Pubblicato il: 4 gennaio 2020 alle 7:00 am

Nelle mani di Rino La squadra di Gattuso come i versi di una bellissima canzone. E chissà se il cielo sarà (ancora) sempre più blu

di Andrea D’Orta.

Roma, 4 Gennaio 2020 – Cosa potrebbe mai accomunare un cosentino (Gattuso) ed un crotonese (Gaetano)? Alt. Nessun derby in vista. All’orizzonte, piuttosto, “gioco” di parallelismi e fantasia. Il tutto, corredato da un lieve velo ironico.

RG è l’acronimo con il quale potremmo identificare ambedue gli artisti. Wow, un mediano di lotta come Gattuso associato all’arte? Sì. E neanche stranamente. Perché? Il motivo è semplice: tutti coloro che trasmettono emozioni son da ritenersi artisti.

E allora pensate al 2006, all’Olympiastadion, o all’ultimo grosso rigore tirato dagli azzurri, che puntualmente ci traghettano su un arcipelago di fantastici ricordi; di quella trionfale spedizione, Ringhio fu assoluto protagonista. E di emozioni, in campo, ce ne ha offerte. Eccome.

Chi vive in baracca, chi nel lusso sfrenato,

chi suda il salario, talmente tanto da non vincere una partita in sette gare, prima dell’avvento di San Gennaro Gattuso da Corigliano Calabro.

Chi ama l’amore  e i sogni di gloria della maglia indossata, non sbraccerebbe ad ogni errore del compagno ma alimenterebbe quel “Napoli torna campione”.

Chi ruba pensioni, avrà pensato in modo sconsiderato qualche esponente dell’élite TM (“tifoso medio”), nei confronti di Signor Ancelotti. Dunque, chi ha scarsa memoria provveda a rimpinguarsi, osservando il suo CV.

Chi mangia una volta, o più di una volta, come il polacco Milik – nella trasferta belga contro il famigerato Genk (massimo rispetto) – e chi tira al bersaglio, Insigne, “a volte” mancandolo: lui ha un debole per la pennellata a giro sul secondo palo; i tifosi azzurri, d’altro canto, adorano questa sua caparbietà.

Chi vuole l’aumento, aspettate. Fermi. L’elenco è lungo. Citiamone tre: Mertens, Callejon, Allan.

Chi gioca a Sanremo, l’ultimo mi pare sia stato Higuain, nel magico anno dei 36 goal. Forse è l’ora che il prossimo centravanti del Napoli si faccia un giretto sul palco dell’Ariston.

Chi porta gli occhiali, o chi ci vede e porge la mano (sempre il pipita), senza “accompagnarla” a Bocelli (un altro artista); chi va sotto un treno, la voglia di acquistare campioni di Aurelio ed anche, lo ammettiamo, le aspettative di Re Carlo, ci son finite dentro.

Ma il cielo è sempre più blu.

Chi sogna i milioni, ADL, ma è in ottima compagnia: chi più, chi meno, lo facciamo tutti quanti.

Chi ruba, ogni riferimento a squadre strisciate è accidentale;

chi lottava e difendeva una città e adesso, invece, passeggia allegramente sul prato verde del San Paolo;

chi ha fatto la spia del parapiglia post Napoli-Salisburgo? Chissà (atto primo). To be continued.

Chi gli manca la casa, Albiol, ed  infatti è tornato dalla sua famiglia, in Spagna.

Chi vive da solo, e si vola verso vette turche: Elmas, unico immortalato dai flash natalizi senza compagna; magari è soltanto riservato, o avrà trovato l’altro ieri l’anima gemella. Chissà (atto secondo).

Chi vive in Calabria, e chi c’è nato, Rino al quadrato: calciatore da una parte, cantautore dall’altra; chi vive d’amore, tutta la Napoli Bene.

Chi prende il sessanta, Hysaj. Badate bene, anche prendere (sempre) la sufficienza è un’arte;

Chi arriva agli ottanta, Zielinski e il suo benedetto potenziale – gentilmente regalatogli da madre natura – non ancora scartato.

Chi muore al lavoro, purtroppo, tristemente, ci ritorna in mente Morosini, soccorso proprio da un napoletano, Insigne, quando indossava i colori biancazzurri del Pescara.

Chi è stato multato, tutti, nell’ambito dell’operazione andata in scena a Castel Volturno “Ti porta via con me” : sequestro, quattrini post ammutinamento; fautore retata, ADL ; unici superstiti (si spera), équipe medico-sanitaria e magazzinieri.

Chi grida “al ladro!”: non c’è bisogno di pronunciarsi sul club che – di rado – viene tirato in ballo dalla “TM” (tifoseria media). Una squadra che sta dipingendo le pagine del calcio italiano. Peccato che dei colori utilizzati, uno sia acromatico e l’altro emblema dell’assenza degli stessi.

Chi vende amuleti, San Gregorio Armeno sei ufficialmente in nomination.

Chi scrive poesie, le due curve con i loro pregevoli cori.

Chi tira le reti, o chi le sfonda, gergo recentemente promosso dall’Accademia della Crusca, indicante la fiorente vena realizzativa del matador (Cavani) prima, del pipita (Higuain) poi, e di Ciruzzo (Mertens), ora.

Chi solo ogni tanto, chi tutte le sere dovrebbe prender il calcio come un gioco. Un bellissimo gioco. Ce la faremo, un giorno. Chissà (atto terzo). The end.

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