lunedì, Agosto 8, 2022
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Banca Sistema: approvati i risultati al 30 giugno 2022

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema ha approvato gli schemi di bilancio consolidato al 30 giugno 2022, chiusi con un utile netto pari a 12,2 milioni, rispetto ai 8,5 milioni dello stesso periodo del 2021 (+44% a/a).

Andamento Commerciale

La business line del factoring ha sovraperformato rispetto ad un mercato che già di suo ha registrato una solida crescita, con volumi (turnover) pari a 2.096 milioni, pari ad una crescita del 27% a/a, guidata in buona parte dalla componente dei crediti fiscali.
Gli impieghi factoring al 30 giugno 2022 (dato gestionale) si attestano a 1.971 milioni, in aumento rispetto ai 1.932 milioni al 31 marzo 2022 ed in aumento rispetto al 30 giugno 2021 (1.669 milioni). Il factoring pro soluto, pari al 77%, degli impieghi, include i crediti fiscali (pari al 25% degli impieghi, rispetto al 14% al 31.12.2021).

Con riferimento alla business line CQ, il Gruppo ha acquistato/erogato crediti per 215 milioni (capitale finanziato), in aumento rispetto allo scorso anno (136 milioni), con il canale Diretto (QuintoPuoi) che rappresenta la quasi totalità, se escludiamo l’acquisto del portafoglio di crediti dal Gruppo BancoBPM (che ha comportato l’iscrizione a Conto Economico di interessi maturati precedentemente all’acquisto delportafoglio).

Lo stock dei crediti al 30 giugno 2022 ammonta a 966 milioni, in lieve aumento a/a (959 milioni) e in aumento rispetto al 31 dicembre 2021 (932 milioni). All’evoluzione dello stock nel trimestre hannocontribuito oltre la forte crescita del canale Diretto, l’acquisizione del portafoglio suddetto e una cessione di crediti per circa 60 milioni.

Gli impieghi del credito su pegno si attestano al 30 giugno 2022 a 97,8 milioni, in aumento del 18% a/a.Risultati economici al 30 giugno 2022

Il margine di interesse, pari a 44,6 milioni, è in aumento del 16% a/a. Gli interessi attivi aumentano a/a del 6% (50,6 milioni vs 47,7 milioni rispettivamente al 30.06.2022 e al 30.06.2021), i minori contributi a/a del factoring sono stati più che compensati da altre componenti, tra cui il maggior contributo del credito su pegno e dei i finanziamenti con garanzia dello Stato.

Nell’attuale contesto di mercato, gli interessi attivi del business factoring, pari a circa il 53% del totale (62% nel 2021), risultano in calo del 9% a/a, sostanzialmente a seguito dei minor interessi di mora da azione legale.

Il contributo complessivo a conto economico al 30 giugno 2022 degli interessi di mora in azione legale è pari a 6,8 milioni (12 milioni al 30 giugno 2021).
L’ammontare degli interessi di mora oggetto di azione legale maturati al 30 giugno 2022 e rilevanti ai fini del modello di stanziamento, risulta pari a 100,7 milioni (178,9 milioni includendo gli interessi di mora maturati nei confronti dei Comuni in dissesto, non stanziati in bilancio), mentre il credito iscritto in bilancio è pari a 52,6 milioni. L’ammontare non transitato a conto economico entrerà, per competenza o per cassa,nei prossimi esercizi sulla base delle attese di collection, che si confermano superiori all’80%.

Il costo totale della raccolta, pari a 0,1%, è minore del costo dell’intero 2021 (0,4%). Gli interessi passivi diminuiscono del 36% a/a, anche a seguito del rimborso del prestito obbligazionario, presente invece al 30 giugno 2021, e del minor costo di conti correnti e conti deposito.

Le commissioni nette, pari a 7 milioni, sono in calo a/a (7,8 milioni al 30 giugno 2021) per l’aumento delle commissioni passive del CQ ed il minor contributo delle commissioni nette del factoring, parzialmente compensate dal maggior contributo delle commissioni attive del credito su pegno.

