Poke, il cheap food del momento preferito dagli italiani

Di Alessandra Orabona

Dopo la sushi-mania è scoppiata la nuova tendenza alimentare che sta dilagando in tutta la penisola: la poke-mania. Apparentemente può sembrare una versione più semplice della cucina giapponese ma in realtà si tratta di un piatto tipico hawaiano. Altro non è che una semplice ciotola di riso (bianco, riso-sushi o venere a scelta) ricoperta da pesce o crostacei (in genere salmone, tonno o gamberi), frutta (mango, avocado, edamame, ecc.), verdure (cetrioli, alghe wakame, ecc.), salse varie (soia, teriaky, philadelphia) e qualche nota croccante extra (pistacchi, arachidi, noci, mandorle ecc.), il tutto tagliato a pezzi. L’etimologia del termine “poʊˈkeɪ”, pronunciato “poh-kay” in lingua hawaiana, infatti, significa letteralmente “tagliare a pezzi“.

Il punto di forza di questa nuova tendenza è che ognuno può comporre la sua “bowl” a proprio piacimento, scegliendo tra una miriade di ingredienti diversi. Inoltre, a differenza di quanto accade spesso in un ristorante giapponese, mangiando la poke si ha la sensazione di saziarsi subito spendendo molto meno ma gustando gli stessi sapori. La pietanza hawaiana, infatti, si presenta come un piatto completo e perfettamente bilanciato, contenente al contempo carboidrati, proteine, vitamine e sali minerali. Ciò la rende anche un pasto adatto ad una dieta dimagrante, se non si esagera con quantità e salse.

È sorprendente come il piatto povero dei pescatori dell’isola di Honolulu sia diventato la moda gastronomica del momento a Milano e nelle città cosmopolite. Nel 2020 il settore ha avuto un volume d’affari mondiale da 1,74 miliardi di dollari. In Italia il mercato delle pokerie nel 2021 ha registrato 98 milioni di euro di fatturato ed è tuttora in crescita. Le bowl hawaiane sono il cibo del momento più richiesto nelle consegne a domicilio.

Nella sua semplicità, la poke bowl è anche un piatto facilmente replicabile a casa. Gli amanti del crudo dovranno semplicemente procurarsi del pesce già abbattuto oppure del pesce fresco da abbattere in freezer ad una temperatura di -18° per almeno 96 ore. In alternativa è possibile anche utilizzare del pesce scottato oppure optare per la carne come pollo, vitello o maiale.