Maltempo, il dramma di Monteforte Irpino Danni per milioni di euro, l'appello del sindaco alla Regione

di Massimiliano Guerriero

Fango e detriti. Lacrime, incredulità, rabbia. Un dolore forte, fortissimo che lascia spazio alla consapevolezza che è stato un miracolo. Un miracolo che a Monteforte Irpino, comune dell’avellinese, non ci siano state vittime. A 24 ore dall’alluvione si contano i danni. Quella montagna fa paura. C’è una parte di costone che rischia di venire giù. La pioggia, neanche oggi, ha dato tregua. Case e scantinati segnati dal disastro. Intere arterie scomparse, portate via dalla furia di quel fiume di massi che non ha risparmiato niente. Una furia che ha colpito, soprattutto, la zona che dalla Portella conduce direttamente in piazza Umberto I, a pochi passi dalla sede del municipio. Angoscia, paura. In molti hanno lavorato per tutta la giornata nel tentativo di ripulire le abitazioni, le strade, di spostare le auto travolte dall’alluvione. In serata è stato attivato, presso la scuola elementare, il centro di accoglienza per gli sfollati. La macchina comunale è stata immediatamente messa in moto dal sindaco Costantino Giordano. In campo Protezione civile, Carabinieri, Vigili del Fuoco e tecnici. Una corsa contro il tempo. Quelle immagini fanno male, un’apocalisse che ha provocato danni per milioni di euro. Il primo cittadino ha chiesto aiuto immediato alla Regione stanziando, nel frattempo, 50mila euro per interventi di somma urgenza. Una ventina le famiglie evacuate che verranno accolte nella  struttura predisposta dal comune. Nel pomeriggio a Monteforte Irpino anche la visita del prefetto di Avellino, Paola Spena. Una situazione drammatica che va monitorata costantemente per ridurre ulteriori rischi. Per capire se dietro questo ennesimo dramma ci sia ancora la mano dell’uomo, dall’abusivismo al disboscamento indiscriminato. Superato il momento immediato dell’emergenza saranno poi gli organi competenti a fare chiarezza per verificare se vi siano state responsabilità. Intanto un’altra notte è alle porte. Resta la pioggia, anche se le condizioni domani dovrebbero migliorare, resta la paura, restano le lacrime di una popolazione in ginocchio ma che non molla e che ha ricevuto solidarietà e vicinanza da tutta la provincia e non solo. Ma resta la consapevolezza che, comunque, è stato un miracolo. La conta è legata solo ai danni e fortunatamente non alle vite spezzate.

Regione, quattro new entry in giunta Non assegnate le deleghe alla sanità e ai trasporti

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha nominato la nuova giunta. Confermati il vicepresidente Fulvio Bonavitacola, delegato all’ambiente, Ettore Cinque, al bilancio, Antonio Marchiello, alle attività produttive e il lavoro, Lucia Fortini, alla scuola e alle politiche sociali, Valeria Fascione, alla ricerca e l’internazionalizzazione, e Bruno Discepolo all’urbanistica. Quattro i nomi nuovi: Nicola Caputo, all’agricoltura, Armida Filippelli, alla formazione, Mario Morcone, alle politiche della sicurezza, e Felice Casucci, alla semplificazione amministrativa e il turismo. Non sono state assegnate le deleghe alla sanità e ai trasporti.

Perchè i barbieri non lavorano di lunedì? Le motivazioni sono da ricercarsi in un aneddoto storico

di Valerio Chiusano

Ognuno di noi, nel corso della vita, è abituato a muoversi in un mondo preordinato e costituito da realtà istituzionali.
I più curiosi tendono a cercare una motivazione del perché un dato sia in un modo anziché in un altro. Ad esempio, siamo abituati a vedere i barbieri chiusi il lunedì ma forse non tutti sanno che esiste una ragione legata ad una storia intrisa di gelosia, amore e sangue.

Perché i barbieri non lavorano di lunedì?

La motivazione è da ricercarsi nel passato, in una storia di cronaca avvenuta a Firenze nell’esatate del 1742. Il corpo di Mariuccia, una prostituta napoletana, è ritrovato orribilmente sgozzato in zona Santa Croce. La polizia, decisa a catturare l’assassino, inizia a tener d’occhio i banchi dei pegni, con lo scopo di rinvenire qualche oggetto appertenuto alla vittima, nella speranza che l’omicida abbia cercato di liberarsi di qualche prova. Saltato fuori un vestito della malcapitata, i birri (come venivano chiamati i poliziotti all’epoca) risalgono al giovane barbiere ventiduenne Antonio di Vittorio Giani che, messo sotto torchio, confessa il brutale omicidio, scaturito da profonda gelosia. Il lunedì successivo, il giovane viene impiccato in piazza sotto gli occhi di un pubblico formato principalmente  da barbieri che, per l’occasione, avevano tenuto chiuse le loro botteghe.
Questa tradizione tramandata nei secoli è giunta fino ai giorni nostri ed è rispettata da Nord a Sud.

