In stato di ebrezza, perde il controllo del tir e provoca un incidente: denunciato Il 30enne ricoverato all'ospedale "Criscuoli" di Sant'Angelo dei Lombardi

I Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, hanno denunciato un autotrasportatore, ritenuto responsabile di guida in stato di ebbrezza.

Qualche giorno fa la pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, è intervenuta a Sant’Angelo dei Lombardi a seguito di un sinistro stradale avvenuto durante la notte: l’autotrasportatore aveva perso il controllo del tir che andando a concludere la sua corsa contro un autocarro in sosta e abbattendo un guardrail.

Il conducente è stato trasportato dal 118 al pronto soccorso del “Criscuoli” dove, oltre alle contusioni varie giudicate con pochi giorni di prognosi, all’esito di specifiche analisi gli è stato riscontrato un elevato tasso alcolemico.

Per lo stesso, trentenne originario dell’Est Europa, è dunque scattato il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino e la proposta per la sospensione della patente di guida.

Coltivava canapa sul balcone, 50enne nei guai Montella, l'operazione dei Carabinieri

Un 50enne di Montella, in provincia di Avellino, è stato denunciato in stato di libertà dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montella poiché ritenuto responsabile di Detenzione finalizzata allo spaccio e coltivazione di sostanze stupefacenti.

I Carabinieri, appresa la notizia, al fine di verificarne la veridicità e di concerto riscontrare gli elementi probanti del reato, hanno avviato mirati servizi, monitorando i luoghi frequentati dal 50enne e predisponendo servizi di osservazione.

Proprio tali servizi hanno dato la conferma della notizia acquisita e, all’esito della perquisizione domiciliare, è stata rinvenuta e sequestrata una piccola coltivazione di canapa indiana.

Sul balcone della sua abitazione, infatti, il 50enne coltivava della canapa indiana, ben occultata tra altre piante ed al riparo dallo sguardo indiscreto dei vicini, avendo accuratamente applicato alla ringhiera delle arelle di canne di bamboo, che nascondevano l’illecita coltivazione.

 

Regionali, il Pd è il primo partito di coalizione Al secondo posto la lista "De Luca presidente", al terzo posto Italia Viva

Ormai mancano pochissime sezioni. De Luca ha quasi sfondato il tetto del 70%, difatti al momento si attesta al 69,6%. Percentuali bulgare per il governatore al suo secondo mandato. Il Pd è il primo partito della coalizione di centrosinistra, con il 17,2%, a seguire la lista “De Luca presidente” con il 13,3%. Al terzo posto Italia Viva di Matteo Renzi, che si attesta al 7,4%. Poi seguono Campania Libera, 5,2%, Fare Popolari, 4,5% e Noi Campani, 4,2%. Tutte le altre formazioni di sostegno non hanno superato il 2%. In Consiglio Regionale, dunque, la coalizione dovrebbe ottenere il 65% dei seggi con 32 consiglieri, l’opposizione, centrodestra e cinque stelle, invece, ne avranno 18.
Stefano Caldoro e il centrodestra, invece, hanno ottenuto il 17,8%, mentre il Movimento cinque stelle, con Valeria Ciarambino candidata alla presidenza, ha ottenuto il 10%.

 

L’andamento del mercato della pellicceria La moda al passo con l’etica

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di Alessandra Orabona

Non un semplice capo per scaldarsi in inverno ma un accessorio di alta moda immancabile: così è stata considerata a lungo la pelliccia dagli Italiani. Ma è ancora una concezione che rispecchia la forma mentis attuale?

Negli ultimi anni, si è assistito ad una profonda crisi del settore a causa del crollo delle vendite, dovuto alla presa di coscienza dei consumatori rispetto alla sofferenza degli animali sfruttati per la produzione di abiti e accessori.

L’Associazione Italiana Pellicceria (AIP) ha registrato un calo nel consumo retail nella penisola da 1,6miliardi di euro del 2006 a poco più di 800milioni di euro del 2018: negli ultimi 12 anni, le vendite al dettaglio sono quindi diminuite del 50%.

Anche i prezzi delle pellicce grezze continuano a perdere valore. Alla fiera Saga di Oslo la volpe nel 2016 si pagava 60 euro a pelle, il 52% in meno rispetto al 2015 e il 20% rispetto al 2012, mentre la Kopenhagen Fur ha registrato un crollo del prezzo medio (visone) dai 76,90 euro della stagione 2012-13, ai 27,62 euro della stagione 2017-18.

