Pubblicato il: 8 maggio 2020 alle 7:00 am

Napoli, volontaria europea anche in tempo di coronavirus La testimonianza di una giovane operatrice dell’Associazione Salam House: «Abbiamo trovato il modo di rimanere vicino ai ragazzi in difficoltà entrando nelle case dei bambini con l’utilizzo della tecnologia»

di Anna Peix Font.

Napoli, 8 Maggio 2020 – Quando inizia questa avventura del volontariato europeo, nell’ambito del Corpo Europeo di Solidarietà del programma Erasmus+, sei già pronto a vivere nuove esperienze, a conoscere la cultura del paese che ti ospiterà e di vivere di giorno in giorno alla ricerca di nuove sfide. È per questo che, con la mia esperienza di volontaria, oggi posso dire che fare volontariato in tempo di emergenza è un grande cambiamento, sia positivo che negativo.

Con l’arrivo dell’emergenza sanitaria per l’epidemia di Covid-19 e con la conseguente chiusura della sede, quale appunto luogo di aggregazione, tutto questo non si è fermato. L’associazione Salam House, una piccola organizzazione con sede a Napoli, presso la quale lavoriamo, ha trovato il modo di rimanere vicino ai ragazzi in difficoltà, di essere presente, forse più di prima, entrando nelle case dei bambini, attraverso l’utilizzo della tecnologia e degli strumenti informatici.

Il bene confiscato alle mafie (affidato dal Comune di Napoli a Salam House), a Forcella, che, grazie all’uso di nuove tecnologie (smartphone, tablet, computer, piattaforme di condivisione), è diventato un hub dei volontari europei per la formazione e il gioco. Il più grande cambiamento di cui posso parlare, e da parte di tutte le volontarie che ci troviamo oggi a fare questo progetto, è il nuovo modello di realizzazione delle attività che il nostro progetto comporta. Il nostro giorno dopo giorno nell’organizzazione è di cercare e/o creare distinti metodi, sempre per insegnare e imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, e fare attività per tutti i bambini che frequentavano la sede, così come aiutarli e dare loro un rafforzamento scolastico.

Insieme agli operatori giovanili dell’associazione, abbiamo infatti deciso di mantenere l’impegno preso ad inizio anno: portare i ragazzi alla promozione scolastica a pieni voti senza problemi e educarli attraverso il gioco e attività di educazione non formale. Tutti i giorni creiamo videoconferenze, grazie alle quali è possibile avere un rapporto diretto con i ragazzi, spiegare argomenti che per loro sono poco chiari e guidarli nello svolgimento dei compiti assegnati dai loro professori; in più effettuano correzioni degli scritti svolti in autonomia e inviati su un gruppo creato appositamente per l’emergenza. Ma facciamo tante altre attività online, come laboratori, letture, corsi di ballo.

Ad oggi, per quanto mi sento fortunata a poter continuare con il progetto di volontariato e l’esperienza qui a Napoli, realizziamo videochiamate per continuare ad offrire aiuto all’organizzazione, aiutare i bambini/e con i loro compiti e continuare a mantenere il contatto tra noi. Tutte queste attività sono compiti facili quando ci sono il contatto e la comunicazione faccia a faccia ma, quando si esegue in modo online è tutto un po’ più complicato e monotono.

Per quanto ci riguarda, a noi le volontarie, l’adattamento dell’emergenza è stato un po’ diverso per ognuna di noi. Nel mio caso, e già dopo sei mesi a Napoli, posso dire di aver già superato tutto ciò che comporta il processo di adattamento. Nonostante, non è stato lo stesso per due delle nuove volontarie che sono arrivate poco prima del confinamento; hanno incontrato nuova città, cultura, esperienza, lingue e persona a più di una situazione nuova a caso del Covid19.

Nonostante tutto questo, e come parte positiva, posso dire che l’esperienza del confinamento ha creato un’unione un po’ più forte tra tutti noi e so che una volta che tutto questo sarà finito torneremo più desiderosi e ne approfitteremo, di sicuro, molto più il tempo e tutte le esperienze che il volontariato europeo offre.

Per concludere, noi volontarie vogliamo dire che, dall’Italia, dalla Francia, dalla Spagna o dalla Turchia, anche noi #restiamoacasa.

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