Eco Sisma Bonus 110%, la sfida del Consorzio Sgai Grande successo per la prima Convention a Napoli

Futuro, innovazione, professionalità e passione: sono gli ingredienti che fanno del Consorzio Sgai una eccellenza, il cui marchio, ormai, è conosciuto in tutto il panorama nazionale. Una visione iniziata nel 2019 e che oggi ha avuto la sua consacrazione a Napoli con la prima Convention del Consorzio specializzato nell’Eco sisma bonus 110%. Una realtà solida, la cui mission è aiutare le famiglie in un momento storico così complicato, realizzare progetti sostenibili e all’avanguardia. All’evento hanno partecipato tanti professionisti e ospiti illustri. Il presidente del Consorzio Sgai, dottor Roberto Galloro, in video collegamento, il professor Riccardo Maria Monti, ceo Interporto Sud Europa e Triboo Spa, referente rapporti istituzionali per il Consorzio Sgai, Luciano Di Costanzo, responsabile It Consorzio Sgai, l’avvocato Antonio Muro, responsabile legale Consorzio Sgai, il geometra Ugo Moscariello e il dottor Roberto Taroni, responsabile rete commerciale “Valore Azienda”. “La richiesta dell’Eco bonus  – afferma Roberto Galloro – può essere effettuata sia dalle singole proprietà che dai condomini. Tutte le informazioni utili possono essere visionate sia sul sito delle Agenzie delle Entrate che del Consorzio Sgai. Possono accedere all’Eco bonus tutti i titolari di immobili o anche gli inquilini con autorizzazione del proprietario, quindi rientreranno, probabilmente, anche tutte le persone che usufruiscono del reddito di cittadinanza se sono inquilini”. Quella del Consorzio Sgai è una sfida importante. “Tanti i progetti – conclude Galloro – che ci vedono impegnati nel futuro prossimo. Li affronteremo sempre con professionalità e impegno”.  

L’Eco Sisma bonus rappresenta una grandissima opportunità. “Un evento epocale che non sarà più ripetibile ed oggi abbiamo l’occasione di ristrutturare tutto il patrimonio edilizio italiano con un target vastissimo”. Così il presidente di Work&Solution, Nicola Zuin.

Anche il professor Riccardo Maria Monti, nel suo intervento, ha sottolineato la grande importanza dell’Eco sisma bonus ed il grande lavoro che sta portando avanti il Consorzio Sgai.

Mercato musicale: il revival dei vinili Il vintage non passa mai di moda

Di Alessandra Orabona

Nell’epoca digitale, dove i contenuti multimediali e l’intrattenimento fluttuano nell’invisibile spazio di file e streaming, il settore musicale sta attraversando uno strano periodo di rinnovamento forzato. Ormai, gli antiquati CD hanno lasciato posto ai video su Youtube ed ai brani su Spotify. La possibilità di ottenere tutto e subito con un semplice click si traduce in una minore affluenza nei negozi di dischi e, di conseguenza, in un netto calo delle vendite per le case discografiche e gli artisti, costretti ormai a guadagnare esclusivamente con i live.

Uno scenario inimmaginabile pochi anni fa, quando i dischi erano all’ordine del giorno, mentre attualmente sono relegati a mero supporto fisico destinato ai pochi collezionisti nostalgici. Paradossalmente se i Compact Disc sono considerati obsoleti, i vinili sono tornati di moda, soprattutto nel Regno Unito e in America. Non è raro, infatti, trovarvi negozi di musica specializzati nella vendita di vinili, spesso degli artisti più famosi. Ma a cosa si deve questo ‘revival’?

