mercoledì, Novembre 30, 2022
HomeFoodQuanti tipi di pasta conosci?

Quanti tipi di pasta conosci?

Di Alessandra Orabona

Si sa, gli italiani sono il popolo della pasta! Un pasto completo non può dirsi tale se non prevede un primo piatto. La sua versatilità permette di gustarla in mille modi diversi. La base della pasta a grano duro è la semola, che si ottiene dalla macinazione del frumento triticum durum, mentre la base della pasta fresca è la farina che si ottiene dalla macinazione del triticum aestivum.

La trafilatura è la tecnica con cui vengono forgiati i vari formati (pasta corta, lunga, pastina, formati speciali). Il suo nome deriva dal tipo di strumento utilizzato, la “trafila”, che può essere al teflon o al bronzo. La trafilatura al bronzo ha un processo di produzione più lento ma assicura alla pasta una porosità che permette al prodotto finale di assorbire meglio i sughi, mentre la trafilatura al teflon serve per realizzare una pasta liscia, che al termine della cottura risulta scivolosa.

Alcuni tipi di pasta vantano una nomea internazionale, mentre altri sono conosciuti solo a livello regionale. La regione che detiene il primato per maggiore varietà di pasta è l’Emilia Romagna con i suoi 15 tipi di prodotti, seguita a ruota dalla Campania (14), Liguria (11) e Lombardia e Sardegna a pari merito (10). Ecco un elenco delle varie tipologie di pasta presenti nella penisola, comprensivo sia di paste semplici, sia ripiene (come i ravioli) che composte (come le lasagne).

Valle d’Aosta: fettuccine di castagne e gnocchi

Lombardia: agnolini, bardele coi marai, bigoli, cappelloni, casoncei, gnocchi, marubini, pizzoccheri, tortelli cremaschi, tortelli di zucca.

Piemonte: agnolotti, agnolotti del Plin, cruset, ravioles, tajarin.

Liguria: battoli, bavette, brichetti, corzetti, gasse, mendilli de saea, pansotti, picagge, scucuzzun, trenette, trofie.

Trentino Alto Adige: canederli, schlutzer, schlutzkrafen, spatzle, strangolapreti.

Friuli Venezia Giulia: blées, cjalsons, gnocchi.

Veneto: bigoli, casonziei, lasagne da fornel, paparele, tirache.

Emilia Romagna: anolini, bazott, cappellacci, cappelletti, garganelli, gramigna, lasagne, maltagliati, passatelli, pisarei, strichetti, strozzapreti, tagliatelle, tortellini, tortelli.

Marche: lasagne, maccheroncini di Campofilone, maltagliati, pappardelle, tortelli di San Leo, vincisgrassi.

Toscana: lasagne matte, matuffi, pannicelli, pappardelle, pici, strapponi, testarolo, tortelli maremmani.

Umbria: ciriole, frascarelli, pappardelle, picchiettini, strangozzi, strascinati, umbricelli.

Abruzzo: maccheroni alla chitarra, pecorara, scrippelle, strozzapreti, tacconi.

Lazio: bucatini, ciacamarini, fettuccine, gnocchi alla romana, maccaruni ciociari, sagne, tonnarelli.

Molise: cicatelli, laganelle, taccozze.

Puglia: capunti, cavatelli, orecchiette, sagne ‘ncannulate, strascinati, tria, troccoli.

Calabria: cannarozzi, fileja, ferrazzuoli, schiaffettoni, shtridhelat, stroncatura.

Basilicata: bucce di mandorla, manate, rascatielli, ravioli materani, scialatielli.

Campania: bucatini, calamari, candele, cortecce quattro dita, fusilli, lasagna napoletana, mafalde, paccheri, scialatielli, spaghetti, vermicelli, vesuvi, ziti, zuzzeri.

Sicilia: anelli, busiate, cannaruzzini, catanesella, cuscusu, lasagne cacate.

Sardegna: culurjones, chiusoni, filindeu, fiuritti, fregola sarda, lorighittas, maccarones de Busa, malloreddus, pillus, puligioni.

ARTICOLI CORRELATI

I più recenti