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Omaggio a Luisa Conte, regina del Sannazaro

di Vittoria Maddaloni.

Napoli, 1 Febbraio 2020 – Finalmente Napoli rende omaggio alla grandissima Luisa Conte: il 30 gennaio nel quartiere Chiaia, alla presenza di numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e delle istituzioni napoletane, tra cui il sindaco Luigi de Magistris e l’assessore alla toponomastica Clemente, si è tenuta la cerimonia di intitolazione del “Largo Luisa Conte”, nell’incrocio tra via dei Mille e Via Filangieri, a pochi passi dal teatro dove per anni l’attrice napoletana è stata protagonista della scena teatrale. Il teatro è il Sannazaro, tra gli spazi dello spettacolo più belli di Napoli.

Il Teatro Sannazaro è indissolubilmente legato alla grande tradizione del teatro napoletano, grazie soprattutto all’attore e impresario Nino Veglia e a Luisa Conte, sua moglie Ma ha ospitato anche opere lontane dalla tradizione partenopea, e interpreti come Eleonora Duse, Sarah Bernhardt, Ermete Zacconi, e commediografi come Achille Torelli, Roberto Bracco, Eduardo Scarpetta. Nelle intenzioni di Nino e Luisa Conte, doveva essere il teatro della città, popolare, verace, con un occhio alla tradizione e uno ai giovani autori. Fu un successo senza precedenti.

Anche la sera del 30 gennaio 1994 il pubblico era lì per vedere Luisa Conte, e apprese la drammatica notizia della sua morte da Giulio Adinolfi, attore della Compagnia del Teatro Sannazaro, che disse commosso “Siete venuti per vedere Luisa Conte, non la vedremo più, è morta poche ore fa, ma ci ha insegnato che ‘o teatro nun s’adda chiudere e quindi andiamo in scena per lei questa sera”.

La popolarissima attrice era nata il 27 aprile del 1925 in via dei Tribunali, da una famiglia molto povera, ed ebbe un’infanzia difficile durante la quale dovette aiutare la famiglia a sbarcare il lunario, come raccontava lei stessa, ed aveva esordito giovanissima nel varietà con il nome d’arte di Luisina la Compagnia di Sceneggiata di Aniello Marchetiello. Era “nipote d’arte”: la nonna, era stata prima ballerina di tango francese al San Carlo. Approdò, quindi, alla Cafiero-Fumo, fucina di talenti della sceneggiata napoletana, a tredici anni recitò con Gino Cervi, a sedici fu selezionata da Raffaele Viviani; a diciotto fu la primadonna in ”Uocchie cunsacrate” di Roberto Bracco. Nel 1939 partì in tournée per il Sud America con Nino Veglia (che sposerà 8 anni più tardi). Nel 1953 un grande incontro, quello con Eduardo De Filippo, nella cui compagnia testò per quattro anni.: recitò in “Palummella zompa e vola” che inaugurò il nuovo San Ferdinando, in “Miseria e nobiltà”, “Non ti pago”, “Le voci di dentro”, “Mia famiglia”, “Questi fantasmi”, “Napoli milionaria”, “Uomo e galantuomo”, “Bene mio e core mio”. Nel 1958 un altro grande incontro con Nino Taranto: con lui formerà la coppia scenica perfetta, dai tempi impeccabili. Il loro sodalizio artistico consentì la riscoperta di un gigante della commedia che negli anni era stato (quasi) accantonato, Raffaele Viviani. È proprio al teatro Sannazaro che tornerà a splendere l’astro del commediografo stabiese grazie al talento e alla passione degli attori che si susseguono sulle tavole del “suo” teatro.

Nei primi anni ‘70 si dedicò alla difficile opera di ristrutturazione del Teatro Sannazaro di Napoli, che divenne presto il “suo” teatro, dove poté far brillare il suo talento di straordinaria interprete della scena, spontanea, dai ritmi serrati, napoletana fino al più piccolo particolare, popolare e popolaresca, senza dubbio una delle artiste più importanti del teatro napoletano del ‘900.

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