Pubblicato il: 3 gennaio 2020 alle 8:00 am

Violenza agli operatori sanitari, non è più il tempo delle mezze misure Cappiello, Dirigente medico Pronto Soccorso: «Manca la percezione della punibilità». Nel frattempo si chiede alle aziende di applicare la “Raccomandazione 8”

di Maurizio Cappiello.*

Napoli, 3 Gennaio 2020 – Il nuovo anno comincia nel peggiore dei modi con due aggressioni a carico di operatori sanitari.
La prima riguarda un’ambulanza intervenuta per un soccorso nel quartiere Barra di Napoli, dove il medico soccorritore viene colpito da un petardo lanciato da ignoti, il secondo altrettanto grave riguarda una dottoressa dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli aggredita con una bottiglia di vetro.

Tali episodi succedono in zone di guerra come la Siria o altri paesi medio orientali, dove gli operatori di soccorso possono diventare facile bersaglio di milizie avversarie, e mai si poteva immaginare che si arrivasse a tale violenza anche in luoghi di pace.

Inoltre, la violenza efferata con una bottiglia di vetro a danno di un medico donna, ennesimo episodio di violenza di genere, rappresenta un vero “corto circuito” nella nostra società dove a subire sono anche e soprattutto gli operatori sanitari donna e per tanto ritenute più deboli.

Siamo di fronte ad un problema senza fine se non si metteranno in atto misure normative con funzione deterrente e preventiva; si ricorda sempre che aggredire un medico o un infermiere è come aggredire se stessi perché quel medico o quell’infermiere non potranno più curare.

Le campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro tale fenomeno hanno fallito, anzi si registra un aumento degli episodi di violenza.

Diversi sono i provvedimenti legislativi in itinere già votati in Senato che aspettano di concludersi nel loro iter anche presso la Camera dei Deputati, in particolare il riconoscimento dello status di pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni.

Si confida pertanto in una rapida approvazione di una legge che persegua la punibilità d’ufficio per chi aggredisce, così come già avviene per le forze dell’ordine, per i capotreni delle ferrovie dello stato e per gli ufficiali di stato civile.

Nel frattempo si chiede alle aziende di applicare la “Raccomandazione 8” del Ministero della Salute del 2007, dove si identificano misure di sicurezza per la protezione contro gli operatori sanitari, come ad esempio limitare l’accesso ai visitatori con pass di riconoscimento e l’utilizzo di impianti video a circuito chiuso nelle aree ad elevato rischio collegati con le forze dell’ordine.

Purtroppo ciò che viene a mancare, in una parte comunque limitata della popolazione, è la percezione della punibilità ed è su questo aspetto che bisogna lavorare.
Non è più il tempo delle mezze misure!

Dr. Maurizio Cappiello, Dirigente medico Pronto Soccorso/ OBI AORN “A. Cardarelli – Napoli. Osservatorio Salute e sanità città di Napoli

neifatti.it ©