Pubblicato il: 13 settembre 2019 alle 8:00 am

Anniversari: il 13 settembre 1982 viene arrestato Licio Gelli, il Gran Maestro dell’Italia oscura Gli anni bui delle stragi e dei complotti attraverso la figura di un personaggio singolare e potentissimo

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 13 Settembre 2019 – E’ il 13 settembre del 1982 quando i Tg danno la notizia dell’arresto in Svizzera di Licio Gelli. Il Venerabile, come viene chiamato nell’ambito della massoneria, è fermato a Ginevra mentre preleva dal suo conto bancario 180 miliardi di lire. Resta in carcere in Svizzera fino all’evasione un anno dopo.

Oltre che alla vicenda della loggia massonica P2, il nome di Licio Gelli è legato a decine di inchieste giudiziarie e a vari lati oscuri della storia recente d’ Italia.

Cos’era in origine la massoneria?

Esiste un’ampia bibliografia in merito. Le radici si fanno risalire alla costruzione del Tempio di Re Salomone e alla leggenda di Hiram Abiff. Se, però, parliamo di Massoneria moderna speculativa, la prima setta massonica moderna è fondata in Inghilterra nel 1717 dal pastore protestante James Anderson e dai suoi amici John Desaguliers, avvocato, e John Montagu. L’idea è quella di riportare tra gli uomini una retta morale collettiva, un maggior rispetto della legge e della fede, il reciproco soccorso. Perché si chiamano muratori? Secondo un simbolismo suggestivo, essi devono costruire e innalzare la casa dell’uomo e il tempio di Dio, e in effetti da capo (il Maestro) a capo si tramandano davvero i segreti del settore, in un’epoca nella quale non esistono trattati di tecnica delle costruzioni.

Queste prime confraternite hanno un enorme successo, tanto che in breve sorgono logge massoniche in tutto il mondo.

Ma, nata con intenti nobili, con il tempo la massoneria si trasforma in alcuni casi in società segrete allo scopo di proteggere esclusivamente i membri della propria confraternita. Ed è il caso dell’Italia all’epoca di Gelli: nel 1980, infatti, la massoneria italiana è coinvolta nel più grande scandalo della sua storia, la cui eco dopo oltre vent’anni è ancora viva. Il Maestro Venerabile della Rispettabile Loggia “Propaganda 2” è coinvolto, insieme con alcuni membri della sua loggia, in alcuni oscuri e inquietanti “affari” politici di quegli anni come il cosiddetto Golpe Borghese e la Rosa dei venti, l’affare Sindona, l’affare Banco Ambrosiano, il sequestro Moro le stragi; dalle inchieste della magistratura emerge la particolare organizzazione di quella loggia, differente dalle logge ordinarie, segreta, di carattere eversivo. La lista degli appartenenti alla loggia è rinvenuta durante una perquisizione della residenza di Gelli, Villa Wanda, ad Arezzo, e di una sua fabbrica a Castiglion Fibocchi (Arezzo), ed è resa pubblica dal presidente del Consiglio Arnaldo Forlani, dimessosi dopo lo scandalo: dirigenti dei servizi segreti italiani, ministri DC, parlamentari, imprenditori (come Silvio Berlusconi), finanzieri (come Michele Sindona e Roberto Calvi), vertici della Guardia di Finanza, magistrati, editori e giornalisti come Roberto Gervaso e Maurizio Costanzo. Un documento ritrovato elenca le finalità politiche ed istituzionali dell’azione della P2, tra cui la trasformazione del sistema politico con una riforma costituzionale per la modifica delle competenze delle due Camere, un’azione di forte controllo sui media e sull’informazione, e una riforma della magistratura.

L’inchiesta parlamentare conduce alla promulgazione di una legge sulle associazioni segrete, in attuazione delle indicazioni dell’Articolo 18 della Costituzione italiana: sia la loggia P2 che tutte le logge, anche di altre obbedienze, con analoghe caratteristiche sono sciolte. Se qualcuno credeva ancora che l’appartenenza alla massoneria rappresentasse solo una scelta culturale, nobilitata da elementi simbolici ed eventi folkloristici, ecco che a un certo punto gli investigatori trovano un fil rouge che accomuna tanti misteri irrisolti italiani.