Il contributo in termini di ricavi totali del factoring, dato dalla somma di interessi attivi, commissioni attive e ricavi da cessione di portafogli, risulta in valore assoluto in calo anno su anno, essendo diminuita la componente di interessi di mora; tale calo emerge anche rapportando i ricavi alla media dei crediti. Per la cessione del quinto il rapporto tra interessi attivi e crediti medi risulta stabile anno su anno, mentre è in aumento per il credito su pegno.

I bassi utili da tesoreria al 30 giugno 2022 rispetto all’anno precedente (2,8 milioni), come già emerso nel primo trimestre, hanno inciso sul margine di intermediazione. Nel primo semestre del 2022 sono state effettuate, come di consuetudine, cessioni di portafogli di crediti factoring, registrando ricavi pari a 1,3 milioni e una cessione di crediti CQ, registrando ricavi pari a 1,5 milioni (voce 100.a del Conto Economico), in aumento a/a.

Il margine di intermediazione si attesta a 54,8 milioni, in aumento del 9% a/a, in miglioramento nella dinamica a/a rispetto al primo trimestre 2022 grazie all’aumento del margine di interesse.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano al 30 giugno 2022 a 5 milioni, in forte calo a/a (7,8 milioni). Il costo del rischio relativo ai crediti alla clientela risulta pari a 36bps.

Le risorse (FTE) del Gruppo, pari a 280, sono in lieve aumento rispetto alle 275 dello stesso periodo del 2021.
Le spese del personale stabili a/a includono il rilascio della porzione del bonus 2021 non erogato per circa 1 milioni. La voce altre spese amministrative è in calo a/a.

L’aggregato totale dei costi operativi aumenta a/a del 3%, prevalentemente per la dinamica della voce Accantonamento a Fondo rischi ed oneri.

L’utile prima delle imposte al 30 giugno 2022 è pari a 18,3 milioni in aumento a/a del 50%.Gli aggregati patrimoniali al 30 giugno 2022

Il portafoglio titoli è composto da titoli di Stato italiani, pari a 642,7 milioni (una cui parte è classificata nella voce Attività finanziarie al costo ammortizzato, pari a 75,1 milioni, in calo rispetto a fine 2021 e al 31 marzo 2022), con una vita residua media di 33,5 mesi. La componente “Held to Collect and Sell” (HTCS),pari a 567,6 milioni al 30 giugno 2022 è maggiore rispetto al 31 dicembre 2021 (445,8 milioni) ed in lieve calo rispetto al 31 marzo 2022 (580,7 milioni), con una vita residua media di circa 31,2 mesi.

La voce Attività finanziarie al costo ammortizzato (3.048 milioni), prevalentemente composta dagli impieghi in essere su factoring (1.679 milioni), che risultano in aumento del 9% rispetto al 31 dicembre 2021 ed in lieve aumento rispetto al 31 marzo 2022, include anche i finanziamenti nella forma tecnica di CQS e CQP, parte del portafoglio titoli, ed impieghi per 98 milioni del credito su pegno (in costante aumento trimestralmente). In particolare, gli impieghi in CQ, precedentemente descritti, ammontano a 966 milioni (932 milioni al 31 dicembre 2021).

Lo stock dei crediti deteriorati lordi pari a 291,2 milioni cala rispetto al 31 dicembre 2021 (pari a 315,1 milioni) e rispetto al 31 marzo 2022 (319,5 milioni). Il calo trimestrale è guidato in prevalenza dai minor scaduti pari a 77, 5 milioni in calo del 24% rispetto al 31 marzo 2022 (101,6 milioni) e del 29% rispetto al 31 dicembre 2022 (108,6 milioni).

La raccolta Retail rappresenta il 66% circa del totale (68% al 31 dicembre 2021) ed è costituita da conti correnti e depositi a termine. La componente Retail della raccolta è aumentata in valore assoluto rispetto a fine 2021.

