giovedì, Maggio 26, 2022

The Lion King

di Domenico Izzo.

Roma, 29 Agosto 2019 – Il Re Leone è tornato ai botteghini, film Disney già campione di incassi nel ’94, torna prepotentemente alla conquista delle classifiche imponendosi come nono film più redditizio di sempre, già solo dopo un mese dall’uscita nelle sale mondiali, con circa 1,5 miliardi di incassi, a fronte dei 260 milioni che è costata la realizzazione, diventando il film di animazione più visto (dopo Frozen, altro stupefacente successo Disney). Il 21 Agosto era anche nei cinema italiani, con circa un mese di ritardo rispetto al resto del mondo, ma non con meno successo, dato che è divenuto il quinto miglior esordio ai botteghini tricolore, e in una settimana ha macinato circa 10 milioni di euro.

Ciò che stupisce di questo film, però, non è tanto il successo che ha ottenuto (che era abbastanza scontato, dato che si tratta di un film generazionale), quanto lo stupendo riutilizzo della colonna sonora, che ha scandito il ritmo dell’infanzia di molti, e l’inserimento di nuove traccie, come la spettacolare “Spirit” di Beyoncé.

A questo “musical in CGI”, hanno lavorato alcune delle più dotate menti della musica, come Hans Zimmer, la stessa Beyoncé (che ha anticipato l’uscita del film con il singolo che lo avrebbe accompagnato e, poi pubblicando l’album “The Lion King: The Gift”, altro successo collegato al film, divenendo un ponte che unisce la musica afro-americana r&b e la musica africana), ma anche Elton John, che già aveva collaborato alla realizzazione della colonna sonora originale del ‘94, e tante star della musica africana, consegnate alla ribalta mondiale, come Lebo M. e Nants Ingoyama.

Nel complesso le 19 tracce presenti nel film, seguono lo schema originale, con l’unica differenza di un piccolo e poco notato particolare, un piccolo “easter egg” che cita un altro capolavoro Disney: in una scena cruciale, durante la quale Pumbaa deve fare da esca e distrarre le iene, Timon intona una canzone proveniente dall’universo de’ “La bella e la bestia”, “Stia con noi”, cantando la quale, la candela Lumière, presentava varie pietanze, collegata alla scena originale del ’94 in cui Pumbaa veniva presentato con una mela in bocca, come una pietanza, per distrarre le iene.

Molte altre differenze ci sono, anche se, purtroppo, la trama del film non è stata né aggiornata ai canoni culturali odierni, né minimamente modificata e, la mancanza del minimo colpo di scena ha influenzato, sicuramente negativamente, l’umore di critica e pubblico.

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