giovedì, Maggio 26, 2022
HomeTurismoE’ il momento del souvenir!

E’ il momento del souvenir!

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 28 Agosto 2019 – Quando si è in vacanza, pochi resistono alla fortissima tentazione del souvenir, da tenere per sé, come ricordo dei bei giorni trascorsi, o – peggio – portare in dono ad amici e parenti. A proposito oggi, riposta in un anfratto ben nascosto dell’armadio o della cantina l’immancabile gondola veneziana, o la snella Tour Eiffel parigina, pare che fortunatamente vada di moda il souvenir commestibile e/o utile e gli italiani preferiscono, piuttosto che chincaglierie, acquistare prodotti alimentari tipici, magari D.O.P., come mozzarelle campane, limoncello di Sorrento, Barolo del Piemonte, Fontina della Val d’Aosta, ma anche miele, biscotti, malloreddus… e tutto il nostro ricchissimo repertorio di prodotti gastronomici. Sono i turisti che, durante le vacanze, hanno visitato agriturismi, malghe, frantoi, cantine e mercati biologici. Impossibile dunque resistere alla tentazione di qualche acquisto goloso…

A parte l’acquisto di cibo e vini, cosa spinge un turista vacanziero a portar via un pezzo del paesaggio che li ha ospitati? Un sasso modellato dal mare o della sabbia raccolti in un luogo speciale hanno il potere di ricordare nel tempo i bei momenti e le sensazioni provate in vacanza, condensate dentro questi oggetti naturali che diventano veri e propri ricordi, come se bastasse vederli per ritrovarsi nella situazione in cui sono stati raccolti.

Basta non commettere infrazioni, come i turisti che a Roma portano via pezzi di Colosseo in tasca! L’abitudine di portarsi a casa un pezzo di natura è un istinto difficile da controllare, anche oggi: dopo le razzie dei turisti, nel 2017 la Regione Sardegna ha vietato il prelievo di sabbia, conchiglie e pietre dalle sue spiagge, punendo i trasgressori con multe di 1.000 €.

Solo che il sasso, la sabbia, le conchiglie, ma anche le maschere africane, le riproduzioni del Taj Mahal, le mantillas spagnole, trasferiti nelle nostre case cittadine, perdono magicamente il loro fascino, ci appaiono stonate, e piano piano li mettiamo da parte, così come il Colosseo o la Torre di Pisa, che vanno a fare compagnia a papiri, nacchere, bigiotteria etnica … il trionfo del Made in China.

L’ultimo oggetto che sembra sfidare le regole del kitsch è il magnete: preferito dalla maggioranza dei viaggiatori, ha il vantaggio di conservare il ricordo con piccolissime dimensioni e un costo molto abbordabile, un acquisto facile, poco impegnativo e che da molti anni impazza pur nell’era digitale.

Se comprare souvenir è di cattivo gusto, qual è il metodo perché possiamo mantenere dentro di noi la magia di un luogo?

Secondo studi, la metà degli italiani ammette di essere cambiata dopo un viaggio, il 13 per cento di aver scoperto una passione. La memoria di una vacanza è dunque una parte fondamentale della nostra personalità, da salvaguardare e arricchire. E il meccanismo che la rende indelebile si chiama emozione. Un viaggio, una vacanza, è, di per sé, emozionante perché fuori dal nostro ambiente, con orari più dilatati, con le persone che amiamo, ed ecco che i nostri sensi lavorano al massimo: il profumo dei pini, il rumore delle onde, il colore di un tramonto… sicuramente sono tante le emozioni che viviamo e che non vorremmo dimenticare per nessuna ragione al mondo. Ci apriamo al nuovo che lascia tracce più nitide dentro di noi. Sono le tracce che formano il tessuto della nostra memoria.

Ritornati alla vita di tutti i giorni, però, tendiamo a rimuovere quei piccoli aspetti che magari hanno reso indimenticabile il nostro viaggio.

Ma conservare i ricordi di viaggio non è impossibile: proviamo a scrivere qualche appunto, come un diario di viaggio, annotando esperienze e impressioni in un quaderno che potremo rileggere anche a distanza di tempo, e anche a casa, dopo, leggiamo un libro ambientato nella nostra meta di viaggio, conserviamo in una scatolina opuscoli, biglietti, giornali, dépliantsdi musei, locandine di spettacoli, menù…e perché no, un barattolo con acqua di mare con sabbia e piccole conchiglie non protette o sassolini raccolti sul posto può essere un bel modo di ricordare. E apriamolo quando è cattivo tempo, quando le nuvole coprono il cielo.

neifatti.it ©
ARTICOLI CORRELATI

I più recenti