martedì, Settembre 27, 2022
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Vaccini, Scognamiglio: “Opportuno eseguire il dosaggio degli anticorpi Spike neutralizzanti”

di Salvatore Scognamiglio*

La campagna di vaccinazione per l’immunizzazione da CoVid-2 prosegue con successo e i risultati lo confermano. La curva dei contagi decresce rapidamente, così come quella dei ricoveri. Al momento, non vi sono significative differenze tra i vaccini. Gli italiani hanno compreso l’importanza di vaccinarsi e anche le remore nei confronti di alcuni vaccini tendono ad attenuarsi. Pure chi era contrario, pregiudizialmente alle vaccinazioni inizia a ricredersi. 

Insomma, c’è da essere cautamente ottimisti, anche se vi sono ancora alcune problematiche da affrontare.

La prima e più importante è quella di guardare la pandemia come fenomeno da affrontare globalmente. Non ci si può sentire al sicuro se vi sono interi continenti non protetti. I paesi occidentali hanno preso coscienza di questo aspetto e stanno operando con sensibilità strategica. C’è da sottolineare che farsi carico della immunizzazione dei paesi in via di sviluppo non è solo un dovere umanitario, e questo è già un valore di per sé, ma è imprescindibile per dare sicurezza ed efficacia all’azione intrapresa dai paesi occidentali. Lasciare focolai attivi nel mondo non esclude il ritorno di un virus mutato e più virulento.

L’altra attiene al grado di copertura immunitaria che si produce a seguito della vaccinazione. Vi sono persone con altre patologie costrette a prendere farmaci che inibiscono il sistema immunitario e di conseguenza non possono produrre anticorpi, indotti dalla vaccinazione, nella giusta quantità. Altre che non rispondono in modo adeguato perché hanno un sistema immunitario debilitato per vari motivi, a volte per malattie pregresse o semplicemente per vecchiaia. Ma, quello che si sta verificando come causa di una scarsa risposta anticorpale è l’immunodepressione. D’altro canto, lo stress psicologico subito in questo lungo periodo di pandemia non poteva non avere conseguenze sul sistema immunitario.

E bene precisare che la scarsa risposta anticorpale non vanifica il senso della vaccinazione. Il sistema immunitario della persona, dopo la vaccinazione, è, in ogni caso, organizzato per combattere con successo il virus. Le persone con una scarsissima quantità di anticorpi, incontrando una grande carica virale, si possono ammalare, ma in forma lieve.

Recentemente uno studio ha dimostrato che una piccolissima percentuale, non riuscendo a neutralizzare tutti i virus incontrati, possono contagiare. Per questo motivo è opportuno che tutti i vaccinati, dopo 20 giorni, devono eseguire il dosaggio degli anticorpi Spike neutralizzanti.

Le autorità sanitarie devono prendere in considerazione, per gli stessi motivi, la possibilità di un richiamo vaccinale per le persone che hanno avuto una scarsa risposta anticorpale.

*direttore del Centro Diagnostico Ninni Scognamiglio – Napoli

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