Ginnastica ritmica: Sofia Raffaeli, è nata una stella Doppia medaglia d’argento per l’italiana con cerchio e nastro alla World Cup di Tashkent

Di Alessandra Orabona

La giovanissima promessa della ritmica italiana Sofia Raffaeli si conferma di nuovo tra le migliori  e conquista due medaglie d’argento nelle specialità del Cerchio e del Nastro durante la seconda tappa del Circuito di World Cup  a Tashkent (Uzbekistan).

È riuscita, quindi, a fare ancora meglio della prima prova, svoltasi a Sofia (Bulgaria) il 26-28 marzo scorso, quando era salita sul podio con un argento (Clavette) e un bronzo (Nastro).

Dopo essersi guadagnata l’argento al cerchio con il personale di 25.40, la diciasettenne ha sfiorato il terzo posto alle clavette con un 26 tondo che l’ha fatta scendere ai piedi del podio al quarto posto, per poi aggiudicarsi il secondo posto al nastro con 22,10.

E’ impressionante come la ginnasta, allenata da Julieta Cantaluppi alla Faber Fabriano, sia riuscita a superare le più grandi individualiste del pianeta, prossime protagoniste di Tokyo, come ad esempio la bielorussa Anastasia Salos, classe 2002, terza al cerchio con 24.70 e quarta al nastro con 21.35, oppure come la russa Averina Arina, quarto posto al cerchio con 23.95.

La piccola “formica atomica” ha dimostrato di avere la concentrazione e la determinazione necessarie per puntare sempre più in alto. Non resta altro che continuare a seguirla in occasione della prossima prova di World Cup, in programma a Baku in Azerbaigian il 7-9 maggio.

 

 

F1, ad Imola trionfa Verstappen Secondo Hamilton, al quarto posto Leclerc con la ferrari

Ad Imola, nel secondo appuntamento della Formula Uno, trionfa Max Verstappen sulla Red Bull. Al secondo posto, dopo una grande rimonta, il campione del mondo, Lewis Hamilton con la sua Mercedes. Sul terzo gradino del podio, invece, la McLaren  di Lando Norris. Al quarto posto la prima delle due Ferrari, di Charles Leclerc, seguito dall’altra “rossa” di Carlos Sainz.

Tennis, dieci italiani nella top 100 Miami, Sinner battuto in finale

Di Alessandra Orabona

Sfuma il sogno del giovane tennista Jannik Sinner, battuto nella finale Masters 1000 di Miami dall’amico rivale Hubert Hurkacz. Il primo set è partito subito al meglio per il polacco che si è guadagnato senza eccessivi sforzi i primi tre game. La rimonta di Sinner, tuttavia, aveva illuso un po’ tutti così come il fatto che per aggiudicarsi il primo punto del match, Hurkacz abbia dovuto duellare fino al tie-break.

L’esordio del secondo set è stato davvero faticoso per il tennista italiano: Hurkacz si è portato sul 4-0 abbastanza facilmente approfittando molto degli errori di Sinner. Nonostante ciò, Jannik ha trovato la lucidità per reagire vincendo tre giochi consecutivi ma senza riuscire mai a pareggiare i conti con l’avversario che ha chiuso il discorso nel decimo game, con un 6-4 che ha deciso l’incontro e assegnato il prestigioso trofeo.

Hurkacz è sembrato sin dai primi game più concentrato rispetto al giovane altoatesino, che ha dovuto fare i conti anche con l’emozione e l’inesperienza. Ma il tennista italiano favorito del momento non si lascia abbattere per la sconfitta: è pronto a tornare in campo più forte di prima.

«Oggi non è stata la nostra giornata, ma abbiamo fatto grandi miglioramenti» così Jannik Sinner dopo la sconfitta contro il suo amico, compagno di allenamenti e di doppio Hubert Hurkacz. Il  duello tra i due si è concluso tra abbracci e tanti sorrisi. «Complimenti, in questi dieci giorni hai dimostrato tutto il tuo talento. Sei il mio migliore amico sul circuito, sono orgoglioso della persona che sei. Spero che giocheremo ancora il doppio insieme» ha dichiarato Sinner durante la cerimonia di premiazione.

Nel campionato sono dieci gli italiani nella top 100: Matteo Berrettini (10), Fabio Fognini (18, -1 posizione), Jannik Sinner (23, +8), Lorenzo Sonego (34), Stefano Travaglia (69, -1), Salvatore Caruso (87, -2), Lorenzo Musetti (90, +4), Gianluca Mager (91, +11), Marco Cecchinato (93, -3) e Andreas Seppi (96, +1). Solo Francia e Spagna hanno più giocatori (11) tra i migliori 100, ma sono in media molto più anziani dei nostri (il 50% degli azzurri è under 26).

Nelle prossime settimane si svolgeranno i tornei fissati per maggio a Madrid, Roma e il Roland Garros in Francia.

