Pubblicato il: 5 giugno 2020 alle 7:00 am

Un bando in favore degli orfani di femminicidio Un'alleanza per contrastare la povertà educativa minorile è stata posta in essere dalle Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e dal Governo

di Angela Arena.

Roma, 5 Giugno 2020 – Come sappiamo, da circa tre mesi mesi, il nostro Paese sta attraversando una crisi economica senza precedenti causata dalle recenti ed indispensabili misure restrittive adottate dal Governo al fine di contrastare la diffusione pandemica da corona virus.

Pertanto, attualmente, le ristrette condizioni economiche nelle quali, peraltro, molte aree del sud Italia già da tempo versano, si sono drammaticamente acuite, alimentando, di conseguenza, un’altra forma di disagio, ovvero la cosiddetta “povertà educativa” in riferimento a molti bambini ed adolescenti che vivono in contesti sociali e familiari svantaggiati, caratterizzati da precarietà occupazionale e deprivazione materiale.

Tuttavia, sebbene il legame tra condizioni di svantaggio socio-economico e povertà educativa  rappresenti un dato tristemente noto nel nostro Paese e, pertanto, innegabile, è d’uopo precisare, che il suddetto concetto di povertà attiene ad un fenomeno multidimensionale, ovvero connesso a differenti opportunità ed attività scolastiche, sociali e formative che devono necessariamente essere tenute in relazione tra loro e, per tale ragione il citato fenomeno minorile non può essere meramente ridotto alla sola componente economica.

Il concetto di povertà educativa comparso nella letteratura e nel dibattito antropologico -culturale sul finire degli anni ’90 del secolo scorso grazie ad alcuni sociologi ed economisti, è, infatti, certamente presente anche tra i minori che vivono in famiglie non particolarmente svantaggiate dal punto di vista economico, associandosi, in talune ipotesi, a gravi carenze relazionali da parte dei genitori e degli altri adulti di riferimento, come dimostrano i risultati prodotti da un’indagine svolta dall’Istituto Demopolis per l’impresa sociale “Con i Bambini”: per l’opinione pubblica (76 per cento), la principale causa del fenomeno è, infatti, insita nella disattenzione dei genitori ancor prima che nel disagio sociale.

Com’è possibile comprendere, il preoccupante fenomeno in oggetto, ha una portata molto ampia, in quanto incide direttamente sullo sviluppo e sul futuro di una nazione ed è per tale motivazione che investire sulle politiche per l’infanzia e l’adolescenza e, pertanto, nella lotta alla povertà educativa, rappresenta,  un investimento necessario e prioritario.

Ebbene, al riguardo bisogna sapere che un’alleanza per contrastare la povertà educativa minorile è stata posta in essere dalle Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e dal nostro Governo che, attraverso apposite agevolazioni fiscali previste nella Legge di stabilità per il 2016, è volta ad incentivare le Fondazioni impegnate su questo fronte.

In particolare si tratta di un Protocollo d’Intesa che i due suddetti partners hanno firmato per la gestione di un Fondo, alimentato dalle Fondazioni di origine bancaria appunto, al fine di porre un freno alla povertà educativa minorile, ovvero, destinato “al sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori”: la Legge di Bilancio 2019 ha confermato il Fondo per il triennio 2019-2021.

Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD che si occupa dell’assegnazione delle risorse tramite bandi, laddove, le decisioni di indirizzo strategico sono invece definite da un apposito Comitato di indirizzo nel quale sono pariteticamente rappresentate le Fondazioni di origine bancaria, il Governo, le organizzazioni del Terzo Settore ed i rappresentanti di INAPP e EIEF (Istituto Einaudi per l’economia e la finanza).

Orbene, nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, lo scorso aprile, l’impresa sociale “Con i Bambini”  ha promosso un bando denominato “A braccia aperte”, il settimo, allo scopo di sostenere interventi, da progettare in collaborazione a partenariati qualificati e con esperienza, in favore degli orfani di femminicidio e di vittime di crimini domestici ponendo a disposizione complessivamente ben 10 milioni di euro.

