Pubblicato il: 1 dicembre 2019 alle 8:00 am

Passeggiata nella Napoli ebraica Segnatevi questa data: 12 gennaio 2020. Sarà l’occasione per scoprire un aspetto nascosto e poco nota della città

di Vittoria Maddaloni.

Napoli, 1 Dicembre 2019 – Weekend invernali, meteo incerto. Non disperate, non c’è bisogno di chiudersi in casa o rinunciare a visitare siti interessanti. Abbiamo la fortuna di abitare in un Paese davvero splendido, ricco da Nord a Sud e da Est ad Ovest di città, borghi e paesi che meritano di essere visitati almeno una volta nella vita.

Il nostro patrimonio artistico, culturale e gastronomico è davvero immenso e ci permette di designare numerose mete interessanti per trascorrere un weekend meraviglioso, in compagnia della famiglia, degli amici oppure di una persona speciale.

Se la pioggia vi sorprende in una giornata a spasso per Napoli, niente panico: le soluzioni alternative non mancano.

Avete mai sentito parlare della Sinagoga ebraica di Napoli? Domenica 24 novembre c’è stato un tour alla scoperta di questa meraviglia nascosta della città partenopea, tornata a nuovo splendore con i restauri effettuati con il contributo del Ministero Dei Beni Culturali, per scoprire una parte importante della storia della Napoli ebraica, i suoi tesori, le sue strade, le sue tradizioni. Tour che si ripeterà domenica 12 gennaio 2020: sarà il caso di prenotare.

Sarà anche l’occasione adatta per spiegare ai nostri bambini e ragazzi cos’è che a scuola si commemora il 27 Gennaio, la giornata della memoria: in questa data nel 1945 le truppe russe aprirono i cancelli del campo di concentramento nazista di Auschwitz e venne mostrato al mondo, per la prima volta, il più grande omicidio di massa conosciuto nella storia umana. Può diventare un momento per ricordare l’olocausto, affinché questo ricordo rimanga da monito contro l’odio e possa impedire il ripetersi di tragedie simili.

Ma nell’attesa della visita guidata di gennaio (organizzata dall’associazione Addovà Tour), possiamo farci un giro e cominciare a raccogliere qualche informazione sulla storia della comunità ebraica napoletana.

La Sinagoga napoletana è situata nel centralissimo quartiere di San Ferdinando, nel cuore della città, ad un passo da Piazza dei Martiri ed è l’unica comunità a sud di Roma. La presenza ebraica qui è molto antica e risale al I sec., come dimostrano le numerose tracce presenti nel tessuto urbano della città e nella toponomastica. Sotto i vari regni, gli ebrei vissero a Napoli fasi alterne di repressione e tolleranza, fino al 1541, quando, in seguito al decreto di espulsione, dovettero lasciare il regno di Napoli, per essere poi richiamati dai Borbone, in segno di riconoscenza verso il banchiere Carl Rothschild (aveva concesso un forte prestito al re) che nel 1831 si trasferì in città – abitava a Villa Pignatelli – ed aprì la prima filiale della fiorente banca Rothschild in Italia. Dopo l’Unità d’Italia venne fondata la Comunità israelitica in Via Cappella Vecchia. Nel 1864 un folto gruppo di ebrei festeggiarono Ro’š ha-šanah, il Capodanno ebraico, inaugurando la loro sinagoga, al primo piano di Palazzo Sessa in via Cappella Vecchia, nei pressi di piazza dei Martiri.

Nel 1938 venivano emanate le leggi razziali e a tutti i ragazzi e bambini di religione ebraica fu vietato di andare a scuola, dalle elementari al ginnasio, all’università. Tutti i docenti ebrei furono licenziati in tronco, e così accademici, avvocati, medici… tutti i professionisti persero il proprio lavoro.

Le deportazioni a Napoli iniziarono il 25 settembre 1943: il Comandante Kohl aveva stilato l’elenco degli ebrei da rastrellare durante l’operazione “Samstagsschlag”, (il colpo a sorpresa del sabato). Gli ebrei andavano catturati nel loro giorno santo, quello di riposo, quando erano radunati in preghiera nel tempio. Fu un errore che nella storia di Napoli si è fatto spesso: quello di sottovalutare la rabbia e l’orgoglio dei napoletani. Così, l’operazione a sorpresa del sabato divenne una sorpresa per i nazisti, disorientati dalla furia popolare e dall’eroismo dei napoletani, con le ”Quattro Giornate”.

In totale furono deportati 14 ebrei napoletani, e molti ebrei napoletani di origine greca che, espulsi dall’ Italia per effetto delle leggi razziali, furono costretti a tornare in Grecia. Oggi gli ebrei napoletani sono circa 160.

Non c’è solo la Sinagoga: passeggiando tra i vicoli del centro storico, nonostante tutte le modifiche e le stratificazioni urbanistiche e architettoniche, grazie a targhe e toponimi, si possono ancora ritrovare le strade della giudecca, l’antico quartiere dove abitavano gli ebrei – Napoli non ebbe mai un ghetto, invenzione papale del 1555. Gli ebrei napoletani erano tutti concentrati nel vicus Iudaeorum, a ridosso dell’Anticaglia, mentre la loro sinagoga era vicino al mare, presso l’altura di San Marcellino, poiché gli ebrei, durante la guerra contro i Bizantini, difesero proprio quel tratto di mura.

A San Marcellino, sulle rampe che oggi portano a Corso Umberto, gli ebrei lavoravano i tessuti (Via dei Tintori), e forse qui nel ‘500 esisteva una sinagoga.

E’ nella prima età angioina che si registrò un primo vero episodio di persecuzione, sulla scia degli atteggiamenti antisemitici dell’Europa occidentale.

Risale forse al periodo Svevo la giudecca di Forcella (via Giudecca Vecchia), cancellata dal risanamento ottocentesco.

Molte furono le testimonianze degli ebrei napoletani nel vissuto sociale, dalla villa Rothschild, attuale villa Pignatelli, al cimitero ebraico di Poggioreale, alle attività commerciali come quella deli Ascarelli, imprenditori nel campo dei tessuti, dei Lattes, nel commercio di articoli per cartoleria in piazza Borsa, dei Campagnano, commercianti di tessuti e corredi a via dei Mille, ai Rouff, commercianti di vini e liquori, Coen, proprietari di una fabbrica di scarpe, i Temin, artigiani di guanti in pelle.

Se poi volete terminare la mattinata con un pranzo kosher Kosher (conforme alla legge) e scoprire piatti dal gran fascino, con secoli di storia e tradizioni alle spalle, potete fare una sosta a I Gerolomini Trattoria Pop Napoletana, Via dei Tribunali, 287.

Addovà Tour alla scoperta della Napoli Ebraica nel cuore di Chiaia

Domenica 12 gennaio ore 10.30

Appuntamento alle 10 a piazza dei Martiri, davanti alla Feltrinelli. La visita inizierà alle 10,30 – Costo: 10 euro a persona

(Ingresso + visita a cura di una guida abilitata facente parte della comunità ebraica napoletana)

Prenotazione obbligatoria: info@addovatournapoli.it – 3711300813

Il tour si effettua al raggiungimento di un gruppo minimo di 15 persone.

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