Pubblicato il: 24 maggio 2020 alle 10:36 am

Il potere logora chi non ce l’ha, quant’è attuale la frase del camaleontico Talleyrand Da un governo all’altro si consuma un infinito gioco delle poltrone, anche con quello in carica per la “difesa” del ministro della Giustizia

di Giosuè Battaglia.
Roma, 24 Maggio 2020 – La frase “Il potere logora chi non ce l’ha” si fa risalire al grande politico del settecento, Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, principe di Benevento, e poi ripresa dal grande statista democristiano Giulio Andreotti.

Secondo questa frase, il potere che logora chi sta nel potere, perché è stremato dai vari impegni, si tramuta nel logorio dei nemici, perché loro sono inermi di fronte alla mancanza di potere. Tale frase è valida in ogni tempo e quindi sempre attuale, anche rispetto all’ultimo episodio, quello registrato proprio l’altro giorno e riguardante la votazione al Parlamento Italiano, a proposito delle due mozioni di sfiducia riguardanti il ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Tali mozioni erano state presentate per la facilità con la quale sono stati scarcerati un numero notevole di boss condannati al carcere duro, il 41 bis, e l’altra per l’opposto. In questa votazione si è messa in evidenza il senso della frase citata in quanto si è confermato che il potere logora chi non ce l’ha. Si è assistito a una “polpetta” colossale che include tutti i componenti dell’attuale governo, i quali infischiandosene dell’andamento giudiziario di questo Paese, hanno votato a modo loro, più conveniente, pur di tenersi stretti la poltrona e questo è stato evidente specialmente ai più popolani. Allora ognuno dei cittadini comuni, si è chiesto come tutto possa essere ammissibile, proprio da parte di chi fino alla vigilia dell’instaurarsi del loro governo, avevano promesso uno stacco netto dalla vecchia politica e avevano gridato “honestà” che sarebbe stato il loro vessillo in ogni occasione affrontata; avevano anche detto che si sarebbero dimessi al primo sospetto e ancora per avere il taglio netto con il vecchio, si erano inventati il “vaffa”. Ma tutto è vano. Il loro attaccamento alla poltrona è sostenuto da altri che, se non fosse per la poltrona, andrebbero a fare altri mestieri. Sì perché si trovano in quelle poltrone senza essere stati eletti da alcuno e pur di mantenere il posto votano tutto quello che non li scolla. La cosa più inammissibile è quella di stare contro fino al momento della decisione, che per loro è quella che risponde meglio al loro obiettivo; il rimanere fino a fine legislatura. Intanto, il loro comportamento è condiviso da molti, che invece di aborrire, girano e voltano la frittata a loro piacimento. Anche le dichiarazioni che hanno preceduto la votazione, hanno dato un quadro da biasimare, infatti i diversi intervenuti a favore hanno fatto dichiarazioni che nulla avevano a che vedere con l’oggetto della mozione. E’ stato un modo, usato spesso da questo governo, con visioni che rimandano al futuro come: “…c’è bisogno…”, “…faremo…”, “…vedremo…”.
Eppure nessuno avrebbe auspicato un decadimento del governo in questo momento di pandemia, sarebbe stata un sciagura, anche se ce ne voleva. Sì, perché come diceva qualcuno, si stava discutendo sulle sfiducia di un componente del governo e non una mozione contro il presidente. Già di brutte figure ne sono state fatte a proposito del momento pandemico e basta guardare solo al numero dei Decreti emanati in poco tempo e il modo di emanarli. Mai come adesso c’è stato un governo più impreparato di questo attuale, composto da personaggi improvvisati e quindi non all’altezza. Dove sono i grandi statisti italiani che tanti ci invidiavano? Gente preparata e che sapeva farsi valere in ogni occasione e in ogni contesto. Ma chi è attento alle valutazioni sa aspettare quel momento per logorare chi passerà sull’altra sponda.
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