Pubblicato il: 21 aprile 2020 alle 7:30 am

La carenza di reagenti chimici per la diagnosi di Covid 19, un problema di sanità pubblica In soccorso potrebbe venire lo stabilimento chimico farmaceutico militare

di Michela Rostan*

e Maurizio Cappiello**.

Napoli, 21 Aprile 2020 – Le esigenze di sanità pubblica nel settore della diagnostica di laboratorio per il Covid 19 sono radicalmente cambiate vista la necessità di testare il maggior numero di persone possibili per fini diagnostici e per il coretto isolamento dei pazienti.

Ad oggi risulta particolarmente difficile assicurare a tutta a popolazione che ne ha bisogno l’esecuzione del test con tampone, risulta ancor più difficile eseguirlo nei tempi previsti.

Da alcuni giorni molte regioni italiane stanno adoperando i  “test rapidi” che permettono di ottenere la diagnosi in circa 10/15 minuti. Questi test vanno a dosare le immunoglobuline, ossia gli anticorpi che il nostro organismo produce in risposta ad una infezione.

Però come già dimostrato dall’evidenza scientifica, i test rapidi hanno una utilità per gli studi di siero prevalenza cioè per individuare i soggetti che si sono immunizzati perché entrati in contatto con il virus, non sono invece particolarmente attendibili per la diagnosi di patologia in atto, motivo per cui hanno bisogno nella maggior parte dei casi di una conferma con il tampone orofaringeo.

Da qui la difficoltà a soddisfare l’enorme mole di richieste che si è creata.

Le principali cause sono l’esiguo numero di laboratori con tecnologia di diagnostica molecolare autorizzati dall’ISS, le carenza di personale specializzato e la carenza di reagenti chimici.

Ritenendo che il numero di laboratori autorizzati e il reclutamento di personale specializzato possa sicuramente essere implementato nei prossimi tempi, rimane la necessità di trovare una soluzione per produrre la quantità necessaria di reagenti chimici per le diagnosi con metodiche di biologia molecolare.

L’aiuto può venire dalla sanità militare, già ampiamente coinvolta nella lotta a questa pandemia, in particolare con una proposta nell’ambito del decreto “Cura Italia” proponendo di autorizzare ed allestire una linea di produzione di reagenti per la diagnosi di Covid – 19 con saggi molecolari per la ricerca di acido nucleico nel campione biologico da parte dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

Non sappiamo quanto potrà durare questa “guerra sanitaria” ma è fondamentale in questo momento storico cosi complesso essere pronti a tutto con una sinergia di forze civili, scientifiche e militari.

* Parlamentare

** Dirigente medico

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