Questo trend negativo ha spinto alcuni colossi della moda (si pensi ad Armani, Gucci, Versace, Michael Kors) ad abbandonare la produzione di pellicce vere in favore di quelle sintetiche, a riprova del fatto che i tempi stanno cambiando non solo in Italia ma in tutto il mondo. Basti pensare che in California entrerà in vigore nel 2023 una legge che ne vieta la produzione e la vendita.

I movimenti fur-free sostengono che la produzione di pellicce sintetiche abbia anche un minor impatto ambientale rispetto a quelle animali. Tuttavia, alcuni studi hanno dimostrato che neppure le prime risultano totalmente eco-friendly in termini di smaltimento.

Perciò, si sta intensificando la ricerca di materiali alternativi che siano al contempo etici ed ecosostenibili. Un primo passo in tal senso è stato compiuto da due giovani messicani, che hanno avuto la brillante intuizione di sfruttare le pale di fico d’india per creare il primo tessuto vegetale simile alla pelle con risultati sorprendenti, anche in termini di costi (circa 25 dollari al metro). Un’idea innovativa che si spera sia di ispirazione per molte aziende per lanciare un nuovo trend, più vicino al modo in cui i consumatori già intendono la moda.

 

Spam, l’origine del termine che nessuno si aspetta Non solo "posta indesiderata"

di Valerio Chiusano

Se le nostre caselle e-mail potessero parlare, si lamenterebbe per la mole di messaggi “Spam” che ogni giorno riempiono la nostra posta elettronica. Fastidiose mail pubblicitarie non richieste, tese a propinarci prodotti di ogni genere come – prescrizioni mediche, viaggi e spesso improbabili progetti finanziari truffaldini – che cestiniamo immediatamente oppure releghiamo nella specifica casella Spam(posta indesiderata).

Il termine “Spam” ha un’origine, però, che pochi si aspetterebbero. Per scoprire di più, bisogna fare un piccolo viaggio nel tempo e fermarci in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale.

Spam: la carne in scatola tanto odiata dagli inglesi.

In Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale, la popolazione non poteva permettersi una alimentazione corretta e neanche spendere molto per il cibo, per questa ragione la fabbrica Hormel Food Corporation mise sul mercato una carne in scatola a basso costo e la chiamò Spam (Shoulder of Pork and Ham, spalla di maiale e prosciutto).

Questo prodotto, di qualità pessima, fu uno dei pochi alimenti disponibili per la popolazione per lungo tempo, tanto da creare nei britannici un senso di disgusto e fastidio per la carne Spam.

Ma allora qual è il nesso tra carne e posta indesiderata?

Sembra paradossale ma per trovare la relazione tra  carne e posta, dobbiamo rifarci ad un celebre Sketch del famoso gruppo comico inglese Monty Pyton risalente al 15 maggio 1970. La scenetta è ambientata in un ristorante, in cui un gruppetto di vichinghi intende ordinare da mangiare, sottolineando la richiesta di cibi senza Spam. La cameriera, però, disattende le richieste dei pittoreschi clienti. Lo sketch fa riferimento esattamente alla politica del razionamento del cibo durante il periodo di guerra, tant’è che, nel finale, tutti cantano in loop un ritornello sulle “virtù” della carne Spam:“SPAM SPASPAM SPAM SPAM SPAM SPAM SPAM Lovely SPAM, wonderful SPAM”.

Primo messaggio Spam della storia

Il primo maggio 1978, la Dec, Digital equipement corporation, una delle principali aziende informatiche dell’epoca, annuncia la presentazione di una nuova famiglia di computer, i DecSystem-20. Le prime macchine a fornire pieno supporto alla rete Arpanet, il network militare statunitense divenuto poi embrione del moderno internet.

Il gruppo responsabili del marketing della Dec, insieme a un ingegnere della compagnia, elaborarono un messaggio pubblicitario, da inviare il 3 maggio a qualche centinaio di utenti, tutti della costa ovest. Purtroppo il programma di posta elettronica poteva inviare solo 320 messaggi contemporanei. Cosa successe? Molti indirizzi andarono a finire nel campo CC (copia per conoscenza) e poi nel corpo del messaggio, finendo per non ricevere l’invito alla presentazione. I destinatari delle mail ricevettero un corpo testuale o solo con l’inizio o solo con la fine del messaggio, creando semplice confusione.

Quindi, a quanto pare “del maiale non si butta via niente”, tranne lo Spam