Vacanze 2020, è il Salento la meta più ambita Sul podio anche Cilento e Sicilia

E’ il Salento la meta più ambita dagli italiani e non solo per le vacanze 2020. Sul podio si posizionano anche il Cilento e la Sicilia. Poi Toscana, Calabria ed Emilia Romagna. Sono vacanze un pò strane quelle al tempo del Covid. Dureranno di meno e i gruppi saranno più ristretti. Bisogna dar conto a tutte le limitazioni e le ordinanze che variano anche e soprattutto a secondo dei contagi e delle regioni. Il Salento, dunque, vince con le sue coste. La Campania, non è da meno, con il Cilento, la costiera Amalfitana e Sorrentina. C’è stata una buona risposta anche se restano le difficoltà degli albergatori e dei ristoratori. Resta, dunque, il mare la location più ambita dai vacanzieri, magari abbinata a mete famose per i percorsi enogastronomici.

Ischia: l’isola verde Un mini tour per non perdere le attrazioni più belle

 

Di Sharon D’Agostino e Flavia Perrella

Ischia è un piccolo paradiso da scoprire lentamente: un mare bellissimo e spiagge di fine sabbia gialla, ma anche giardini per passeggiare, terme dove rilassarsi, ristoranti in cui regalarsi cene indimenticabili ed angoli imperdibili.

Non basta un week-end per vederla tutta, ma in questo articolo troverete le attrazioni principali da non perdere.

Una delle prime cose da fare è sicuramente una giornata alle terme e i due parchi termali più grandi sono gli storici Poseidon e il Negombo, fermo restando che ad oggi anche molti hotel sono dotati di spazi termali.

Al Poseidon, i bambini possono accedere solo a una piscina, invece al Negombo ci sono più spazi dedicati alle famiglie. Entrambi i parchi termali, comunque, regalano un’esperienza unica.

Ci sono poi le terme libere della baia di Sorgeto, un’insenatura naturale nella località di Panza dove l’acqua termale confluisce direttamente in mare, creando delle piscine naturali di acqua calda.

L’acqua termale di Ischia è efficacissima nella cura di numerosi disturbi e problemi della pelle.

Ischia è circondata da spiagge meravigliose, ed una di queste è sicuramente quella dei Maronti. Ricordiamo che l’Isola verde, offre comunque numerose spiagge per ogni tipologia di turista.

L’ isola verde è nota anche per i suoi piatti tipici come il coniglio all’ischitana e il pesce azzurro e numerosi sono i ristoranti che vi accoglieranno per degustarli in caratteristiche taverne o locali vista mare.

Da non perdere un buon succo di frutta o un bicchiere di macedonia ad Ischia Ponte per rinfrescarsi dopo una giornata di mare.

Molta importanza, ovviamente, è attribuita ai luoghi storici. Da non perdere il Castello Aragonese, dove si intravede il mare, collegato alla terra ferma con un ponte. È possibile salire e visitare tutto il perimetro, la Chiesa dell’Immacolata, la Cattedrale dell’Assunta con la Cripta e il convento delle Clarisse. Da qui inoltre, è ammaliante il panorama che si vede di Napoli.

Ischia è molto frequentata da giovani, e la zona più interessante per il divertimento serale è la Riva Destra del porto che arriva fino a Corso Vittorio Colonna. In quest’area sorge il cuore della movida isolana, dall’aperitivo alla cena romantica, fino alle discoteche. Il divertimento è per tutte le età.

Da non perdere è l’attività di snorkeling particolarmente adatta alle famiglie, poichè regala un’esperienza veramente fuori dal comune.

Infine una bella visita all’Ischia Adventure Park farà divertire tutta la famiglia.

 

L’Isola verde ti aspetta!