Chi è Licio Gelli?

Nel 1936, a 17 anni, è un giovanissimo fascista volontario in Spagna a combattere. Quando il 10 giugno 1940 l’Italia entra in guerra con la Germania, Gelli viene nominato ispettore per l’organizzatore dei Fasci da combattimento, la cosa più simile ai servizi segreti interni. Proprio grazie alla sua “formazione” che i servizi segreti fascisti nel ’42 riescono a mettere le mani su una parte del tesoro della Banca Nazionale Serba: vengono trasportati in Italia 60 tonnellate di lingotti d’oro, 2 tonnellate di monete antiche, 6 milioni di dollari e 2 milioni di sterline, tranne 20 tonnellate d’oro che Gelli si regala spedendole in Argentina. In Italia si macchia di svariati delitti protetto dall’uniforme fascista, è spia per i fascisti e i nazisti. Dopo la guerra è di volta in volta agente dei servizi segreti, con contatti importanti con la politica e il Vaticano, direttore di una fabbrica di materassi, la Permaflex, che rifornisce anche la NATO.

Al tempo della guerra fredda, volendo prevenire un colpo di Stato comunista, i fascisti ne tentano un altro, il quasi-golpe Borghese. Anche qui si fa il nome di Licio Gelli. Nel 1971 fonda Propaganda 2, come fronte non militare contro il comunismo.

Licio Gelli è più volte accusato anche di aver rivestito un ruolo attivo nel caso del sequestro del presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro, avvenuto tra marzo e maggio del 1978. I principali posti di responsabilità all’interno dei servizi segreti sono infatti occupati da uomini iscritti alla loggia P2. Secondo alcuni, lo scopo del sequestro – e assassinio – del leader democristiano sarebbe quello di evitare la realizzazione del “compromesso storico”, che avrebbe portato il Partito Comunista al governo.

E la strage di Bologna? E’ ancora vivo nei sopravvissuti il ricordo dell’esplosione di una bomba alla stazione ferroviaria di Bologna che il 2 agosto 1980 provocò 85 morti e 200 feriti. Assolto dall’accusa di associazione eversiva, nel 1994 Gelli è condannato a 10 anni per aver tentato di depistare le indagini sulla strage.

Un’altra condanna- 12 anni – è nel ’94, per bancarotta fraudolenta nell’ambito dell’inchiesta relativa al fallimento del Banco Ambrosiano, una delle principali banche cattoliche private. Roberto Calvi, presidente dell’istituto bancario, è ritrovato impiccato a Londra. Gelli si trova già in carcere, in Svizzera, a Champ Dollon, da dove un anno dopo riesce a scappare corrompendo un agente di custodia in cambio di molti milioni di lire. Trova rifugio in Sudamerica, dove resta a lungo tra Venezuela e Argentina prima di costituirsi nel 1987, di nuovo a Ginevra. Solo nel ‘88 è estradato in Italia, ma è vecchio e malato, e resta in carcere solo pochi giorni, ottenendo gli arresti domiciliari a causa di una malattia cardiaca. Il Maestro è morto nel 2015, a 96 anni nella sua casa ad Arezzo.

Nessun coinvolgimento esplicito per un uomo che ha probabilmente ordito le trame degli anni Settanta in Italia, anni di attentati, bombe, gambizzazioni, manifestazioni, rivolte, omicidi, scioperi. Perfino il presidente della Repubblica dell’epoca, Giovanni Leone, avrebbe convocato il Gran Maestro Lino Salvini, per chiedergli di risolvere la situazione di tensione che si era creata.

Chissà chi era davvero Licio Gelli, grande burattinaio da film di spionaggio, semplice imbroglione che ha saputo vendersi bene, eminenza grigia degli anni di piombo, morto portandosi con sé tanti segreti e domande… storie, personaggi che nel tempo sfumeranno fino a lasciare spazio a un’unica verità ufficiale.

neifatti.it ©