martedì, Settembre 27, 2022
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La lingua napoletana e la presenza del genere neutro

di Valerio Chiusano

Cosa sappiamo del dialetto napoletano?

In primo luogo il napoletano è una vera è propria lingua, in quanto dotata di una grammatica e regole fisse. La lingua napoletana è un’esplosione di suoni vivaci, opulenti, capaci di catturare e stigmatizzare con una semplice parola, una sensazione o un’azione con forza pregnante.“Schizzichea”, ad esempio, tradotta in italiano sarebbe “leggera pioggerellina sottilissima quasi impercettibile simile alla nebbia”. Insomma la traduzione non rende un termine che risulta peculiare e a dir poco emotivo.

LA LINGUA NAPOLETANA E LA PRESENZA DEL CASO NEUTRO

Forse in pochissimi sanno che la lingua napoletana (a differenza dell’italiano) conserva, accanto al genere maschile e al genere femminile, anche il caso neutro per indicare materiali e cose inanimate. Quello che in pochi immaginano è che un napoletano sia solito usare parole appartenenti al genere neutro tutti giorni, non sapendolo.

Pasquale, pigliamm’c o’ccafè.

Ebbene O’ccafè come tutti i nomi di bevande e generi alimentari appartengono al caso neutro, cosi come i colori  “o’rrusso”(il rosso), i nomi astratti riferiti a categorie generali come “o’bbene” e o’mmale”(il bene e il male) e gli infiniti sostantivati “o’ppenzà”(il pensare).

COME RICONOSCIAMO I NOMI NEUTRI?

I nomi neutri si presentano con caratteristiche ben definite e subito riconoscibili: sono preceduti dall’articolo determinativo “ o’ “ e con la consonante rafforzata: o’ ffierro ( il ferro inteso come materiale), o’llatte, o’ccafè, o’ mmale, o’bbene.

Vi chiederete, ma o’ in napoletano non lo usiamo come articolo determinativo maschile? O’ guaglione, per esempio. Ebbene l’articolo o’ usato davanti a parole di genere neutro deriva dal pronome dimostrativo di caso neutro latino ILLUD, da non confondersi con o’ seguito da nome maschile, in quel caso l’articolo determinativo deriva dal pronome dimostrativo maschile ILLUM.

Senza indugi, presentiamo un modo per individuare il genere neutro da quello maschile quando ci si esprime in napoletano e che farà ritrovare la bussola ai lettori di quest’articolo, presumibilmente caduti in coma appena avranno letto la parola: latino.  Il raddoppiamento della consonante iniziale di parola è la vostra prova del nove.  Quando diciamo o’rrusso, parliamo del colore rosso, se invece ci imbattiamo nella parola o’russo ci riferiamo ad una persona con i capelli rossi.

La lingua napoletana, come potete osservare, nun’è na pazziella ma un mondo da scoprire e riscoprire per chi vuole entrare in contatto con una cultura più radicata e profonda di ciò che si possa immaginare.

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