Pubblicato il: 11 novembre 2019 alle 7:00 am

Le grandi sfide delle città verticali Per chi non soffre di vertigini, gli uomini progettano edifici altissimi dove però l’altezza non è la parte più impressionante

di Caterina Slovak.

Roma, 11 Novembre 2019 – C’è un quadro bellissimo e famosissimo di Pieter Brueghel il Vecchio, la Torre di Babele, che raffigura bene questa storia, la storia della torre appunto, che si trova nel Libro della Genesi e comincia dopo il Diluvio Universale, quando Noè e la sua famiglia si stabilirono nei pressi del fiume Eufrate. Allora tutti parlavano una sola lingua, e ad un certo punto gli uomini decisero di costruire una città, Babilonia, ed una torre tanto alta da toccare il cielo, da utilizzare come un rifugio sicuro in caso di un altro diluvio. Ma Dio vide in questa costruzione un’ambizione irriverente nei suoi riguardi, e punì l’umanità con la confusione delle lingue: la gente parlava nella solita lingua ma gli altri non la capivano più; così non sentendosi più un solo popolo si dispersero in tutta la terra.

La torre di Babele, Pieter Brueghel il Vecchio

Sono un po’ torri di Babele, un po’ frutto dell’ambizione umana e un po’ sfida alle leggi fisiche le costruzioni che stanno popolando alcune città nel mondo, i grattacieli-icona, le vertical cities che lasciano a bocca aperta i visitatori per i loro suggestivi skyline, che definiscono il loro orizzonte con i profili di palazzi, torri e antenne, sempre più alti, che sembrano voler sfidare la legge di gravità.

Certo che da lassù il panorama dev’essere unico, la città a 360°, sempre che non si soffra di vertigini.

In principio la città verticale era New York, come per primo la chiama lo scrittore francese Louis Ferdinand Céline nel suo famoso romanzo Viaggio al termine della notte, per raccontare lo stupore del protagonista Bardamu alla vista degli imponenti e maestosi grattacieli.

Oggi il più alto grattacielo si trova a Dubai, il Burj Khalifa, poi c’è la Shangai Tower, il grattacielo più alto della Cina e uno di più tecnologici e avveniristici di tutto il mondo.

In Cina i prezzi delle proprietà immobiliari sono triplicati negli ultimi 5 anni e gli spazi, con una densità di popolazione così alta iniziano a mancare. Se guardiamo le foto delle case di Hong Kong non ci lamenteremo più delle dimensioni del nostro appartamento, né dei rumori dei vicini, o dell’aspetto da “casermone” del condominio in cui abitiamo: negli alveari di cemento in cui è costretta a vivere gran parte della popolazione di classe media della città -7 milioni di abitanti per una densità abitativa di oltre 6400 persone per km2 – si vive con bagno in comune, niente cucina e pochissimi metri di spazio.

Si comprende allora che guardare sempre più verso l’alto sembra per ora una delle soluzioni possibili. La Cina è stato il Paese a costruire più grattacieli di qualsiasi altro stato nel 2018, ben 88. Gli Stati Uniti, con soli 13 grattacieli, sono al secondo posto.

Shanghai Tower

Nonostante non sia l’edificio più alto del globo, la Shangai Tower è certamente il più alto che arrivi in cima con una superficie ancora abitabile, mantenendo una simile metratura su tutti i 128 piani della struttura e non terminando con un’antenna (come nel caso del Burj Khalifa e della Tokyo Skytree).

L’altezza non è la parte più impressionante di questa città verticale, che ospita diversi spazi destinati all’uso pubblico e accoglie negozi, ristoranti e servizi in grado di far transitare al suo interno circa 16.000 persone al giorno. La città di Shangai non è la più adatta ai grattacieli, poiché è sferzata da fortissimi venti, eppure questo risultato è stato raggiunto grazie ad approfonditissimi studi in galleria del vento. Non era facile nemmeno rendere bella una simile costruzione, ma la forma a spirale è anche un capolavoro di bellezza architettonica.

Ma le abitazioni verticali più avveniristiche e particolari sono a Zhuzhou, centro industriale nel sud della Cina, dove, per ovviare alla mancanza di spazi, hanno costruito le prime villette direttamente sui tetti dei grattacieli del centro.

A Zhouzhou (foto copertina), 4 milioni di abitanti, le attrazioni turistiche non sono molte ma da quando aerei ed elicotteri hanno notato le particolari casette non si parla d’altro. Sono 4 ville identiche in stile neoclassico, collocate sulla cima di un edificio di 8 piani che ospita un centro commerciale nel pieno distretto dello shopping e degli uffici della città. Le quattro ville sono in tutto e per tutto simili a tante altre nel mondo, con cucina, camere da letto, bagni, salotti, terrazzi e soffitte, e tutt’intorno giardini con prato – vero – all’inglese, fiori e vialetti. Per arrivare lassù, c’è naturalmente un sistema di ascensori interni. Nonostante la grande pubblicità, la società immobiliare che le ha volute non ha intenzione di venderle, e non perché non siano sicure, ma per poterle riservare ai 160 manager della stessa società costruttrice.

Sempre in Cina c’è grande attesa per The Crystal, il grattacielo orizzontale che sarà il più alto del mondo, progettato come un corridoio trasparente tra altre 8 torri di grattacieli sospeso a 250 metri di altezza e con una lunghezza di 300 metri. Una meraviglia architettonica della città di Chongqing.

The Crystal

 

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