 

 

“Toghe & Note 2020”, va in scena la solidarietà La terza edizione dello spettacolo benefico si svolgerà mercoledì ad Aversa

Al via la terza edizione di “Toghe & Note 2020”, spettacolo benefico – nel quale, svestendo la toga, si esibiscono magistrati, avvocati, personale di cancelleria ed operatori del mondo giudiziario – che quest’anno sarà dedicato all’Associazione “Il coraggio dei Bambini”, fondata da genitori di bambini malati oncologici per aiutare la ricerca scientifica nel campo dei tumori cerebrali infantili. L’evento, promosso dalla “Camera Civile” di Aversa presieduta dall’avvocato Carlo Maria Palmiero, associazione tra gli avvocati civilisti di Napoli Nord, aderente all’Unione Nazionale delle Camere Civili, composta da professionisti particolarmente attenti alle necessità sociali, oltre che all’etica della professione forense,  si terrà mercoledì 22 luglio, a partire dalle ore 20:00, presso la suggestiva location del Chiostro del Complesso Monumentale di San Francesco in Aversa.

Scopo dell’iniziativa è quello di consolidare le relazioni tra operatori e cittadini della comunità creatasi, dall’estate 2014, con l’istituzione del nuovo Tribunale evidenziando il ruolo svolto dall’istituzione “Giustizia” nel territorio e la capacità dei relativi operatori di essere promotori, consci del proprio ruolo sociale, di occasioni di solidarietà e confronto.

Dopo il successo delle prime due edizioni (tenutesi nel 2016 e 2017), che hanno visto la partecipazione, quali spettatori, di circa un migliaio di persone, e nelle quali si sono esibiti giuristi, personale carcerario e detenuti, oltre che, quali ospiti, prestigiosi artisti professionisti, quest’anno la manifestazione ha individuato quale destinataria della propria attività benefica l’Associazione “Il coraggio dei Bambini”, di cui è presidente Alessandro Cannolicchio. Ricco e articolato il programma della serata che sarà condotta da Pino Guerrera con animazione musicale di Maurizio De Donato. Prevista la partecipazione straordinaria dell’artista Tony Figo.

Tra gli altri si esibiranno: Angelo Scarpati, magistrato in Torre Annunziata, tenore, che, reduce da una tournee negli Stati Uniti, canterà brani classici napoletani;  Nicola Graziano, magistrato presso il Tribunale di Napoli, e l’avvocato Camilla Aiello, accompagnati dai Maestri Edoardo Amirante, Gennaro Errico e Fabio Mirabelli, che metteranno in scena una performance dal titolo “Smile”; gli “Amici per caso”, composto dai Maestri Paolo Fagnoni, Vincenzo Anoldo, Giacomo Napolano, Antonio Crispino, Luisa Grimaldi- nel quale si esibiscono due avvocati di Napoli Nord (Carlo Maria Palmiero e Pierpaolo Damiano) – che eseguirà brani classici napoletani; le avv. Mariella La Rosa e Camilla Aiello, protagoniste della performance “Le voci di dentro” nata da un’idea del magistrato Nicola Graziano; “Gli avanzi”, nel quale si esibiscono due avvocati di Napoli Nord (Piergiuseppe Caggiano e Alberto Fadda) con i Maestri Antonio Cimmino, Bernardo Cicchetti e Elvira Gisonde, che esegue brani di musica pop anni 80; gli “Sha Dong” composto dai Maestri Paolo Convertito, Paolo Di Ronza e dall’avv. Roberto Fabozzi; la band dell’Ordine dei dottori Commercialisti di Napoli Nord in Aversa; il cav. Antonio Aprile, che reciterà alcune brevi sue poesie; l’avv. Generoso Di Biase, che reciterà un monologo da lui composto. Spazio anche per l’arte con l’esposizione delle incantevoli opere dell’avvocato – artista Gianni Puca.

