Canapa shop, titolare nei guai Avellino, l’operazione dei carabinieri

Uno strano via vai nei pressi di un canapa shop di Avellino ha insospettito i Carabinieri che hanno iniziato ad indagare.

In effetti molti dei frequentatori del negozio risultavano noti come assuntori di sostanze stupefacenti.

I Carabinieri hanno quindi deciso di fare un controllo nel negozio e avviare una perquisizione.

Sono stati così rinvenuti una cinquantina di grammi di hashish e 400 grammi di infiorescenze di cannabis contenute all’interno di confezioni prive di etichettatura.

Tale stupefacente è stato sottoposto a sequestro e per la titolare dell’esercizio è scattato il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino.

Covid, positivo il sindaco di Nola Chiuso il Comune per la sanificazione

 

Il sindaco di Nola, Gaetano Minieri, è positivo al Covid.  “Questo fatto – racconta il primo cittadino – mi costringe ad un isolamento necessario, sperando in un perdurare di una stazionaria situazione. Bisogna procedere alla sanificazione della Casa comunale di cui era stata già predisposta la chiusura. La vita amministrativa continuerà grazie alla fattiva collaborazione degli assessori, dei consiglieri della maggioranza e dell’opposizione e degli impiegati”.

Nutella: essere Italiani non è mai stato così dolce Special edition made in Italy con i faraglioni di Capri

Di Alessandra Orabona
Pare che la Ferrero abbia escogitato un nuovo pretesto per far amare ancora di più la Nutella dagli italiani (come se ce ne fosse bisogno). Così, in continuità con la campagna estiva #iorestoinitalia finalizzata a sostenere l’economia locale in seguito al lockdown, la casa più dolce che ci sia ha introdotto la nuova serie di confezioni speciali targate “Ti amo Italia” per valorizzare e celebrare alcuni dei paesaggi più pittoreschi della penisola.
L’iniziativa, in uscita dal 12 ottobre 2020, prevede, infatti, 30 nuovi barattoli da collezione in edizione limitata raffiguranti solo una parte degli scorci più suggestivi del nostro paese. Per la Campania sono stati scelti i gioielli di Capri: i faraglioni.
Ma non finisce qui. Su ciascun vasetto, inquadrando il QR code con il vostro smartphone, verrete catapultati in una virtual reality e, tramite un’apposita piattaforma, saranno reperibili interessanti notizie sul territorio, sulla cultura locale e persino alcune simpatiche video-ricette legate alla tradizione culinaria del posto “rivisitate in chiave Nutella”.
Insomma, acquistando un semplice barattolo si vivrà una vera e propria avventura, viaggiando tra i borghi più belli d’Italia ovunque ci si trovi. Un’idea originale in cui cultura culinaria, storica e paesaggistica si sposano in un’esperienza multisensoriale che esalta l’Italianità nella sua massima espressione. Le località prescelte sono:
Abruzzo: Gran Sasso
Basilicata: Matera
Calabria: Arco Magno di San Nicola Arcella
Campania: Faraglioni di Capri
Emilia Romagna: Portici di Bologna
Friuli Venezia Giulia: Vigneto di Savorgnano – Lago di Fusine
Lazio: Civita di Bagnoregio – Monte Circeo – Via Appia Antica
Liguria: Cinque Terre
Lombardia: Lago di Como
Marche: Colli di San Severino
Molise: Cascate di Santa Maria del Molise
Piemonte: Langhe – Monte Rosa – Lago Maggiore
Puglia: Alberobello – Roca Vecchia
Sardegna: Arcipelago della Maddalena – Su Nuraxi di Barumini
Sicilia: Scala dei Turchi – Stromboli
Toscana: Val d’Orcia
Trentino Alto Adige: Parco Adamello Brenta – Lago di Braies
Umbria: Piani di Castelluccio
Valle d’Aosta: Gran Paradiso
Veneto: Venezia – Burano

I ristoranti dei clan a Roma: 13 arresti Maxi operazione dei carabinieri

Gli interessi della camorra sui ristoranti del centro di Roma. Questo è quanto emerge da un’indagine dei carabinieri che stanno eseguendo, in queste ore, tra le province di Roma e Napoli un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone indagate, a vario titolo, per estorsione, intestazione fittizia di beni, aggravati dal metodo mafioso, e esercizio abusivo del credito.
Tra i destinatari dell’ordinanza anche Angelo e Luigi Moccia, ritenuti i capi dell’omonimo cartello.  I militari dell’Arma stanno anche eseguendo un sequestro di beni per 4 milioni di euro.

