Pubblicato il: 26 febbraio 2020 alle 7:00 am

Voce per chi non viene ascoltato Per Eugenio Bennato, la “canzone attraversa le frontiere, perché la sua umanità non può essere straniera”. Il nuovo videoclip del fondatore di Taranta Power

di Domenico Izzo.

Roma, 26 Febbraio 2020 – Eugenio Bennato, classe ’43, attivo sin dagli anni ’70 nel mondo musicale, pluristellato membro del gruppo del cantautorato partenopeo, al fianco dei fratelli Edoardo e Giorgio, di Pino Daniele ed Enzo Avitabile e molti altri, il 18 febbraio ha rilasciato il videoclip del suo brano ‘W chi non conta niente’, una “canzone che attraversa ogni frontiera, perché la sua umanità non può essere straniera”. Protagoniste indiscusse, del brano e del videoclip, sono l’umanità e l’arte, quella che si ribella e non accetta padroni, che racconta la realtà e, non l’utopica idealizzazione di una cultura egocentrica e nord-occidentale.

La canzone, racconta Bennato, tratta l’emigrazione (tematica che fa parte della storia e della cultura italiana, specialmente meridionale, non solo del passato, ma anche del presente), le storie di chi “non conta niente, di chi non sale sul carrozzone dei vincitori, del business”, ed a loro è dedicata la canzone, che essendo musica, “essendo melodia, niente la potrà fermare”.

La storia della musica è da sempre affidata agli ultimi, a chi non ha voce e allora canta: gli schiavi africani, nei campi, scandendo il tempo del loro lavoro, hanno prodotto negli Stati Uniti la grande musica, come il jazz (che darà vita poi alla musica rap, il mezzo più recente di racconto del disagio sociale, che nasce negli States e si diffonde in tutte le culture underground), il blues, il gospel, che hanno, poi, donato una rinascita alla cultura artistica e musicale del mondo intero.

Da sempre sensibile alle storie dei “grandi esclusi”, Bennato, già nel ’70, fondò la “Nuova Compagnia di Canto Popolare”, che negli anni ha contribuito a restituire un ruolo centrale alla cultura musicale del meridione d’Italia, troppo spesso considerato come un “Nord non ancora maturato”.

Con il suo movimento ‘Taranta Power’, fondato nel ’98, ha girato il mondo, chiamando a sé i grandi maestri della musica popolare, attirando migliaia di giovani alla cultura popolare. All’inizio del secondo millennio, fondò a Bologna, la “Scuola di Tarantella e danze popolari del Mediterraneo”, grazie alla quale la tarantella riesce ad emergere agli occhi del grande pubblico, divenendo un ballo internazionale. Bennato è ambasciatore dei valori del Mediterraneo, che non sono solo legati alla cucina, ma sono valori ben più importanti, che spesso si tende a dimenticare (valori quali la condivisione e l’arte, ad esempio), ha viaggiato per tutta la vita, condividendo la musica con il mondo: ‘Che il Mediterraneo sia’ è uno degli inni d’amore più belli e conosciuti che siano mai stati scritti e dedicati ad una cultura, ed, ovviamente, è composta al ritmo della taranta.

“W chi non conta niente” entra di diritto nel repertorio storico del cantante, e sarà ascoltata in giro per il mondo, nel corso del Tour 2020.

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