Pubblicato il: 21 novembre 2019 alle 7:00 am

Assomusica contro la legge anti-bagarinaggio Si apre il dibattito sulle conseguenze nefaste dell’applicazione dell’emendamento Battelli, e inizia uno “scarica barile all’italiana”

di Domenico Izzo.

Roma, 21 Novembre 2019 – Il 12 novembre, in sede di una conferenza stampa di categoria al Senato della Repubblica, i promoter hanno aperto il dibattito riguardante la normativa anti-bagarinaggio, entrata in vigore nel luglio del 2019, emendamento a firma del deputatoSergio Battelli, del Movimento 5 Stelle, che sancisce l’obbligo di biglietto nominale per i live con oltre 5 mila spettatori.

Finora applicata ai concerti di Sting, del 29 ottobre, e di Mengoni, del 10 novembre, tale misura, atta a prevenire il fenomeno del ‘secondary ticketing’, sarebbe risultata in una serie di disagi per pubblico e organizzatori, con code e raddoppi dei tempi d’attesa agli ingressi, lunghe code agli info-point, numerose persone obbligate a tornare a casa, poiché non in possesso di documenti di identità o non totalmente in regola con le linee guida della direttiva, influendo pesantemente anche sull’inizio degli spettacoli.

Nel corso della conferenza stampa del 12 novembre, Assomusica, l’associazione che raccoglie gli organizzatori e i produttori di musica dal vivo, con circa 120 imprese associate (che copre all’incirca l’80% del mercato concertistico in Italia), nella persona di Vincenzo Spera, suo presidente, si è detta contrariata riguardo i risultati dell’emendamento, che penalizza lo spettatore e non tange il fenomeno, che dovrebbe combattere.

Il bagarinaggio è un fenomeno diffusissimo e, seppur la sua principale espressione sia quella collegata al mondo del calcio (dove già è stato applicato il biglietto nominale obbligatorio, per prevenire il fenomeno, ma anche per favorire il riconoscimento, in caso di eventi di violenza, dei personaggi coinvolti), sta trovando florida diffusione anche per ciò che concerne gli eventi musicali, dove pare che i prezzi possano essere maggiorati, rispetto al face value (il prezzo destinato al mercato principale, indicato sul biglietto e deciso dagli organizzatori) anche oltre il 400% rispetto all’originale.

Il perché sia così diffuso il fenomeno del ‘secondary ticketing’ è in realtà molto semplice: nonostante sia poco conveniente comprare qualcosa ad un prezzo maggiorato (alcune volte anche di 11 volte), i biglietti di molti eventi vanno esauriti in un battito di ciglia (appena aperti i botteghini online a volte), per uno spiccato interesse collettivo nei confronti dell’evento, o per l’utilizzo di alcuni software, che acquistano blocchi di centinaia di biglietti in un secondo, per conto di società di ‘secondary ticketing’. Tutto ciò, in Italia, fino a qualche anno fa, era noto, ma non regolamentato, non esisteva una legge che lo vietasse e, che chiedesse l’oscuramento dei siti responsabili di tale fenomeno.

“Quello che bisogna combattere è il macro fenomeno. che non coincide con la decisione di uno spettatore di cambiare idea all’ultimo minuto o di regalare il proprio biglietto ad un amico o a un familiare”, ha affermato il senatore Roberto Rampi (Pd), che fu tra i primi, nel 2016, a proporre norme per arginare il bagarinaggio online.

Questa confusione generale, naturalmente, crea disagi anche a chi organizza tali eventi, costringendoli in faticose operazioni di back office, oltre ad una presenza massiccia sui luoghi degli eventi, per rispondere ai problemi e alle richieste di persone disorientate agli info-point, sempre più presi di mira per reclami.

Queste le accuse della parte di chi osteggia la legge anti-bagarinaggio. Il suo creatore, però, sembra avere una visione differente sul come e sul perché questo “attacco pretenzioso” sia un semplice ‘buttar giù un castello prima che sia completato’. Sergio Battelli ha, infatti, affermato che “vergognoso” è stato il “siparietto”, messo in scena in occasione del concerto di Sting, prima del quale sarebbero saliti sul palco i promoter, che, intenti nello scusarsi per il disagio e il ritardo, avrebbero incolpato la legge di tutto ciò che era successo. Ma l’evento al Forum di Assago, con circa 10.000 spettatori, era stato organizzato da Live Nation Italia, la stessa organizzazione che si era occupata dell’organizzazione del live di un altro artista, il concerto all’Olimpico di Roma di Ed Sheeren, con circa 60.000 spettatori, il quale, aveva preteso il biglietto nominale obbligatorio per il suo evento, e, in quell’occasione, era andato tutto liscio, senza complicazioni e disagi. Questa nuova chiave di lettura sulla vicenda potrebbe suggerire vari moventi sul perché, organizzazioni così navigate, possano incontrare così tante difficoltà nell’applicare una legge all’apparenza così semplice (tutto sommato non sembra poi essere così difficile comprare un biglietto sul quale c’è scritto il proprio nome e ricordarsi di portare con sé un documento d’identità, come avviene nel calcio già da tempo).

Naturalmente, a verificare quale dei due punti di vista sia corretto, sarà il tempo a dirlo. Nel frattempo il deputato Battelli, ha dichiarato che la lotta al ‘secondary ticketing’ è una battaglia dura da vincere, poiché i server hanno sede fuori dalla zona Ue, e non sono a portata di giurisdizione italiana, dunque, ci vorrà tempo per oscurarli o sottoporgli un tetto percentuale massimo di maggiorazione, come il 20% in Germania, ed invita gli organizzatori ad assumersi le proprie responsabilità.

È stata annunciata una nuova data con biglietto nominale obbligatorio, intanto, quella del concerto ad Imola di Vasco Rossi, annunciata da Live Nation, e per la quale i botteghini sono stati aperti il 18 novembre alle 12 e il 21 novembre alle 11.

Si raccomanda di utilizzare il proprio nome per acquistare il biglietto, di comprarlo sul circuito ufficiale e, di non dimenticare i documenti di riconoscimento all’entrata.

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