Un programma di spessore che attesta la qualità dell’evento “Toghe e note” che sta diventando un appuntamento fisso per la realtà giudiziaria del nuovo circondario, che raccoglie 19 comuni della provincia di Napoli e 19 comuni della provincia di Caserta, e costituisce ormai un momento di notevole aggregazione tra persone normalmente austere che, almeno per la sera, si aprono al sociale ed allo svago

A questa meritoria iniziativa, che si svolgerà  nel rispetto delle regole di sicurezza prescritte per il contrasto al Coronavirus, il vescovo di Aversa, Mons. Angelo Spinillo, sempre presente nelle precedenti edizioni, ha fatto pervenire proprie parole di ringraziamento e compiacimento, sottolineando come “l’iniziativa sia in grado di far crescere, nel fluire dell’armonia e delle parole, un rapporto di più viva simpatia, di più serio dialogo tra i tanti che ordinariamente frequentano quel luogo di Giustizia per far valere una propria ragione o per rivendicare un diritto”.

Come già detto, la terza edizione di “Toghe & Note 2020”, sarà dedicata all’Associazione “Il coraggio dei Bambini”, di cui si riporta di seguito un breve profilo.

L’Associazione nasce nei primi giorni di settembre 2018, per volontà di Aurora Maria Pia Cannolicchio, quando il papà Alessandro e la mamma Liliana Mormone, decidono di aiutare la ricerca sui tumori cerebrali infantili organizzando un pranzo di beneficenza. Fu allora che Aurora chiese al papà di creare anche lei un’associazione, scegliendo il nome, “Il Coraggio dei Bambini”, e disegnandone anche il logo.

Da subito, per esaudire il desiderio della figlia, i genitori si sono attorniati di amici e parenti che insieme hanno sostenuto la loro battaglia. Tante mamma di amichette di scuola di Aurora, si sono unite alla maestra che l’ha seguita per 5 anni, e poi le zie, tanti amici ed infine i medici che hanno costituito un comitato scientifico. Aurora però, era ormai agli ultimi istanti della sua vita. Nel luglio del 2017 si scopre che era affetta da un Glioma intrinseco del tronco del tronco encefalico. Più semplicemente un tumore inoperabile, che non lascia scampo.  L’8 ottobre 2018, Aurora termina il suo percorso terreno. Dagli inizi di settembre, l’Associazione “Il Coraggio dei Bambini”, diventa operativa.

E’ fondata da famiglie di bambini colpiti da tumori cerebrali, persone sensibili alla tematica e da medici, infermieri e biologi che quotidianamente operano a favore della cura e della ricerca nell’ambito Neuro – Oncologia Pediatrica. Lo scopo è principalmente quello di creare una comunità scientifica che, attraverso il lavoro di ricerca delle proprie strutture interne (comitato scientifico, medici, biologi, fisioterapisti, infermieri, volontari e soci sostenitori) operi nella ricerca, nella divulgazione e sensibilizzazione rispetto alla malattia oncologica pediatrica. L’impegno, prima come come singoli individuai, poi come struttura associativa, è volto a finanziare progetti di ricerca scientifica al fine di favorire lo studio e la cura.

Oceani sovrasfruttati: la crisi globale della pesca Dal mese di luglio solo pesce importato in Europa

di Alessandra Orabona

Quando acquistiamo pesce, molluschi e crostacei non ci focalizziamo tanto sulla loro provenienza, in quanto siamo sicuri che siano stati pescati nei nostri mari.

Eppure, la domanda europea di prodotti ittici supera da anni le risorse disponibili nelle rispettive acque territoriali: ogni cittadino europeo in media ne consuma circa 23 kg all’anno; il primato spetta al Bel paese, con i suoi 29 kg pro capite all’anno (dati ricavati dal WWF).

Significa che esiste un preciso momento dell’anno in cui viene superato il limite oltre il quale gli europei esauriscono “virtualmente” il consumo di pesce proveniente dalla propria regione ed iniziano ad importarlo da altri continenti. Quest’anno è stato raggiunto nel mese di luglio in Europa e già in quello di aprile in Italia. Se l’Europa non facesse ricorso all’importazione di pesci “esteri”, non solo non sarebbero più disponibili sui banconi delle pescherie ma si rischierebbe l’estinzione di molte specie marine autoctone.

