Pubblicato il: 5 gennaio 2021 alle 9:18 pm

Energie rinnovabili: la nuova frontiera dell’economia Le fonti alternative battono quelle tradizionali nel 2020

Di Alessandra Orabona

Il 2020 sarà un anno indimenticabile, non solo per la pandemia ma anche per il settore energetico: nel primo semestre le fonti di energia rinnovabile hanno scavalcato per la prima volta quelle da combustibili fossili in Europa, coprendo il 40% della produzione di energia locale con un impatto positivo sull’ambiente, diminuendo le emissioni di CO2 del 23%. Un primato storico, raggiunto grazie ai 200mila megawatt di nuovi impianti installati, destinati ad aumentare ulteriormente nel 2021 secondo il nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia. Al primo posto il settore eolico e quello solare, che da soli hanno prodotto il 21% dell’elettricità totale europea, raggiungendo così quote di mercato senza precedenti, al contrario di quelle dei combustibili fossili in netto calo.

Siamo vicini a quella che alcuni definiscono la nuova rivoluzione industriale, che potrebbe portare alla definitiva sostituzione delle fonti energetiche tradizionali con quelle ecosostenibili. Accanto alle classiche sorgenti energetiche rinnovabili (eolica, solare, idroelettrica ecc.) prendono piede nuovi modi alternativi e originali di produrre energia pulita, come lo sfruttamento del moto ondoso del mare. Non mancano poi esperimenti condotti in Italia e finalizzati a valorizzare gli scarti attraverso il loro riciclo: basti pensare alle prime batterie alimentate unicamente da resti organici di banane o rabarbaro oppure ai dispositivi capaci di trasformare i rifiuti raccolti dal mare in energia sostenibile. Anche il mercato automobilistico si sta convertendo al “green”, promuovendo sempre più veicoli elettrici o ibridi.

Tutto questo non sarebbe possibile senza l’apporto economico dei grandi colossi, alcuni dei quali stanno puntando tutto sull’energia ecosostenibile, pur avendola deliberatamente trascurata per anni. I vantaggi per il pianeta sono innegabili, eppure sorge spontaneo chiedersi se questo cambiamento di rotta non sia dovuto ad una strategia puramente economica piuttosto che ad un improvviso spirito ambientalista. Probabilmente, i dati hanno giocato un ruolo determinante: non solo, infatti, la produzione di energia alternativa, oltre ad essere illimitata, risulta più economica di quella tradizionale ma, inoltre, gli esperti hanno stimato che i giacimenti petroliferi ed i combustibili fossili si esauriranno da qui a 40 anni circa. In mancanza di alternative, dunque, le fonti rinnovabili sono il futuro (dell’economia). E chissà se anche Greta Thunberg non abbia influito, facendo breccia nella sensibilità collettiva!