Tennis, Sinner in finale a Miami Il 19enne italiano continua a stupire

Grandissimo Jannik Sinner. Il 19enne italiano, fenomeno del tennis mondiale, ha raggiunto la finale del Masters 1000 di Miami battendo 5-7 6-4 6-4 Bautista Agut. Un match molto intenso ed equilibrato che ha visto Sinner vincere in volata. Ora il 19enne aspetta di conoscere l’avversario che affronterà domenica per il titolo.

World Cup Ginnastica Ritmica: a Sofia la prima tappa della nazionale italiana Argento e bronzo per l’Italia con una Raffaelli esplosiva

di Alessandra Orabona

La tanto attesa Coppa del Mondo di Ginnastica Ritmica ha inizio con la prima tappa  all’Arena Armeec di Sofia (Bulgaria), dove si sono svolte le Finali di Specialità Individuali, il primo appuntamento della competizione “in presenza” qualificante per i Giochi di Tokyo.

Per la prima uscita delle Farfalle Azzurre al completo bisognerà attendere ancora. Intanto, dopo un lungo periodo di stop, a rappresentare l’Italia sono scese in pedana le due individualiste Sofia Raffaeli, classe 2004, e Milena Baldassarri, classe 2001, che si sono esibite nelle categorie di clavette e nastro.

La giovanissima Raffaeli, anche  nota come la “formica atomica”, alla prima uscita internazionale da senior non si lascia sopraffare dall’emozione e  vince la medaglia d’argento alla Finale di Specialità alle clavette e la medaglia di bronzo al nastro con un punteggio di 21.350, dopo essersi già classificata nell’incontro precedente al concorso generale al decimo posto nell’All Around (87.600), conquistando il sesto posto alle clavette, con un punteggio di 24.500, ed il quinto posto al nastro, con un punteggio di 20.300.

La Baldassarri, medaglia d’argento ai campionati mondiali del 2018, si era qualificata, invece, ventiduesima col totale di 82.500, complice qualche errore di troppo che ne ha penalizzato il risultato finale.

Prossima tappa il 18 aprile a Tashkent (Uzbekistan). A seguire, appuntamento a Baku (Azerbaigian) il 9 maggio. La finalissima si terrà a Pesaro tra il 28 e il 30 maggio 2021.

Basket, la GeVi supera Forlì sull’asse Mayo-Zerini Gli azzurri vincono un match fondamentale

di Elio De Falco

Era la partita da vincere a tutti i costi e la GeVi l’ha vinta. Con una prestazione maiuscola dal punto di vista difensivo, che frutta ben 15 possessi in più, coach Sacripanti imbriglia la capolista Unieuro Forlì ed il suouomo di punta, l’ex di turno Terrence Roderick, ridotto a soli 9 punti e visibilmente nervoso; ma soprattuttolimitando l’esperienza di Davide Bruttini, rebus irrisoltoall’andata ma sovrastato da Zerini che non gli ha concessopraticamente nulla.

Nel mezzo, pesa come un macigno la pessima mira ospite si liberi, fondamentale spesso claudicante di una GeViche, stavolta, non ha visto tremare la mano dei suoi alfieri.

LA CRONACA

Nel primo quarto la partenza ospite è di quelle che rischiano di segnare da subito la gara, Landi trova la tripla che apre il tabellino con tanto, troppo, spazio e Rush dà subito man forte nel pitturato. Roderick appare a proprio agio da regista, talvolta finalizzatore, ma gli azzurri, come nel derby contro Scafati, non ci stanno a fare gli sparring partners e rispondono con un terrificante parziale di 15-2 in cui l’asse Mayo-Zerini castiga la difesa avversaria sui pick ‘n roll senza soluzione di continuità, con il pivot toscano pronto a mettere il punto esclamativo inchiodandola schiacciata a due mani di prepotenza.

La GeVi tocca il massimo vantaggio sul +9 ma ciò non abbatte i romagnoli: dalla lunetta, Bruttini e Giachetti fanno valere il peso della propria esperienza per tenerel’Unieuro in partita e permettere a Bolpin e Rush di approfittare di due rari ritardi della difesa azzurra per riportarla a contatto (21-20). Non cambieranno le distanze, al suono della prima sirena i partenopei conducono per 23-22.

Il secondo quarto fatica a decollare, entrambe le squadrenon trovano che il ferro, salvo un paio di rarissime eccezioni, ma a metà frazione emerge Josh Mayo con 4 punti consecutivi a staccare un po’ l’avversario (33-28).

Roderick, nel frattempo, comincia ad accusare il nervosismo commettendo due falli molto ingenui, secondo e terzo personale, e rischierebbe anche il tecnico che lo escluderebbe da quasi tutto il secondo tempo, tuttavia coach Dell’Agnello salva il suo uomo migliore con una protesta plateale che induce la terna a fischiare l’infrazione alla panchina.