Questo confine tende ad anticiparsi sempre più da decenni, a testimonianza del progressivo impoverimento della fauna marittima non solo europea ma di tutto il mondo: gli oceani dell’intero globo sono sovrasfruttati.

Ciò è dovuto in parte alle spietate tecniche moderne di pesca, che spesso determinano la cattura accidentale di mammiferi non richiesti dal mercato (cd. bycatch), in parte all’aumento esponenziale nell’ultimo ventennio della sovrappesca, alimentata soprattutto dall’attività di pesca illegale che, senza freni e senza regole, contribuisce ad inasprire la crisi globale del settore.

Ognuno può fare la sua parte per preservare i nostri fondali ed i loro ecosistemi senza alcuno sforzo eccessivo. È importante prima di tutto rispettare, anche durante la pesca sportiva, le taglie minime delle singole specie, prediligendo quelle medie o grandi e liberando quelle più giovani in modo da favorirne il ripopolamento.

L’ideale poi sarebbe iniziare a preferire soltanto specie locali, magari meno conosciute ma altrettanto prelibate, acquistandole dai piccoli rivenditori piuttosto che dalle grandi catene di distribuzione. Un modo immediato per individuare la provenienza dei prodotti è consultare sempre le relative etichette.

Con il lockdown la natura si era riappropriata dei suoi spazi. Basterebbe un consumo più responsabile e sostenibile ad interrompere questo ciclo malsano per segnare l’inizio di una “nuova normalità” in armonia con l’ambiente circostante.

Il turismo sostenibile Come aiutare il pianeta quando siamo in viaggio

di Flavia Perrella

La Terra sta affrontando ad oggi una lotta senza precedenti, ma non può farcela da sola! Le nostre azioni quotidiane, anche se inconsapevolmente, impattano sul pianeta contribuendo ad accelerare il processo di sviluppo di un nemico molto pericoloso: il cambiamento climatico. Il cambiamento climatico è soltanto uno dei problemi che affliggono il pianeta, accompagnato dall’inquinamento da plastica, dalla deforestazione ed altro ancora. Apportare dei piccoli cambiamenti alle proprie abitudini di vita può aiutare a contenere questi fenomeni ed è importante farlo non solo quando siamo a casa, ma anche quando siamo in viaggio. Il viaggio non è solo un viaggio, bensì un’esperienza di vita e alla luce di ciò prima di affrontarlo è bene informarsi sul paese nel quale ci si sta recando per comprenderne a pieno gli usi, i costumi e le credenze. L’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce il turismo sostenibile come quella forma che soddisfa i bisogni dei viaggiatori e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro. Ma quali sono gli aspetti ai quali dobbiamo prestare attenzione per viaggiare in modo sostenibile e responsabile?Innanzitutto bisogna scegliere con attenzione il mezzo di trasporto da utilizzare. L’aereo è il mezzo di trasporto che si trova in cima alla lista nera dei mezzi più inquinanti, e se da un lato ci consente di raggiugere in tempi brevi l’altro capo del mondo dall’altro avvelena l’aria che respiriamo. Una valida ed ecologica alternativa è rappresentata dal treno il quale produce quantità di C02 notevolmente inferiori rispetto all’aereo e ci consente di viaggiare in grande sicurezza, senza tra l’altro dover affrontare problemi legati al traffico. Una volta giunti a destinazione è importante valutare come spostarsi. Se si vuole rispettare l’ambiente allora sarà preferibile scegliere di spostarsi con biciclette o mezzi di trasporto pubblici. Per i pasti invece la soluzione ottimale è scegliere i prodotti tipici e la cucina locale che permetteranno al viaggiatore di sostenere la popolazione di quel paese ed evitare gli sprechi tipici delle grandi catene di fast food o ristoranti. I prodotti tipici vengono spesso coltivati a KM0 dagli abitanti del posto e questo permetterà di testare sapori mai provati prima e di mangiare più sano. Quando si viaggia, così come quando si è a casa è bene adottare delle misure che ci permettono di evitare gli sprechi, basti pensare alle bottigliette d’acqua. Quante ne acquistiamo durante un’escursione? Quanta plastica consumiamo? Una valida soluzione è la borraccia termica che può essere riempita alle fontanine del posto. Avremo pertanto due grandi benefici: la riduzione del consumo di plastica e il risparmio di denaro. Acquistare i souvenirs è una tappa d’obbligo per molti viaggiatori che desiderano, una volta tornati a casa, guardare quel piccolo oggetto in grado di rievocare tutte le sensazioni ed emozioni vissute durante quel viaggio. Acquistare tali souvenirs nei mercati locali è un modo per favorire l’economica locale, ma è anche importante evitare di chiedere dei sacchetti in plastica per il loro trasporto e ricorrere piuttosto al proprio zainetto. Esistono tante altre soluzioni per viaggiare in modo sostenibile e responsabile ed ogni viaggiatore può, nel suo piccolo, salvare quel mondo che tanto desidera esplorare!

