Di Stasio: “E’ il momento di fare sport” In Italia il 40% della popolazione rientra fra i sedentari

di Franco Di Stasio*

I danni economici derivanti dalla pandemia sono devastanti. Ma lo sono anche quelli sociali e soprattutto quelli legati alla salute pubblica. E quando si parla di salute è impossibile non affrontare le problematiche legate allo sport, settore particolarmente colpito e danneggiato.

Per capire la gravità del problema bisogna partire dai numeri. I dati ISTAT pre-COVID ci dicono che in Italia il 40% della popolazione rientra fra i sedentari. Nella fascia oltre i 65 anni si supera il 50%. Troppi, con enormi ricadute sulla spesa sanitaria.

Lo sport fa bene, non farlo fa male. Fra gli undici e i quattordici anni oltre il 70% pratica sport, di questi oltre il 60% in maniera continuativa. Sembrano dati confortanti, ed in parte lo sono, ma è ancora insufficiente.

La scuola deve farsene carico. C’è un legame fra sport praticato e grado di istruzione, che è anche inscindibile da quello economico. Oltre il 50% dei laureati pratica sport, percentuale che decresce al 35% fra i diplomati fino ad arrivare al drammatico 7% della popolazione non scolarizzata.

In un paese civile del terzo millennio sono numeri intollerabili. Anche perché c’è un altro dato che fa riflettere. Lo sport più praticato in Italia non è il calcio, come si sarebbe portati a pensare.

Ma quello legato alle attività fisiche dei centri di fitness, che hanno un costo, come è giusto che sia. Imprenditori coraggiosi e da tutelare per il rilievo sociale che svolgono. Ottusamente penalizzati, come del resto è avvenuto anche in altri settori. Emerge però il trinomio cultura-sport-benessere che è appannaggio solo di una parte della popolazione. C’è il rischio che qualche milione di cittadini italiani rimanga indietro. Ma i danni conseguenti ricadranno su tutti.

A cominciare dalla tensione sociale. Il virus ha aumentato il numero di chi non solo non può praticare sport, ma non può neanche curarsi, e talvolta neanche nutrirsi. La politica deve intervenire. Non c’è più tempo da perdere.

Troppo impegnati in uno sport odioso, marcia veloce seguiti da microfoni e telecamere, sembrano aver dimenticato il paese reale. E’ ora di fermarsi e pensare come uscire da una emergenza planetaria che fa più danni dove il tessuto socio-economico è più debole. Ripartire da una riorganizzazione che abbia come nucleo fondamentale l’economia, la cultura e la salute.

presidente Sios*

De Laurentiis: “Fatti tremila tamponi, ho chiesto convenzione come la serie C” Il professor Ricordi: "Esiste un test meno invasivo, utilizzato già in America"

“Alimentarsi bene, per amarsi, vivere meglio e soprattutto più a lungo”. E’ questo il tema di un interessante forum che si è svolto questo pomeriggio presso il palasport di Castel di Sangro, sede del ritiro del Napoli, a cui hanno partecipato il presidente Aurelio De Laurentiis, Rino Gattuso, Kostas Manolas ed il medico sociale azzurro, dottor Raffaele Canonico. Da Miami è intervenuto il professor Camillo Ricordi, direttore per la ricerca sul diabete e del centro trapianti cellulari dell’Università di Miami, uno dei massimi esperti mondiali in materia di nutrizione. Tra gli ospiti anche Maurizio Cortese, consulente gastronomico, Alfonso Iaccarino, chef e ambasciatore della dieta mediterranea nel mondo e l’assessore allo sport e al bilancio della Regione Abruzzo, Guido Quintino Liris. Il dibattito è stato moderato dal capo della comunicazione del calcio Napoli, Nicola Lombardo. Ad aprire il convegno l’assessore Liris: “Questa è una grande famiglia. Il mondo partenopeo sta facendo espandere il nostro territorio in tutto il mondo. La vera prevenzione primaria è quella di fare sport”. “Per vivere a lungo – ha esordito, invece, De Laurentiis – serve mangiare bene, non curarsi con le medicine. Questo è un reddito di cittadinanza per vivere al meglio: comprare cosa costa meno crea infiammazioni che procurano impotenza sessuale, cancro e altre malattie. Questo non consente di vivere la vita come un sogno. Le famiglie di oggi procreano ma non istruiscono. Questo convegno vuole essere un nuovo ciclo di speranza e benessere”. Poi è intervenuto il professor Ricordi: “Il mio metodo? Ci siamo trovati in prima linea per il Covid, ma da tempo lavoravamo sulle terapie cellulari con le staminali prese dal cordone ombelicale che danno dosi terapeutiche per migliaia di persone. Già curiamo altre malattie come l’Alzheimer. Abbiamo subito chiamato in Cina, all’inizio della malattia, e i risultati sono stati ottimali. Abbiamo cominciato in una settimana in America, a fine aprile, e stiamo ottenendo davvero grandi risultati includendo centri in tutto il Nord America, l’Europa e speriamo anche l’Italia”. Poi l’attenzione si è spostata sui tamponi: “Ai nostri calciatori – ha affermato Adl – si fanno continuamente tamponi, a Gattuso non trovano neanche più la vita. A Barcellona è stato fatto un tampone faringeo molto invasivo. Abbiamo fatto circa tremila tamponi, domani ne faremo anche degli altri. Qui abbiamo 35 calciatori del Napoli, poi il settore giovanile con altri 300 ragazzi e ho autorizzato a procedere anche nei loro confronti. Il presidente della Lega di Serie C ha fatto una convenzione con un gruppo per fare a tutte le squadre di serie C i tamponi. Ieri ho chiamato il responsabile sanitario della Lega di Serie A per fare una convenzione con qualcuno in modo di aver controlli serrati”. “Test meno invasivi? – ha proseguito il professor Ricordi – In America c’è un test non invasivo che si basa sulla saliva e consente di ottenere risultati in cinque minuti. Si potrebbe fare anche negli spogliatoi prima delle gare. In America calcio, baseball e basket lo stanno utilizzando”. Sull’importanza dell’alimentazione, poi, è intervenuto Maurizio Cortese: “Una cosa che mi ha colpito è che la longevità non aumenta e i bambini nati in questi anni potrebbero vivere meno dei genitori”. “L’inquinamento – ha risposto Ricordi – incide molto. Nella nostra fondazione abbiamo studiato la doppia piramide, con l’inversione di quella ambientale e quella alimentare. La longevità non è aumentata, il problema è legato alle vie respiratorie. Noi possiamo modificare e prevenire le malattie modificando lo stile di vita. Test per l’alimentazione? Ci sono molti test per capire ma uno molto semplice è legato alla dieta e misura il rapporto tra Omega 6 e Omega 3”. Poi Alfonso Iaccarino ha sottolineato l’importanza dei prodotti biologici: “La carne che era il cibo dei ricchi è diventato il cibo dei poveri. La stagionalità va seguita, non è la stessa cosa mangiare un prodotto di stagione o uno che arriva da un’altra parte del mondo. Ambiente, territorio e alimentazione consentono di vivere al meglio e senza problemi. Poi c’è il problema dei grassi, servono prodotti importanti e di qualità”. Il dottor Canonico si è soffermato sullo stile di vita: “L’attività moderata, abbinata ad una giusta alimentazione consente la prevenzione. Noi con i super atleti abbiamo problemi diversi in quanto l’attività fisica è maggiore e quindi le difese immunitarie sono basse. La vittima C, D, è molto utilizzata. Anche l’omega 3 e 6 ci dà grande supporto”.

foto sscnapoli

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