si rovescia: i ‘cattivi’ diventano ‘buoni’, le vittime carnefici, la realtà illusione, la verità inganno.

La storia si svolge a Londra nel 2013 con numerosi flashback all’anno 1993 in Spagna, dieci anni prima. Catherine, la nostra protagonista, è una donna di successo: ha girato più di un documentario per denunciare le violenze nel mondo. Robert Ravenscroft, suo marito è un uomo in carriera. Apparentemente non manca nulla loro, nemmeno un figlio: Nicholas di venticinque anni. Non esattamente il figlio che avevano immaginato i coniugi, colti e professionisti di successo. Il ragazzo lavora come commesso, è svogliato, privo d’interesse alcuno e ha un passato da tossicodipendente.

In parallelo un’altra voce narrante, quella di Stephen Brigstocke, vedovo da molti anni della sua Nancy e padre di Jonathan, il figlio scomparso giovane, che mai invecchierà. Stephen e Nancy erano due insegnanti e anche due scrittori alle prime armi che mai avevano avuto un reale successo. Ora Stephen è in pensione, soffre la solitudine tanto da rievocare Nancy come se fosse una presenza tangibile, tanto da parlare spesso alla seconda persona plurale, pensando a se stesso. Come sono collegate le due famiglie?

Catherine e Robert hanno appena traslocato in una casa più piccola: l’idea è di indurre Nicholas a crearsi una sua indipendenza. Lei trova sulla mensola della sua camera, un libro intitolato “Un perfetto sconosciuto” firmato E. J. Preston che racconta di una vicenda, accaduta nel 1993 la cui, protagonista si chiama Charlotte.

Quel libro l’ha come irretita, attratta con l’inganno finché si è accorta di essere in trappola”.

Senza poterci fare nulla, Catherine aveva incontrato tra le righe di quel libro, se stessa”.

Solo alla fine si parlerà apertamente dell’accaduto smontando ogni pensiero e sospetto di chi sta leggendo lasciandolo immerso nel senso di colpa e instupidito per non aver pensato a fondo a tutti i dettagli della storia.

Il lettore riesce a capire bene che sta per scoppiare una tempesta da come i personaggi affrontano le piccole cose, dai segni inequivocabili di negatività che colgono nelle azioni quotidiane all’interno del racconto, sempre in sottofondo la cupezza delle azioni dei personaggi

Tutte le cose belle – gli odori i sapori, il caldo – sono contaminate dalla minaccia della caducità”.

A volte bisogna essere crudeli per essere giusti”.

Un thriller con sfumature noir che tiene incollati dalla prima all’ultima pagina che colpisce per come la scrittrice riesce a seminare un’idea, a farla attecchire, crescere, convincere e poi svelarla come se togliesse un velo magico dagli occhi del lettore, con un colpo di scena.

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