L’impatto Covid-19 sul settore turistico Si rischia una stagione con più costi e meno ricavi

Bonus vacanze, come funziona e chi può accedere (e le polemiche)

Di Sharon D’Agostino

L’emergenza COVID 19, sta impattando in maniera considerevole sui bilanci delle imprese italiane.

L’impatto è dovuto soprattutto al calo della domanda, che ha colpito alcuni settori prima ancora che scattasse l’emergenza in Italia. In particolare, il comparto alberghiero/turistico è tra quelli che ne ha risentito, e ne risente di più.

Il COVID, ha determinato il totale blocco delle attività, soprattutto delle aziende di medie grandi dimensioni. Queste aziende, sviluppano fatturati di inoltre 30 miliardi di euro, e dunque sarà difficile per loro ripartire in quanto sono dinanzi ad una discesa di fatturato ma ad un aumento dei costi, basti pensare alle spese di sanificazione o anche alla riduzione del 50% di persone nelle strutture alberghiere e quelle di ristorazione in termini di coperti. Dunque, aumentando il rischio d’impresa, non si fanno più investimenti e ciò comporta una deflazione.

Si sostiene, che la ripresa sia più repentina per le attività di ristorazione, mentre più lenta per il settore alberghiero, ma in realtà, il COVID arriva in un momento dove già gli alberghi tradizionali crescevano meno di altre iniziative come il take-way o la fornitura di alloggi per brevi soggiorni, dunque ha peggiorato un’economia che già di uso presentava una ridotta capacitò di spesa degli individui.

Ma allora il problema è capire come ripartire in fretta limitando col tempo il rischio di contagio. Prendiamo in considerazione l’idea di: rafforzare l’offerta turistica nei punti scoperti, utilizzare al meglio la tecnologia con l’accoglienza telematica, con l’implemento di dispositivi no-touch, ma soprattutto puntare sulla domanda interna degli italiani, che possono colmare il calo delle presenze straniere.

Quindi, sarà difficile formulare il bilancio 2020, rispetto a quello degli anni precedenti, perché l’ambiente esterno è in continuo mutamento, si rischia di avere una stagione che ha più costi e meno ricavi.

L’imprenditore sulla base di ciò, potrebbe agire o aumentando i prezzi, ma in realtà dovrebbe farlo in maniera graduale, corretta e chiara come dimostrazione di serietà, sicuro di fornire un prodotto o un servizio di qualità. Oltre a questo, l’imprenditore potrebbe decidere di non aprire come alcuni già hanno fatto, ma in realtà il blocco dell’attività potrebbe essere irreversibile in quanto ci potrebbe essere la perdita di risorse umane valide per l’azienda che la concorrenza non aveva, ma soprattutto genera la perdita di clienti. In quest’ultimo caso, ne risente l’immagine dell’imprenditore, in quanto egli dovrebbe essere sempre in grado di fronteggiare qualsiasi situazione ponendosi obiettivi di medio-lungo periodo.