In parte al genere DJing, una disciplina che crea brani innovativi attraverso il “mix” di altri preesistenti. Da qui il ritorno dei vinili, spesso utilizzati con le turntable dei DJ. Un’altra ragione può essere rinvenuta nella moda ‘vintage’. Eppure, il motivo principale resta il gusto per il romantico e la miglior qualità del suono, arricchito dal piacere estetico che può regalare la visione del braccio che accompagna la puntina sulla lacca nera del disco roteante. E se in precedenza il vinile aveva raggiunto prezzi proibitivi, al giorno d’oggi sono disponibili diversi modelli alla portata di tutti, come quelli a forma di valigetta portatile.

Il ritorno al passato non è, però, sempre un bene. Le tecniche di produzione e le macchine che stampano vinili, infatti, sono rimaste le stesse adoperate negli anni ’70, per cui producono il medesimo impatto ambientabile, insostenibile per il nostro pianeta all’epoca come adesso. Ma gli stessi dischi sono quanto di più anti-ecologico possa esistere, essendo ancora fatti in PVC, un composto chimico che potrebbe essere riciclabile, se non fosse che farlo ha dei costi molto elevati, e metalli pesanti, polveri sottili, o addirittura diossina, che, se sprigionati, possono provocare gravi rischi per la salute di chi viene a contatto con queste sostanze.

Eco sisma bonus 110%, venerdì la prima convention del Consorzio Sgai Ad aprire i lavori il presidente, Roberto Galloro

Eco Sisma Bonus 110%, si svolgerà venerdì 15 gennaio, a partire dalle 12:30, la prima Convention del Consorzio Sgai, evento nel pieno rispetto della vigente normativa anti-covid. Tanti i professionisti e gli ospiti illustri che parteciperanno all’incontro. 
Ad aprire i lavori sarà il presidente del Consorzio Sgai, Roberto Galloro. Poi interverranno, il professor Riccardo Maria Montipresidente CEO Interporto Sud Europa e  Triboo S.p.A , referente rapporti istituzionali per  Consorzio Sgai, Luciano Di Costanzo, Responsabile IT Consorzio Sgai, l’avvocato Antonio Muro, responsabile legale Consorzio Sgai, il geometra Ugo Moscariello e il dottor Roberto Taroni, responsabile rete commerciale “Valore Azienda”.
 

Via libera al Recovery plan Italia Viva si astiene, scontro in Cdm

Via libera nella notte, dal Consiglio dei Ministri, al Recovery Plan, il piano da 222, 9 miliardi di euro. Durante la riunione tensione altissima sul Mes tra Iv e maggioranza. Le ministre di Italia Viva si sono astenute. Intanto nel pomeriggio conferenza stampa di Matteo Renzi che potrebbe annunciare l’uscita dalla maggioranza con la crisi sempre più vicina.

Serie A, la classifica del monte ingaggi Exploit di Verona e Atalanta, bene il Milan

di Ciro Troise

Più che quella del fatturato, la classifica che certifica la disparità delle risorse tra i club di serie A è quella del monte ingaggi. In Italia dopo diciassette giornate la più ricca non è prima in classifica, anzi la Juventus è quarta a sette punti dalla capolista ma con una partita in meno, quella contro il Napoli.

Il ridimensionamento dei rapporti di forza è il leitmotiv dei cinque principali campionati europei, in Francia è primo il Lione, in Spagna l’Atletico Madrid è davanti a Real e Barcellona e con i recuperi potrebbe andare in fuga, in Germania il Bayern Monaco è in testa ma ha soli due punti di vantaggio sul Lipsia. È la conseguenza del calcio ai tempi del Covid, in cui le big sono penalizzate dall’abitudine di giocare sempre ogni tre giorni (per chi fa le coppe), dallo stress mentale del rischio-contagio e dall’assenza di pubblico che toglie adrenalina, attenzione e il culto del fattore-campo.

Guardando la classifica del monte-ingaggi, ci sono gli exploit, chi riesce a fare più di quanto spende, chi è in linea e i flop, cioè le squadre che rendono meno di quanto spendono. 

