Pubblicato il: 21 settembre 2019 alle 8:00 am

Una “barchetta magica” italiana sfida l’Oceano Atlantico Salpato da una settimana il drone marino a energia solare progettato da ricercatori e studenti dell’Università degli Studi di Firenze

di Marina Monti.

Firenze, 21 Settembre 2019 – E’ già in mare da una settimana per compiere un’impresa che nessun drone è mai riuscito a concludere finora: la traversata dell’Oceano Atlantico in completa autonomia. Il drone, battezzato “Barchetta magica”, dai suoi ideatori, è stato costruito da un gruppo di ricercatori e di studenti dell’Università di Firenze ed è salpato lo scorso sabato 14 settembre da Gran Canaria, a largo delle coste africane, alla volta di Antigua, nelle Isole Vergini Britanniche.

La “Barchetta magica” altro non è che un natante a vela di 1,8 metri, alimentato da energia solare. Si compone di uno scafo rinforzato e un sistema automatico di chiusura della vela in caso di vento elevato, ed è progettato per resistere all’affondamento e a fronti d’onda di 5 metri.

E’ stato pensato per navigare in completa autonomia, seguendo la rotta preimpostata, ed è in costante contatto con i suoi ideatori grazie a un sistema di comunicazione satellitare che permette ai ricercatori fiorentini di modificare la direzione se necessario. Il tempo previsto per la traversata è di circa tre mesi. E’ possibile seguire la traversata in diretta tramite questo link: http://magicboat.eliamazzuoli.it/map.

Il drone è stato ideato dall’assegnista di ricerca Marco Montagni e realizzato assieme a Enrico Boni e Luca Pugi, rispettivamente ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell’informazione e del Dipartimento di Ingegneria industriale, e ad Andrea Bertini, studente del corso di laurea in Ingegneria industriale Unifi.

La missione permetterà di testare sulla lunghissima distanza e in un ambiente insidioso le caratteristiche tecniche del prototipo fiorentino, che è nato per ospitare al suo interno anche attrezzature in grado di compiere in autonomia rilevazioni come quelle relative a cambiamenti climatici e inquinamento delle acque.

Il veicolo – costruito con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze (Progetto VELA) e grazie all’aiuto, fra gli altri, dello spin off dell’Ateneo fiorentino AM3 e del Centro di ricerca interuniversitario di Aerodinamica delle Costruzioni e Ingegneria del Vento Unifi (CRIACIV) – è stato al centro di un percorso di preincubazione dell’Incubatore Universitario Fiorentino.

Il viaggio del drone, la presentazione dello staff e tutte le news, sono documentati online sul sito ufficiale. Molto interessante anche il video in cui i progettisti spiegano tutte le caratteristiche del piccolo natante (Fonte: Università di Firenze).

neifatti.it ©