Come tristemente noto, infatti, i dati relativi alle uccisioni di donne da parte dei propri partners rappresentano una vera e propria piaga sociale, purtroppo acuitasi durante il lock down, come tragicamente riportano i dati relativi alla cronaca nera che parlano di ben 11 femminicidi commessi durante il periodo citato, tant’è che si è parlato di un’  emergenza nell’emergenza.

Bisogna, infatti, tener presente, che, come stimato dall’ISTAT, nell’80,5 per cento dei casi  a commettere l’omicidio sono persone conosciute, di cui nel 43,9 per cento ex compagni, fidanzati o mariti,  inoltre, sempre grazie ai dati riportati dall’Istat, ma anche dal Viminale, oggi sappiamo che dal 2017 al 2019 su 279 omicidi in ambito familiare, 184 hanno coinvolto una donna.

Il drammatico quadro appena delineato rende impossibile ignorare le cosiddette vittime “collaterali”, ovvero gli orfani di femminicidio, quei bambini e adolescenti che sono rimasti senza la madre e anche senza il padre che l’ha uccisa e che in Italia, costituiscono un vero e proprio esercito, perchè sono circa 2000.

Si tratta di ragazzini e bambini che non solo perdono la mamma, perchè assassinata in maniera cruenta dal proprio compagno che spesso è il padre, ma anche quest’ultimo, in quanto il più delle volte si suicida o finisce in carcere, per non parlare delle violenze inaudite cui assistono questi minori prima del femminicidio ed il cui triste ricordo sono destinati a portare come indelebile ferita psicologica per tutta la vita.

Si tenga presente, ancora, che la realtà relativa ai cosiddetti “orfani speciali”, figli di vittime di crimini domestici prevalentemente di genere femminile, è, alquanto complessa e sommersa, non esistono, infatti stime ufficiali sull’effettivo numero di casi.

Alcuni studi svolti sul tema, dimostrano che siffatti tragici eventi, provocano sui minori che le subiscono un impatto psicologico devastante e ciò si riflette inevitabilmente anche nella loro sfera relazionale e scolastica, per non dimenticare, inoltre, le questioni giuridiche e gli aspetti legali, che coinvolgono questi sfortunati fanciulli, tra cui la decadenza della responsabilità genitoriale, l’affidamento del minore e la designazione del tutore.

Pertanto, allo scopo di promuovere interventi di presa in carico, formazione e inclusione socio-lavorativa dei minori e dei giovani divenuti orfani in seguito a crimini domestici  attraverso il bando summenzionato, l’impresa sociale “Con i Bambini”, selezionerà partners integrati e multidisciplinari in grado di offrire ai minori un supporto specializzato e costante in seguito all’evento traumatico.

Tuttavia, insieme ai partenariati, tali interventi saranno destinati anche al sostegno delle famiglie affidatarie e dei caregiver, ovvero, di chi si prende cura del minore nella gestione delle responsabilità affidategli.

In seguito all’individuazione dei partenariati, ovvero, nella seconda fase, i rispettivi soggetti responsabili, un ente appartenente al Terzo settore, sarà chiamato a definire, mediante un lavoro di co-progettazione coordinato da “Con i Bambini”, un piano operativo degli interventi; i soggetti interessati, avranno la possibilità di candidarsi on line tramite la piattaforma Chàiros su conibambini.org., entro il 26 giugno 2020.

Ad oggi, l’impresa sociale “Con i Bambini” ha pubblicato ben sette bandi tra cui Prima Infanzia 0-6 anni, Adolescenza 11-17 anni, Nuove Generazioni 5-14 anni, Un passo avanti, Ricucire i sogni, Cambio rotta e A braccia aperte, selezionando 355 progetti in tutta la Penisola: i progetti approvati, sostenuti con un contribuito di circa 281 milioni di euro, coinvolgono oltre 480.000 bambini e ragazzi, insieme alle loro famiglie, che vivono in condizione di disagio, ed hanno interessato direttamente circa 6.600 organizzazioni, tra Terzo settore, scuole, enti pubblici e privati.

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