Pubblicato il: 30 ottobre 2020 alle 2:53 pm

Bonus verde 2020: come risparmiare coltivando La detrazione Irpef del 36%

Di Alessandra Orabona

Anche quest’anno il Milleproroghe ha confermato il bonus verde, la detrazione fiscale Irpef del 36%, su un importo massimo di 5000 euro, per i lavori di impianti e strutture nei giardini privati. Un incentivo a colorare balconi e cortili cittadini di verde per restituire un po’ di ossigeno alla natura.

La decurtazione viene calcolata solo su spese specificamente documentate da strumenti tracciabili e ripartita in dieci quote annuali costanti di pari importo, decorrenti dall’anno in cui le stesse sono state sostenute.

Può essere riconosciuta ai contribuenti che possiedono o detengono unità immobiliari ad uso abitativo in base ad un titolo idoneo (nuda proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie, partecipazione a società cooperativa  o ad impresa individuale), che effettuino un rinnovo radicale o realizzino ex novo sia opere di sistemazione a verde delle aree scoperte private (comprese pertinenze o recinzioni) sia impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

E per chi abita in un codominio?

Il bonus è previsto anche nei condomini, nella stessa misura del 36%, persino per gli interventi effettuati nelle parti esterne e comuni dell’edificio condominiale, sempre fino all’importo massimo di 5000 euro per ogni unità ad uso abitativo. In questo caso, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, purché la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Tuttavia, per poterne usufruire il contribuente è tenuto a conservare i seguenti documenti:

fatture o ricevute fiscali, che dimostrino non solo che la spesa è stata sostenuta ma anche che la stessa rientra tra quelle che beneficiano dell’agevolazione, indicando il codice fiscale del contribuente che ha realizzato le opere e la descrizione dell’intervento, affinché sia possibile verificare che rientri tra quelli a cui si applica la detrazione;

copia o estratti conto da cui deve risultare che il pagamento sia stato  eseguito con assegni, bonifici, carte di credito o bancomat;

un’autocertificazione che attesti che le somme sostenute per gli interventi che beneficiano del bonus, da parte dei soggetti che ne hanno diritto, non superano l’importo massimo previsto dalla legge.

Per quanto riguarda le opere realizzate nei condomini, poi, è necessario conservare anche  una dichiarazione dell’amministratore che attesti sia di aver provveduto ad adempiere agli obblighi previsti dalla legge per beneficiare del bonus sia la somma spesa e l’entità della detrazione. In caso di condominio minimo è sufficiente auto certificare la tipologia di lavori effettuati e i dati catastali delle unità immobiliari che compongono l’edificio condominiale.