sabato, Maggio 28, 2022
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Con il nuovo anno addio al Cashback per gli italiani

Di Alessandra Orabona

Tutti ormai hanno sentito parlare del cashback, un bonus introdotto nel corso del 2021 che consentiva un rimborso pari al 10% degli acquisti effettuati con mezzi di pagamento tracciabili. Il programma si divideva in periodi di 6 mesi ciascuno, a partire dal 1° gennaio 2021 e per ogni periodo si poteva ottenere un rimborso massimo di 150 euro, pari a 300 euro annui. In più, era possibile vincere il cosiddetto “super bonus cashback”, un premio da 1.500 euro a favore dei primi 100 mila partecipanti ad aver effettuato il maggior numero di transazioni nel singolo semestre. L’obbiettivo perseguito era quello di incentivare i cittadini nell’utilizzo di carte di pagamento (bancomat, carte di credito ecc.), strumenti tracciabili e utili al contrasto dell’evasione fiscale.

Tuttavia, la manovra risulta eccessivamente costosa ed inadeguata a raggiungere effettivamente lo scopo prefissato: già dal primo semestre di attività era emerso come lo strumento incentivi l’uso delle carte di credito esclusivamente da parte delle famiglie più ricche, che già le utilizzavano per i loro acquisti, senza combattere di fatto l’evasione fiscale. A ciò si è aggiunto il fenomeno dei “furbetti delle transazioni multiple”, ovvero di coloro che sfruttavano i distributori automatici di benzina per effettuare una serie di operazioni dall’importo minimo (anche un solo euro) per “accumularle” in vista del premio finale.

Così, con la legge di bilancio, il tanto discusso bonus Cashback è stato eliminato definitivamente per fare posto al rinnovato limite massimo di mille euro per i pagamenti in contanti. Dunque,  a partire dal 1° gennaio 2022 non sarà possibile effettuare pagamenti in contanti per un importo superiore a 999,99 euro.

Anche se il piano Cashback 2022 è stato soppresso, esistono modi alternativi per ottenere un rimborso sugli acquisti effettuati con carte di credito o di debito. Per le spese effettuate con le carte di debito, ad esempio, è previsto un rimborso direttamente da parte di alcune banche. Per gli acquisti con le carte di credito invece il metodo di rimborso dipende dagli accordi tra l’emittente e l’istituto di riferimento: solitamente i rivenditori restituiscono le somme all’emittente e sarà poi la società a decidere se offrire al cliente un cashback. Ci sono anche dei servizi di pagamento in cui i rivenditori propongono ai propri utenti delle ricompense per ogni transazione effettuata da conto o carte, effettuando i pagamenti direttamente da smartphone.

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