Spreco alimentare: una lotta che possiamo vincere Nel 2020 è stato registrato un calo del 25%

Cestino, Può, Pattumiera, Spazzatura, Bin, Rifiuti

Di Alessandra Orabona

Pesa ben 1,3 miliardi di tonnellate la mole di cibo che viene buttata via ogni anno in tutto il mondo: l’equivalente di 1/3 della produzione globale di derrate alimentari, di cui l’80% ancora consumabile, è predestinato ad essere gettato o ad andare a male durante l’intero processo che lo porta dalle fabbriche alle nostre tavole (dati della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura).
Una cifra preoccupante, considerato che, oltre ad avere un enorme impatto ambientale, sarebbe da sola sufficiente a far fronte al problema della malnutrizione e della fame nel mondo.Tra i prodotti più sprecati in ambito domestico in Italia abbiamo quelli ortofrutticoli (17%), pesce (15%), pasta e pane (28%), uova (29%), carne (30%) e latticini (32%). In termini di costi si traduce in una perdita di circa 450 euro l’anno a famiglia.
Cosa possiamo fare per evitarlo? Per fortuna sono già diverse, e sempre più originali, le iniziative messe in campo per invertire questa tendenza, nell’intento di sensibilizzare i consumatori finali a ridurre gli sprechi. L’ultima è una comoda app per smartphone che permette di acquistare ad un prezzo irrisorio, all’interno di una “magic box” dal contenuto a sorpresa, i piatti preparati in eccesso e rimasti invenduti da ristoranti, bar, hotel, supermercati e chi più ne ha più ne metta. Insomma una trovata smart ed ecosostenibile, grazie alla quale vincono tutti, consentendo agli imprenditori di ricavare un margine di guadagno inaspettato dalle giacenze, altrimenti destinate al cassonetto, ed ai clienti di risparmiare denaro comprandole al ribasso, senza considerare i benefici che ne trae il nostro pianeta.
Un’altra ottima abitudine sarebbe quella della “doggy-bag”, il sacchetto che ogni avventore può richiedere a fine pasto al cameriere per portare a casa i propri avanzi; tuttavia non ha raggiunto il successo sperato: ancora troppi gli italiani che desistono per vergogna. Sono numerose invece le associazioni che devolvono le eccedenze alimentari alle organizzazioni di beneficenza ed ai rifugi per animali, così come le ricette innovative in rete che promuovono il riutilizzo degli scarti.
È una lotta comune a tutti che possiamo stroncare soltanto abbandonando “la cultura dello scarto”ed assumendo abitudini quotidiane più sane. I dati della giornata nazionale dello spreco alimentare fanno ben sperare: è stato registrato un calo del 25% nel corso del 2020.

Gli antichi genomi umani gettano nuova luce sulla storia dell’Asia orientale I primi studi su larga scala dei genomi umani antichi della regione suggeriscono che molti dei suoi abitanti discendono da due popolazioni un tempo distinte

di Teresa Terracciano.

Roma, 4 Giugno 2020 – I primi studi su larga scala dei genomi umani antichi della regione suggeriscono che molti dei suoi abitanti discendono da due popolazioni un tempo distinte che hanno iniziato a mescolarsi dopo lo sviluppo dell’agricoltura circa 10.000 anni fa. Continua a leggere

Voglia di ripartire e l’Istituto Poligrafico torna nuovo di… Zecca Con il francobollo e la moneta dedicata a Eduardo De Filippo si alza nuovamente il sipario sulla storica e prestigiosa “stamperia” dello Stato

di Tiziana Mercurio.
Roma, 31 Maggio 2020 – La presentazione della moneta dedicata a Eduardo De Filippo, patrimonio del teatro italiano e dell’umanità, è stata l’occasione per (ri)accendere i riflettori sull’Ipzs, l’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, a Roma, in via Salaria.

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