Con Zerini e Uglietti a fare da traino, la GeVi neutralizza quasi  con facilità il tentativo di colpo di reni avversario e mantiene la distanza di 4 punti all’intervallo (39-35).

 

È una partita che viaggia sul filo dell’equilibrio, anche i dettagli hanno un peso specifico fondamentale; così lo 0/4 dalla lunetta di Rush e qualche palla persa di troppo da Roderick vanificano le triple di Rodriguez e dello stessoamericano di passaporto svedese, puniti puntualmente da Zerini e Lombardi, ma soprattutto da Marini che si accende con 5 punti consecutivi riportando la GeVi sul +6 (52-46).

Tuttavia gli azzurri, quando hanno l’inerzia dalla loro parte, commettono la leggerezza di specchiarsi e piacersi un po’ troppo, abusando degli extra-pass e lasciando passare opportunità facilmente capitalizzabili per tiri con meno percentuale di successo, seppur ben costruiti.

Forlì, graziata, resta incollata al match e sfrutta la leggerezza di Parks che accoppia il fallo in difesa alle proteste eccessive rimediando anche il fallo tecnico; Rodriguez, unico impeccabile dalla linea della carità, neutralizza il tentativo di fuga di Napoli, così anche al terza frazione si chiude in sostanziale equilibrio (54-52).

Forlì opera il sorpasso in apertura del round decisivo con Natali e Giachetti, ma la reazione della GeVi vede emergere la classe di Josh Mayo che ricaccia indietro gli ospiti inventandosi una tripla dal palleggio e ricorda perché, lo scorso anno, fosse tra i migliori realizzatori al piano di sopra; è ancora l’ex Varese a rispondere al contro sorpasso di Roderick, già gravato di 4 falli, ispirando un altro canestro pesante, stavolta opera di capitan Diego Monaldi; proprio il play ex Pesaro dà il cambio in rifinitura al compagno permettendo a Zerini di appoggiare al tabellone per il 66-64.

Ma non è finita, al nuovo tentativo di allungo di Mayo risponde Giachetti, uno che ha indossato anche l’azzurro della Nazionale non per caso, con la tripla del pareggio(69-69) che apre l’ultimo minuto più teso della stagione. Napoli, però, ha imparato la lezione dell’andata: Lombardi forza il quinto fallo di Roderick e passa all’incasso in lunetta, poi Parks, fino a quel momento quasi evanescente, strappa la palla a Landi e vola in campo aperto a prendersi la top ten degli highlights settimanali e regalare la sicurezza del successo a coach Sacripanti.

Sono proprio due liberi dell’ala di New York a chiudere la contesa sul 75-69 finale.

 

TABELLINO

GeVi Napoli – Unieuro Forli 75-69 (23-22, 16-13, 15-17, 21-17)

GeVi Napoli: Josh Mayo 15 (2/4, 2/5), Andrea Zerini 14 (5/6, 1/2), Pierpaolo Marini 12 (2/8, 2/6), Jordan Parks 9 (3/7, 0/3), Eric Lombardi 9 (1/3, 0/2), Lorenzo Uglietti 8 (3/5, 0/2), Diego monaldi 3 (0/2, 1/4), Antonio Iannuzzi 3 (0/3, 0/0), Daniele Sandri 2 (1/1, 0/4), Davide Tolino 0 (0/0, 0/0), Amar Klacar 0 (0/0, 0/0)

Tiri liberi: 23 / 27 – Rimbalzi: 33 6 + 27 (Eric Lombardi 8) – Assist: 12 (Josh Mayo, Pierpaolo Marini 4)

Unieuro Forli: Jacopo Giachetti 15 (5/10, 1/4), Erik Rush 13 (3/4, 2/3), Terrence Roderick 9 (3/5, 1/3), AristideLandi 9 (3/5, 1/1), Yancarlos Rodriguez 8 (0/1, 1/3), Davide Bruttini 7 (1/5, 0/0), Riccardo Bolpin 5 (1/2, 1/2), Nicola Natali 3 (1/2, 0/1), Luca Campori 0 (0/0, 0/1), Samuel Dilas 0 (0/0, 0/0), Benjamin babacar Ndour 0 (0/0, 0/0)

Tiri liberi: 14 / 24 – Rimbalzi: 32 3 + 29 (Terrence Roderick 8) – Assist: 10 (Terrence Roderick 7)

Credits: Foto Ema per Napoli Basket

Basket serie A2, la Gevi fa suo il derby Scafati cede 78-68

di Elio De Falco

Era la partita dell’anno, quella tra le due squadre considerate più attrezzate per il salto di categoria; ed era pure un derby. 