Maltempo, il dramma di Monteforte Irpino Danni per milioni di euro, l'appello del sindaco alla Regione

di Massimiliano Guerriero

Fango e detriti. Lacrime, incredulità, rabbia. Un dolore forte, fortissimo che lascia spazio alla consapevolezza che è stato un miracolo. Un miracolo che a Monteforte Irpino, comune dell’avellinese, non ci siano state vittime. A 24 ore dall’alluvione si contano i danni. Quella montagna fa paura. C’è una parte di costone che rischia di venire giù. La pioggia, neanche oggi, ha dato tregua. Case e scantinati segnati dal disastro. Intere arterie scomparse, portate via dalla furia di quel fiume di massi che non ha risparmiato niente. Una furia che ha colpito, soprattutto, la zona che dalla Portella conduce direttamente in piazza Umberto I, a pochi passi dalla sede del municipio. Angoscia, paura. In molti hanno lavorato per tutta la giornata nel tentativo di ripulire le abitazioni, le strade, di spostare le auto travolte dall’alluvione. In serata è stato attivato, presso la scuola elementare, il centro di accoglienza per gli sfollati. La macchina comunale è stata immediatamente messa in moto dal sindaco Costantino Giordano. In campo Protezione civile, Carabinieri, Vigili del Fuoco e tecnici. Una corsa contro il tempo. Quelle immagini fanno male, un’apocalisse che ha provocato danni per milioni di euro. Il primo cittadino ha chiesto aiuto immediato alla Regione stanziando, nel frattempo, 50mila euro per interventi di somma urgenza. Una ventina le famiglie evacuate che verranno accolte nella  struttura predisposta dal comune. Nel pomeriggio a Monteforte Irpino anche la visita del prefetto di Avellino, Paola Spena. Una situazione drammatica che va monitorata costantemente per ridurre ulteriori rischi. Per capire se dietro questo ennesimo dramma ci sia ancora la mano dell’uomo, dall’abusivismo al disboscamento indiscriminato. Superato il momento immediato dell’emergenza saranno poi gli organi competenti a fare chiarezza per verificare se vi siano state responsabilità. Intanto un’altra notte è alle porte. Resta la pioggia, anche se le condizioni domani dovrebbero migliorare, resta la paura, restano le lacrime di una popolazione in ginocchio ma che non molla e che ha ricevuto solidarietà e vicinanza da tutta la provincia e non solo. Ma resta la consapevolezza che, comunque, è stato un miracolo. La conta è legata solo ai danni e fortunatamente non alle vite spezzate.

Regione, quattro new entry in giunta Non assegnate le deleghe alla sanità e ai trasporti

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha nominato la nuova giunta. Confermati il vicepresidente Fulvio Bonavitacola, delegato all’ambiente, Ettore Cinque, al bilancio, Antonio Marchiello, alle attività produttive e il lavoro, Lucia Fortini, alla scuola e alle politiche sociali, Valeria Fascione, alla ricerca e l’internazionalizzazione, e Bruno Discepolo all’urbanistica. Quattro i nomi nuovi: Nicola Caputo, all’agricoltura, Armida Filippelli, alla formazione, Mario Morcone, alle politiche della sicurezza, e Felice Casucci, alla semplificazione amministrativa e il turismo. Non sono state assegnate le deleghe alla sanità e ai trasporti.

Perchè i barbieri non lavorano di lunedì? Le motivazioni sono da ricercarsi in un aneddoto storico

di Valerio Chiusano

Ognuno di noi, nel corso della vita, è abituato a muoversi in un mondo preordinato e costituito da realtà istituzionali.
I più curiosi tendono a cercare una motivazione del perché un dato sia in un modo anziché in un altro. Ad esempio, siamo abituati a vedere i barbieri chiusi il lunedì ma forse non tutti sanno che esiste una ragione legata ad una storia intrisa di gelosia, amore e sangue.

Perché i barbieri non lavorano di lunedì?

La motivazione è da ricercarsi nel passato, in una storia di cronaca avvenuta a Firenze nell’esatate del 1742. Il corpo di Mariuccia, una prostituta napoletana, è ritrovato orribilmente sgozzato in zona Santa Croce. La polizia, decisa a catturare l’assassino, inizia a tener d’occhio i banchi dei pegni, con lo scopo di rinvenire qualche oggetto appertenuto alla vittima, nella speranza che l’omicida abbia cercato di liberarsi di qualche prova. Saltato fuori un vestito della malcapitata, i birri (come venivano chiamati i poliziotti all’epoca) risalgono al giovane barbiere ventiduenne Antonio di Vittorio Giani che, messo sotto torchio, confessa il brutale omicidio, scaturito da profonda gelosia. Il lunedì successivo, il giovane viene impiccato in piazza sotto gli occhi di un pubblico formato principalmente  da barbieri che, per l’occasione, avevano tenuto chiuse le loro botteghe.
Questa tradizione tramandata nei secoli è giunta fino ai giorni nostri ed è rispettata da Nord a Sud.

1 2 3 25