Pubblicato il: 14 aprile 2020 alle 7:00 am

Quanta roba ce ‘sta in Italia, mortacci nostra Non uscire oggi per vivere meglio domani

di Domenico Izzo.

14 Aprile 2020 – Il “Live Aid” della musica italiana, la staffetta musicale che ha attraversato l’Italia il 31 marzo, dal titolo “Musica che unisce”, ha raccolto circa 4 milioni di italiani insieme (share battuto solo da Italia 1, che ha mandato in onda il film fantasy ‘Harry Potter e il principe mezzosangue’), per ascoltare musica, monologhi comici e appelli di chi in questo periodo sta lottando per l’Italia.

Nato per sostenere la raccolta fondi a beneficio della Protezione Civile Italiana (compito assolto egregiamente, avendo raccolto circa 7,6 milioni di euro), si inserisce in un contesto benefico ben più grande, che vede uniti istituti bancari e cittadini in un’unica opera: dare i mezzi a chi combatte di poter combattere. I dati, in moneta, di ciò che è stato raccolto, sono al di là delle aspettative: 101 milioni di euro, di cui 35 milioni dai cittadini, dai contribuenti.

Allo show, andato in onda su Rai1 e ancora disponibile sulla piattaforma online RaiPlay, hanno aderito tantissimi cantanti italiani, attori e membri della comunità scientifica, membri dello Stato e degli organi che stanno affrontando la crisi, ma soprattutto, la voce narrante in sottofondo è di Vincenzo Mollica, l’unica voce in grado di raccontare uno show del genere.

I musicisti intervenuti sono: Cesare Cremonini, Tiziano Ferro, Levante, Marco Mengoni, Riccardo Zanotti, Andrea Bocelli, Francesco Gabbani, Francesca Michielin, Fedez, Emma Marrone, Il Volo, Elisa, Negramaro, Gigi D’Alessio, Ermal Meta, Tommaso Paradiso, Riccardo Cocciante, Diodato, Mahmood, Tiziano Ferro Alessandra Amoroso, Marco Masini, Brunori Sas, Maneskin, Paola Turci, Gazzelle, Emma Marrone, Calcutta e Ludovico Einaudi. Ognuno di loro, intervenuto con brani proprio o reinterpretazioni di brani storici (come è stato per Andrea Bocelli, che ha rievocato il suo giovanile periodo dei pianobar), ha dato il proprio contributo alla serata, ma non sono mancati momenti di musica anche per chi musicista non è, come è stato per la canzone cantata dai giovani italiani a cappella, o il riadattamento sulle note de’ “il mio canto libero”, riadattato dallo stesso Mogol, su iniziativa della Società Medico-scientifica e interpretata dai medici che sono in frontiera in questo momento.

Tra gli ospiti non c’erano solo musicisti, sono intervenuti anche Svevo Moltrasio (scrittore romano che ha portato un bellissimo monologo in giro per l’Italia sulla bellezza dell’Italia), il prof. Walter Ricciardi (consigliere del Ministro della salute), Paola Cortellesi e Pier Francesco Favino, Angelo Borrelli (capo della Protezione Civile Italiana), Valentino Rossi, Enrico Brignani (che analizza i vantaggi di stare a casa, ironizzando sui controsensi di alcune norme e sui comportamenti di molte persone), Giuseppe Ippolito (direttore scientifico dello Spallanzani di Roma), Gigi Proietti (che recita “Viva l’Italia che resiste” di De Gregori), e il bellissimo omaggio finale a Morricone e Leone, pilastri della storia culturale italiana.

Nel frattempo continua l’iniziativa #iosuonodacasa, iniziativa avviata ad inizio marzo, che ha visto molte adesioni eccellenti, e che resta attiva e con un calendario molto partecipato.

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