La GeVi fa sua la partita con una reazione di forza che annichilisce una Givova Scafati che, contrariamente alle ultime uscite, non riesce a chiudere la contesa anzitempo ed appare piuttosto sorpresa della risposta azzurra. 

Primo quarto di marca gialloblu; dopo un inizio in cui le due compagini parevano studiarsi, Jackson e Sergio piazzano il primo allungo ospite. La Givova vola sotto canestro, sovrastando i lunghi della GeVi senza soluzione di continuità e stringendo le maglie difensive. Mentre Mayo, 8 punti alla fine per l’ex Varese, prova a tenere a galla i suoi senza particolare successo, dalla panchina della Givova si alza Riccardo Rossato: sono suoi i 5 punti con cui gli ospiti chiudono il primo quarto sul massimo vantaggio (13-24). 

Sembrerebbe mera formalità, quindi, il successo degli uomini di coach Finelli, trascinati dal 57% che fatturano dal campo contro un misero 29% dei padroni di casa. 

Tuttavia Napoli rientra dalla panchina con ben altro piglio, grazie anche ad un Marini che entra in un universo tutto suo in cui distribuisce lampi di onnipotenza: è proprio l’ex forlivese a spingere il primo parziale di 8-0 che riporta a contatto gli uomini di coach Sacripanti, bravi a stringere le maglie difensive grazie ad un Sandri che sfiora l’ubiquità e colpisce in modo micidiale dai 6,75 firmando l’inatteso sorpasso (31-29). Palumbo riporta avanti gli ospiti ma è solo un’illusione: la GeVi non mollerà più la leadership. Parks allunga nel finale di primo tempo con la tripla, all’intervallo, però, Scafati si è rifatta sotto (44-42). 

Nella ripresa viene fuori il talento di Jordan Parks: l’ex Treviso è a tratti immarcabile e trova il prezioso supporto di uno Zerini fino a quel momento limitato dai falli. È proprio il pivot ex Brindisi che fa il lavoro sporco sotto le plance, arrivando quasi ovunque e prendendosi la soddisfazione d’inchiodare la schiacciata ad una mano spazzando via le braccia avversarie. Il parziale di 10-0 si chiude con un’altra tripla di Parks; la Givova naviga controcorrente e paga un Thomas che fattura solo dalla lunetta (2/16 dal campo). 

Nella quarta frazione la GeVi rischia di accusare il classico black out che ha creato più d’un grattacapo in stagione: Marini è croce e delizia con qualche eccesso di foga, come quello che gli costa il fallo tecnico, a cui alterna giocate d’alta scuola come il canestro del +15 azzurro, arrivato nonostante la difesa della Givova fosse collassata su di lui a centro area. È proprio lui a scuotere i suoi nel momento cruciale del match: Scafati profonde il massimo sforzo e riapre inaspettatamente i giochi riportandosi fino al -4 sull’onda dei liberi di Thomas e dell’energia di Valerio Cucci.

Quando sembravano riaffiorare i fantasmi di Ferrara, però, Marini prende in mano la squadra e la porta al sicuro, neutralizzando l’inerzia ospite con 4 punti consecutivi per il 76-68 che, a 1’38” dal termine, chiude sostanzialmente i giochi. 

Il resto lo fa Parks, con il canestro del definitivo 78-68 e la grande difesa di Zerini, diventato diga insormontabile per la corrente della Givova. 

IL COMMENTO

Partita a due facce, quella in scena a Fuorigrotta, due facce bellissime. Se nel primo quarto sono gli ospiti ad offrire picchi di prestazione di categoria superiore, la riscossa azzurra non è da meno. Facile soffermarsi sui top scorer, ma già guardare come si arriva a certe cifre è questione più complessa, al punto che il migliore in campo può risultare chi ha segnato di meno mentre chi ha segnato di più può aver offerto una prestazione alquanto incolore. 

Per questo motivo, da lodare è Daniele Sandri, che ne segna 8 di punti, ma è uomo ovunque in difesa; da lodare è la scelta tattica di Sacripanti di piazzare proprio l’ex Virtus Roma su Thomas che patisce la marcatura nonostante il considerevole vantaggio di chili e centimetri a suo favore. 

TABELLINO

GEVI NAPOLI – GIVOVA SCAFATI 78-68

NAPOLI: Marini 18, Parks 17, Lombardi 10, Iannuzzi 9, Mayo 8, Sandri 8, Monaldi 4, Zerini 4, Uglietti. NE: Klacar, Aldi, Cannavina. 

Rimbalzi: Iannuzzi 10
Assist: Monaldi 5

SCAFATI: Thomas 22, Rossato 11, Palumbo 10, Cucci 9, Sergio 7, Jackson 5, Musso 2, Benvenuti 2, Dincic. NE: Marino. 

Rimbalzi: Thomas 8
Assist: Musso, Palumbo, Jackson 2

foto di Carlo Falanga

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