sabato, Novembre 26, 2022
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Le tecniche più diffuse di pesca sportiva

Di Alessandra Orabona

Si aggirano intorno ai 3.000.000 gli italiani appassionati di pesca sportiva lungo tutte le coste della penisola. Un dato non irrilevante che conferma come questo sport si stia diffondendo sempre di più. D’altronde, come dargli torto: chi non desidererebbe evadere dalla realtà, stando a contatto con la natura,  e allo stesso tempo procacciarsi una bella cena a base di pesce fresco?  Vediamo alcuni dei metodi di pesca più comuni.

La pesca a “fondo”: è una tecnica adatta a tutti, grandi e piccini, che può essere praticata da una barca o via terra, con la canna o senza. Anzi, in questo modo sarà possibile avvertire ancora meglio le “toccate” (i morsi dati dal pesce all’esca prima di abboccare) ed il momento preciso della cattura, grazie alla maggiore sensibilità delle dita sulla lenza. È consigliabile inserire un piombo per garantire una discesa più veloce sul fondale. L’esca più adatta varia a seconda della specie che si intende pescare: cozze prive di guscio per le orate, gamberetti per le tanute, vermi per i saraghi ma si può tentare la fortuna anche con del pane inumidito. Mischiato con del formaggio è l’ideale per prendere i cefali.

La pesca a traina: questo tipo di pesca richiede necessariamente un’imbarcazione in quanto viene praticata trascinando a velocità bassa (intorno ai 5 nodi) l’esca viva o l’artificiale, in genere un pesciolino finto con appesi in fila due ami ad ancoretta, in modo da farlo sembrare una vera preda in procinto di nuotare. Anche in questo caso l’esca varia a seconda del tipo di pesce che si intende catturare: qualora si punti all’aguglia, si potrà utilizzare un apposito pannetto di stoffa nel quale si incastrerà con il becco, mentre per attirare le ricciole sarà necessario utilizzare delle aguglie vive, invece con l’artificiale si può prendere un po’ di tutto, in particolare con il “testa rossa”. È consigliabile avere sempre a portata di mano dei guanti qualora dovesse abboccare, come spesso accade sotto costa, una tracina, un pesce di fondale sabbioso che presenta un aculeo velenoso sulla schiena.

La pesca a spinning: si tratta di un metodo sviluppatosi di recente che può essere assimilato ad una traina “a corto raggio”. Forse non è la tecnica più adatta per un principiante alle prime armi, in quanto richiede una certa destrezza nei lanci: il pescatore, situato su una barca oppure sulla terraferma, lancia l’artificiale con la canna alla massima distanza possibile per poi recuperare con il mulinello in modo da ricreare lo stesso effetto della traina, sperando di attirare l’attenzione di qualche predatore. Può essere una tecnica adatta per catturare tonnetti, occhiate, spigole e lecce.

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