Pubblicato il: 5 gennaio 2020 alle 8:00 am

Una visita a Cerveteri, eletta città della cultura della Regione Lazio 2020 Il titolo è stato assegnato per il progetto “CivitArt” in qualità di capofila per l’Etruria Meridionale con i comuni di Santa Marinella, Tolfa e Allumiere

di Guglielmo Arduini.

Roma, 5 Gennaio 2020 – È Cerveteri la “Città della Cultura della Regione Lazio 2020”. Il titolo è stato conferito con Decreto del Presidente della Regione che ha investito Cerveteri, in qualità di capofila per l’Etruria Meridionale con i comuni di Santa Marinella, Tolfa e Allumiere, per il progetto CivitArt.

In continuità con le iniziative, a livello europeo e nazionale, di selezione annuale di una Capitale della Cultura, la Regione Lazio ha previsto anche nel 2020, per il terzo anno consecutivo, il conferimento del titolo di “Citta della Cultura della Regione Lazio”. Un’azione che, con lo stanziamento di un contributo regionale di 100.000 euro, mira a stimolare la crescita economica e la coesione sociale delle comunità attraverso lo sviluppo culturale e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Per il bando 2020, sono 23 le domande pervenute con 92 soggetti coinvolti tra comuni, comunità montane e altre formazioni. La Regione si impegna dunque a sostenere l’espansione dell’imprenditoria nel settore culturale e creativo, migliorare l’offerta culturale, incrementare i servizi rivolti ai turisti, favorire processi di rigenerazione e riqualificazione urbana e dei territori e promuovere una cultura della progettazione integrata e della pianificazione strategica.

Necropoli della Banditaccia

Cerveteri ha una storia molto antica. Situata circa 40 km a Nord di Roma, fra il litorale tirrenico e il Lago di Bracciano, dove un tempo sorgeva l’antica città di Caere, la cui prima occupazione risale all’età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.). Fondata secondo la tradizione dai Pelasgi, mitica popolazione greca migrante, l’etrusca Kaisra/Keisra (Agylla in greco e Caere in latino) divenne una metropoli costiera tra le più prospere e importanti del Mediterraneo antico. Con un’area urbana di circa 150 ha e una popolazione che all’epoca del suo massimo splendore contava non meno di 25.000 abitanti, Caere fu il secondo centro dell’Etruria meridionale dopo Veio. Le costruzioni moderne occupano solo un decimo circa dell’area dell’antica città, in quanto l’espansione edilizia moderna si è sviluppata soprattutto in direzione del mare e della Via Aurelia. Tutto il resto del pianoro, per lo più costituito da terreni coltivati, è sottoposto a vincolo archeologico.

La presenza della famosa Necropoli della Banditaccia (da visitare) e di altre numerose testimonianze storiche sparse in tutto il territorio comunale, fanno di Cerveteri un centro turistico di una certa rilevanza, la cui felice posizione geografica – nella Tuscia Romana ma al confine con quella Viterbese – restituisce una zona costellata da castelli, borghi, siti archeologici, città fantasma e aree protette di grande fascino e di sicuro interesse.

Palazzo Ruspoli

Tra le cose da vedere c’è sicuramente il Museo Nazionale Archeologico Cerite, che ha sede nel Castello Ruspoli, nel centro storico della cittadina moderna, che si è sovrapposto all’acropoli dell’antica Caere. Il Museo, allestito dall’architetto Franco Minissi, è stato inaugurato nel 1967 a seguito della cessione della rocca medievale allo Stato in memoria della principessa Claudia Ruspoli. La visita consente di seguire le diverse fasi culturali di Caere, dal IX sec. a.C. fino all’età della romanizzazione.

Meritano, inoltre, una visita: la Chiesa di Santa Maria Maggiore e la Chiesa di Sant’Antonio Abate; il Castello Ruspoli nel cuore del centro storico; le Cascatelle di Cerveteri, percorso naturalistico attraverso le lave ed i tufi formatisi dall’attività del complesso vulcanico Sabatino.

Santa Maria Maggiore

Oltre al progetto vincitore, un plauso lo meritano altri due progetti entrati nella terna che potranno proseguire le loro attività utilizzando le altre opportunità offerte dai bandi regionali: Castelli Romani: Le radici di un orizzonte molteplice, presentato dal Consorzio SBCR (Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani) di cui fanno parte Albano, Castel Gandolfo, Ciampino, Colonna, Comunità Montana Monti Prenestini, Frascati, Genzano, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte Porzio Catone, Montecompatri, Nemi, Parco dei Castelli Romani, Rocca di Papa, Rocca Priora e Velletri (tutti in provincia di Roma), e Sabina Gens presentato da  Unione dei Comuni della Bassa Sabina  di cui fanno parte Cantalupo in Sabina, Forano, Montopoli di Sabina, Poggio Mirteto, Salisano, Stimigliano, Tarano e Torri in Sabina (tutti in provincia di Rieti).

Cascatelle

Insieme a Santa Marinella, Tolfa e Allumiere, Cerveteri, che quest’anno ha compiuto 15 anni dall’entrata nella lista Patrimonio Mondiale UNESCO, ha fatto dell’Etruria Meridionale un vero e proprio marchio: i tanti eventi estivi, che hanno visto diversi artisti di alto calibro esibirsi sui palchi del territorio, sono diventati un’occasione anche per la valorizzazione delle aree di rilevanza artistica e archeologica. Con il progetto CivitArt l’intento è quello di allargare e qualificare il pubblico della cultura sperimentando nuovi modelli di ascolto, condivisione e produzione, abbracciando l’idea di un “abitante culturale” che partecipi attivamente ai processi di co-creazione e co-generazione del territorio. La cultura deve tornare a far parte della vita di tutti i giorni come pratica messa in relazione con gli altri: un esercizio di “accensione civica”, un nuovo modo di apprendere e di sentirsi cittadini affinché siano protagonisti di uno sviluppo economico locale coerente, sostenibile, responsabile e che risponda ai bisogni della collettività.

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