La Juventus rischia il flop, c’è il colpaccio Milan

La Juventus di Pirlo ha abbassato il monte ingaggi, ma finchè c’è Ronaldo a 31 milioni di stipendio a stagione, la spesa resta esosa, di ben 236 milioni, molto più del doppio rispetto al Milan capolista che tra le big nel rapporto stipendi-rendimento al momento recita il ruolo dello studente modello.

Il monte ingaggi è di soli 90 milioni, in questa classifica è quinta ma, grazie alla continuità raggiunta con Pioli, all’identità di gioco chiara e definita e alla rivoluzione Ibra, è al primo posto in classifica. 

Al secondo posto nella graduatoria degli stipendi c’è l’Inter che quindi è in linea con il rendimento avuto finora in campionato ma pesa la profonda delusione europea. Non arrivare neanche al terzo posto nel girone di Champions, finendo dietro Borussia Monchengladbach e Shakhtar Donetsk, è una mazzata per una società che spende 12 milioni di euro d’ingaggio solo per l’allenatore e 149 complessivamente. Suning, che apre a possibili cambiamenti societari come la cessione di una quota della società, ha addirittura aumentato la spesa nell’estate del Covid e dei suoi disastri economici. Con Eriksen lo scorso gennaio, Kolarov e Vidal quest’estate, l’Inter ha investito più di tutti, si tratta della società che ha fatto il balzo più corposo nel monte ingaggi: da 113 a 149 milioni.

La Lazio anche ha aumentato la spesa per i salari dei calciatori, un passo obbligato per costruire una rosa più competitiva considerando l’impegno in Champions League. Il presidente Lotito più volte ha dato dei segnali d’insoddisfazione, la zona Champions è distante cinque punti, una cifra “teorica” considerando che Juventus, Napoli e Atalanta hanno una partita in meno. Sulla sponda biancoceleste, però, sicuramente sono messi meglio rispetto a quanto accade all’Inter considerando che la Lazio ha portato a casa la qualificazione agli ottavi di Champions League con la prestigiosa sfida contro il Bayern Monaco.

La Roma è in linea, occupando il terzo posto in entrambe le classifiche. In estate il club del presidente Friedklin ha anche abbassato il monte ingaggi, da 125 a 112 milioni. Fonseca sta tenendo la squadra ai livelli che gli compete, dando anche la sensazione di poter migliorare.

Il Napoli storicamente ha avuto il merito di avere una classifica superiore a quanto investiva negli stipendi dei calciatori, dall’exploit dei tempi di Mazzarri al meraviglioso cammino di Sarri. Negli ultimi due anni le spese sono cresciute e la classifica non è migliorata. Dopo le difficoltà dello scorso anno, il Napoli è più o meno in linea, è la quarta squadra d’Italia nel monte ingaggi. La zona Champions è l’obiettivo, il Napoli è a due punti dal quarto posto ma, considerando la gara da recuperare contro la Juventus, è in scia per l’obiettivo stagionale. Gli azzurri hanno superato il girone di Europa League al primo posto dilapidando molte energie per arrivare davanti a Real Sociedad e Az Alkmaar.

Gli exploit della provincia: il monte ingaggi del Verona è più basso dello stipendio di Cristiano Ronaldo

Ci sono poi gli exploit, le realtà meravigliose del nostro campionato che ottengono molto più di quanto spendono. La regina è l’Atalanta che affronterà il Real Madrid agli ottavi di finale di Champions League, con una partita da recuperare ad Udine ha il quarto posto nel mirino. Il giocatore più pagato è il Papu Gomez (2 milioni d’ingaggio), il grande escluso. Questo dato arricchisce ancora di più il lavoro di Gasperini.

Nel novero delle provinciali spicca il Sassuolo, tredicesimo nella graduatoria del monte ingaggi e sesto in campionato grazie all’idea di calcio trasmessa da De Zerbi che consente ai suoi ragazzi di elevare al massimo le proprie potenzialità.

La storia più bella riguarda il Verona, terzultimo nella classifica del monte ingaggi con 24 milioni spesi (soltanto Crotone e Spezia hanno un conto economico più basso sugli stipendi), 7 in meno rispetto al solo stipendio di Cr7. 