All’interno della voce Passività finanziarie al costo ammortizzato (3.404milioni), i Debiti verso banchesono in aumento rispetto al 31 dicembre 2021 (614 milioni vs 592 milioni al 31.12.2021) ed in lieve aumento rispetto al 31 marzo 2022, in tutti e due i casi a seguito del maggior contributo della componentedell’interbancario.

All’interno della voce Passività finanziarie al costo ammortizzato, i Debiti verso clientela sono in aumento rispetto a fine 2021 ed in calo rispetto al 31 marzo 2022, nel trimestre prevalentemente per la dinamica negativa dei pronti contro termini, relativi al calo del portafoglio di titoli di Stato italiani, non completamente compensato dall’aumento dei conti deposito (pari al 30 giugno 2022 a 1.636 milioni rispetto ai 1.387 milioni al 31 dicembre 2021).

La voce Titoli in circolazione (323 milioni) aumenta rispetto al 31 dicembre 2021 ed al 31 marzo 2022 per il maggior funding derivante dalle operazioni di finanza strutturata, sia quella con collaterale ABS (rappresentato da crediti contro la cessione del quinto) che quella con collaterale crediti fiscali.

Il Totale dei fondi propri (Total Capital) al 30 giugno 2022, secondo i criteri transitori, in applicazionedell’art. 468 della CRR, ammonta a 221,9 milioni (176,3 milioni il CET1) ed include l’utile di periodo (alnetto dell’ammontare della stima dei dividendi, pari a un pay out del 25% del risultato della Capogruppo).I rispettivi coefficienti patrimoniali1 al 30 giugno 2022 si attestano a:

  • CET1 ratio 13,0%;
  • TIER 1 ratio 16,3%;
  • Total Capital ratio 16,4%.

    Al 30 giugno 2022, i coefficienti patrimoniali1, senza la sterilizzazione di cui all’art. 468 CRR, di cui sopra,che rimarrà in vigore almeno fino al 31 dicembre 2022, sarebbero comunque in aumento rispetto al 31 marzo 2022 e si attesterebbero a:

  • CET1 ratio 12,5% (11,9% al 31 marzo 2022);
  • TIER 1 ratio 15,9% (15,0% al 31 marzo 2022);
  • Total Capital ratio 15,9% (15,0% al 31 marzo 2022).

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    Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta odierna, ha anche approvato il report di sostenibilità 2021 del Gruppo Banca Sistema redatto su base volontaria.

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    Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

    Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Alexander Muz, dichiara, inconformità a quanto previsto dal secondo comma dell’art. 154 bis del Testo unico della Finanza, che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

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    Evoluzione prevedibile della gestione e principali rischi e incertezze

    L’accelerazione dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni non sta continuando nei primi mesi del 2022 e si prevede il mantenimento della redditività degli ultimi due trimestri del factoring. Questo

    1In conformità con quanto previsto dall’EBA con le Guidelines on common SREP (Supervisory Review and Evaluation Process), la Banca d’Italiaha richiesto il mantenimento dei seguenti requisiti minimi a partire dal 30 giugno 2022:

  • coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET1 ratio) pari al 9,0%;
  • coefficiente di capitale di classe 1 (TIER1 ratio) pari al 10,5%;
  • coefficiente di capitale totale (Total Capital ratio) pari al 12,50%.

fenomeno era stato guidato da fondi straordinari messi a disposizione da parte dello Stato centrale agli enti locali per fronteggiare il problema di liquidità derivante dalla pandemia.

Il Gruppo non ha esposizioni dirette verso enti e soggetti destinatari di misure restrittive decisedall’Unione Europea in risposta alla situazione della guerra in Ucraina; l’evoluzione di tale conflitto nonchédelle predette misure restrittive è costantemente e attentamente monitorata da parte del Gruppo.

 

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