mercoledì, Gennaio 19, 2022
HomeStorieLa Milano solidale di Jayson e Cicciopizza

La Milano solidale di Jayson e Cicciopizza

di Dario De Simone.

Milano, 8 Aprile 2020 – L’emergenza di queste settimane preoccupa tanti italiani che, anche quando usciranno dall’isolamento domiciliare, dovranno fare i conti con la crisi economica e con altri disagi di carattere pratico. Per questo le belle storie di unione e solidarietà possono aiutare non poco. Milano, una delle capitali italiane del volontariato, sta conoscendo tanti fenomeni di quello che viene già definito “spontaneismo solidale”.

Sono i cittadini che senza alcuna organizzazione associativa si improvvisano volontari per portare aiuto dove ce n’è bisogno. I casi sono molteplici e tanti sono da ricondurre alle comunità di immigrati vecchi e nuovi, italiani e non. Ha colpito la storia di Jayson, 36enne di origine filippina, milanese d’adozione ma da poco emigrato in Germania; è rimasto bloccato in Italia poco dopo il lockdown e da giorni si occupa di fabbricare in casa decine di mascherine con l’aiuto dei due nipotini Gabriele e Rafael per poi regalarle ai pazienti disabili del Centro Don Gnocchi. E’ anche un modo per tenere impegnati i bambini quando non frequentano lezioni online e non devono fare i compiti.

I casi si moltiplicano nelle comunità sudamericane e di altri lavoratori, spesso irregolari. Chi ha perso il lavoro e non può contare su aiuti statali viene aiutato dai connazionali con piccoli prestiti di denaro o con la spesa portata fino a domicilio.

E poi, in una delle roccaforti campane del Nord, non poteva mancare la solidarietà in salsa napoletana. L’ultimo esempio arriva da Ciccio. Che per tutti è Ciccio di Cicciopizza. E’ il gestore di una piccola catena di pizzerie napoletane di Milano, una delle quali è anche la sede ufficiale del club “Milano Azzurra”, una delle sigle più antiche in Lombardia. Ha colpito il video nel quale viene ritratto all’esterno dell’ospedale San Raffaele mentre consegna pizze al personale sanitario impegnato a fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Una iniziativa analoga era stata portata a termine pochi giorni prima dai gestori di una pizzeria che si chiama “I tre scugnizzi” e che si trova a pochi metri dall’ospedale Niguarda; avevano recapitato diverse pizze per i lavoratori della terapia intensiva proprio nei giorni di maggiore emergenza.

Insomma, in prima linea ci sono medici, infermieri e lavoratori dei settori che non si sono mai fermati. Ma in seconda linea ci sono i cittadini e ci sono soprattutto gli emigranti, da tempo integrati in una città che ha sempre accolto tutti.

neifatti.it ©
ARTICOLI CORRELATI

I più recenti