Il Verona è nono in classifica, a quattro punti dall’Europa e anche in questa stagione sta valorizzando i propri talenti: Zaccagni e Dimarco su tutti.

In provincia anche c’è anche chi piange, su tutte il Torino e il Cagliari. La società del presidente Cairo è ottava con 51 milioni di stipendi per l’area tecnica ma è in piena zona retrocessione al terzultimo posto con soli dodici punti.

Ne ha due in più il Cagliari dopo quattro sconfitte consecutive, Giulini investe 46 milioni sul monte ingaggi, cifra che è anche aumentata con l’arrivo di Nainggolan (stipendio pagato con la partecipazione dell’Inter).

I soldi non fanno la felicità, contano, aiutano ma talvolta le idee possono rovesciare i conti.

Vittoria Aidacon, condannata società finanziaria per tasso usuraio L’avvocato Claps: “Sentenza molto importante”

Importante sentenza a favore dei consumatori, in materia di prestiti finanziari. Una battaglia che l’Aidacon, insieme a tante altre, porta avanti da anni. “In particolare – spiega l’avvocato Carlo Claps Presidente Aidacon Consumatori – il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha accertato che il contratto di finanziamento (cessione del quinto dello stipendio) prevede un tasso usuraio, dichiarando nulle le clausole vessatorie del contratto e condannando una società finanziaria, alla restituzione della somma di  9,930,68 euro, oltre al pagamento delle spese legali.
La sentenza in oggetto – continua Claps – è molto importante, soprattutto per tutti i cittadini che hanno fatto ricorso alla cessione del quinto dello stipendio, fino all’anno 2009 i quali, pur se hanno regolarmente pagato le rate mensili, hanno la possibilità, entro dieci anni dal pagamento dell’ultima rata, di verificare se hanno diritto alla restituzione delle somme eccedenti il tasso soglia vigente al momento della sottoscrizione del contatto, per poi richiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite dalle società finanziarie.
A tal uopo –  conclude Claps – abbiamo composto una squadra di legali che risponderanno alle domande dei cittadini, i quali potranno inviare la documentazione relativa ai contratti di finanziamento, che verrà esaminata dai nostri esperti e inviare proprie richieste di aiuto all’indirizzo mail: info@aidacon.it. –WhatsApp: 3892562482″.

Risollevare il trasporto pubblico napoletano e rilanciare Anm: ecco la mission di Manzo L'amministratore unico della Napoli Holding: "Stiamo riorganizzando l'azienda"

Risollevare il trasporto pubblico napoletano e rilanciare, quindi, l’Anm. Questa la mission di Amedeo Manzo, amministratore unico della Napoli Holding: “Oggi avremo – dichiara Manzo – sicuramente un Comune che continuerà a dare il suo contributo, la Regione con la quale sicuramente si potrà dialogare per trovare degli accordi dove Napoli sia al centro, sia beneficiaria di un’attività complessiva e sicuramente speriamo che il Governo riesca a dare quei supporti per ristorare quel lucro cessante derivante dai mancati incassi 2020.

Questa serie di congiunture, insieme probabilmente alla maturazione, all’arrivo di nuovi mezzi, ad una serie di attività silenziose che in questi tre anni sono state fatte insieme all’omologazione del concordato, danno la possibilità di avere una nuova speranza. Io ho chiesto tre anni fa un pò di pazienza, sono passati tre anni, abbiamo vinto in tribunale avendo, grazie ai giudici, la comprensione per avere un’omologa di un concordato in continuità.

Stiamo riorganizzando l’azienda – conclude Manzo – abbiamo assunto un nuovo direttore generale, stiamo assumendo personale, abbiamo acquistato nuovi autobus, abbiamo preso nuovi treni, apriremo le fermate delle metropolitane. Ci affacciamo a un terzo millennio”.

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