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Tolte alla mafia 20mila proprietà

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 13 Dicembre 2019 – E’ confortante leggere che in Italia ci sono oltre 20 mila fra aziende e immobili confiscati alla mafia e assegnati in gestione a cooperative, gruppi di volontari, comuni e province. E’ un successo della legalità, delle istituzioni, dello Stato.

I numeri li ha resi noti l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Anbsc a dicembre 2019 in relazione al positivo potenziamento del fondo per le cooperative sociali nuove assegnatarie di beni confiscati alle mafie grazie ad un emendamento approvato al ddl di Bilancio.

Ma non sempre quelle cooperative e quelle associazioni fatte di volontari vengono messe nelle condizioni di operare e di portare a compimento un progetto di legalità. La realtà risiede sempre nei numeri, quelli ufficiali del sito della Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), che nell’ottobre scorso ha messo a punto le “Linee guida per l’amministrazione finalizzata alla destinazione degli immobili sequestrati e confiscati” e che presenta un bilancio ancora passivo tra beni in gestione e beni destinati. Sono 17.893 gli immobili in gestione e 15.920 quelli destinati; 2.649 le aziende in gestione, 1.306 quelle destinate. Una forbice ancora ampia e non facile da restringere.

Non solo. Per Uecoop, la misura va accompagnata “a una sempre maggiore severità di controlli per garantire trasparenza ed efficacia nell’uso dei fondi Dal 2020 è previsto un milione di euro in più all’anno, nel prossimo triennio, per le cooperative sociali che – spiega Uecoop – prendono in gestione per la prima volta un bene confiscato alle mafie. L’Unione europea delle cooperative (Uecoop) intende continuare ad essere partner attivo nei controlli disposti dalle Autorità di Vigilanza per smascherare chi utilizza impropriamente il modello cooperativo, anche a salvaguardia di chi quotidianamente rispetta le regole e con esse la dignità delle persone nelle importanti attività che la cooperazione svolge in ogni area del Paese”. Il modello cooperativo – conclude Uecoop – rappresenta nel nostro Paese una spinta importante per l’economia grazie a una rete di 80mila realtà, dalla logistica ai servizi, dall’edilizia al sociale, che garantiscono occupazione a più di 1,2 milioni di persone.

Ed è chiaro che quando alla legalità si sommano nuove opportunità di lavoro allora si può parlare veramente di un successo, di tutti.

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