Rissa tra imprenditori, cinque denunce L’episodio si è verificato a Flumeri

I Carabinieri della Stazione di Flumeri, in Irpinia, hanno denunciato cinque uomini, ritenuti responsabili del reato di rissa.

La zuffa, divampata dopo un alterco scaturito per motivi in corso di accertamento, è avvenuta sabato sera nei pressi della sede della loro azienda.

Grazie all’immediata attività sviluppata dai Carabinieri della locale Stazione, estrinsecatasi attraverso lo sviluppo di utili informazioni e l’acquisizione di video dalle telecamere dell’impianto di videosorveglianza, si è giunti all’identificazione dei cinque imprenditori (di età compresa tra i 50 ed i 65 anni), che fortunatamente non hanno riportato gravi lesioni.

Alla luce delle evidenze emerse, per i soggetti è scattato il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Benevento.

Campania, primo giorno di scuola tra maltempo ed emergenza Covid A Napoli è rimasto chiuso l'istituto Fonseca

Primo giorno di scuola a Napoli e in Campania anche se in diversi comuni l’apertura è stata rinviata al 1° ottobre. I problemi non sono mancati tra l’emergenza legata al Covid e l’allerta maltempo che durerà fino alle 6:00 di domani mattina. Traffico in tilt nella città partenopea con lunghe code, soprattutto sulla tangenziale. Verifiche e controlli serrati davanti e dentro agli istituti scolastici per le migliaia di alunni che dopo sei mesi hanno fatto ritorno in classe. Continua a tenere banco il caso del Liceo Fonseca dove un’allieva è risultata positiva. Anche oggi la sede del liceo del centro storico è rimasta chiusa per effettuare la santificazione.

Eco Sisma Bonus, Macchiarella: “Al centro di tutto c’è la persona” A neifatti.it parla il presidente del Consorzio Sgai

L’Eco Sisma Bonus 110% è stato al centro del primo congresso nazionale, organizzato dal Consorzio Sgai, che si è svolto lo scorso fine settimana a Roma. Un momento importante, di confronto, di riflessione, con lo sguardo rivolto al futuro, al quale hanno partecipato decine di esperti provenienti da tutta Italia. Il Consorzio Sgai è la business unit rivolta a chi opera nella riqualificazione e valorizzazione degli edifici. Al centro di tutto c’è sempre la persona, la dignità della propria casa, in un percorso di rigenerazione urbana integrata e sostenibile con l’affiancamento di un team completamente dedicato. Ma per capire meglio l’Eco Sisma Bonus e quali sono i vantaggi, abbiamo parlato con il dr. Mauro Macchiarella, presidente del Consorzio Sgai.

“L’eco sisma bonus è una manovra finanziaria di portata storica, riveste un aspetto di grande attenzione sociale, perché la casa ha sempre rappresentato l’ambiente all’interno del quale è esistita la famiglia. In questo modo è possibile consentire una rigenerazione di tutto quello che è il patrimonio immobiliare in mano a soggetti che non hanno la forza economica di manutenerlo. Tramite questa manovra si sono ottenuti due obiettivi. Il primo, provvedere ad una sorta di emissione di moneta fiscale. Il secondo è quello di dare la possibilità, alle persone che magari hanno ereditato una casa, di riappropriarsi della dignità di quella stessa abitazione. Io la definirei un’operazione di tutela della persona”.

Come è andato il primo congresso nazionale?

“E’ andato molto bene, abbiamo registrato un afflusso molto importante da tutta Italia. Un evento molto sentito e al quale hanno partecipato tante persone. Ho avuto modo di approfondire l’aspetto commerciale e finanziario dell’operazione.

In quale direzione va il Consorzio Sgai?

“Il Consorzio Sgai va in una direzione ben precisa: rigenerazione urbana delle unità unifamiliari. In Italia abbiamo quasi 25 milioni di unità singole che sono quelle che richiedono la maggiore attività manutentiva e soprattutto che consentono di creare, nell’ottica di un progetto a lungo termine, una fidelizzazione con il committente, perché riteniamo che il proprietario di unità unifamiliare senta più profondamente il senso dell’unità stessa e quindi di poter creare un rapporto fiduciario”.