Pompei, Franceschini: “A marzo il nuovo direttore” L'annuncio del ministro: "Lanciato un bando internazionale"

Entro marzo il parco archeologico di Pompei avrà il nuovo direttore. Ad annunciarlo il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini nel corso di una conferenza stampa online insieme a Massimo Osanna, a capo della direzione generale musei del Mibact. Per questo motivo è stato lanciato un bando internazionale.
“Quella di Pompei è una grande storia di riscatto- ha dichiarato il ministro- Per questo crediamo che il bando, iniziato il 16 settembre e con la possibilità di fare domanda fino al 3 novembre 2020, con una procedura che contiamo di concludere entro marzo, sara’ guardato con molta attenzione nel mondo”.

Cinema all’aperto al museo di Capodimonte Prosegue la rassegna "Monelli e ribelli"

Weekend di cinema all’aperto al Museo e Real Bosco di Capodimonte: venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre prosegue la programmazione culturale della rassegna “Monelli e Ribelli”, a cura di Maria Tamajo Contarini in collaborazione con Anna Masecchia, organizzata in collaborazione con la società Restart e realizzata grazie ai fondi europei del progetto “Capodimonte popolare e colto”, finanziamento POC-Programma Operativo Complementare 2014- 2020 della Regione Campania: pellicole dedicate al tema dell’infanzia e dell’adolescenza, che verranno proiettate nel secondo Cortile del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Questo il calendario dei film in programmazione:

Venerdì 18 settembre, ore 21.00 Roman Polanski, Oliver Twist 2005
Durata: 2 h e 5m

Tratto dal romanzo di Charles Dickens. Il piccolo orfano vive di stenti nella Londra della seconda rivoluzione industriale. Cresciuto nella lotta alla sopravvivenza di un orfanotrofio gremito di ragazzini malnutriti, cade nella rete di delinquenza del perfido Fagin, avaro capo della banda di piccoli delinquenti a cui il giovane Oliver si affeziona, malgrado tutto.

Sabato 19 settembre, ore 21.00 Martin Scorsese, Hugo Cabret 2011
Durata: 2 h e 9 m

Hugo è un orfano che vive nella stazione di Parigi. Il padre è morto a seguito di un incendio divampato in un cinema dove lavorava. Affidato allo zio, vive di sotterfugi e in compagnia di un automa trovato dal padre nel museo dove lavorava. Nella stazione incontra la coetanea Isabelle, adottata dal proprietario del chiosco di giocattoli “George Mèliés” e con lei inizia una sorprendente avventura.

Domenica 20 settembre, ore 21.00 Wes Anderson, Grand Budapest Hotel 2014
Durata: 1 h e 40 m

I misteri di un grande albergo in una immaginaria Europa dell’Est, a cui assistono il garzone Zero e la giovane pasticciera Agatha, che si innamorano. Storie parallele che si incrociano con quella di Gustave su registri cronologici differenti, ma uniti da un filo conduttore svelato nel finale.

Lingua italiana: i 10 errori più comuni Soprattutto nell’utilizzo dei social

di Valerio Chiusano

Conoscere bene la lingua italiana è missione ardua ma doverosa per ogni cittadino del“Bel Paese”. La nostra lingua madre è un patrimonio inestimabile di suoni e parole che meritano rispetto al pari di un’opera d’arte di Leonardo da Vinci o Caravaggio.

Naturalmente, non si può pretendere da tutti uno standard alto di conoscenza della grammatica italiana, però saper parlare e scrivere senza commettere errori gravi, può essere un biglietto da visita eccellente nei rapporti con gli altri e per la costruzione di un futuro lavorativo o per redigere un curriculum vitae accurato.

Quante volte è capitato di leggere alcuni post sui social o messaggi su WhatsApp sgrammaticati e pieni di errori, tanto da farci venire i brividi di freddo anche in pieno agosto?

Ebbene, sarebbe possibile trattare l’argomento a lungo, con interminabili liste di errori diffusi sia nella parlato che nello scritto, ma questo articolo non si fregia di essere un corso avanzato per corrispondenza, quindi bando ai convenevoli e catapultiamoci subito alla scoperta dei 10 errori più frequenti nella lingua italiana.

 

 1) Uso dell’apostrofo

Gli articoli determinativi ( lo, la ) vogliono l’apostrofo  davanti a parole che iniziano per vocale, mentre nel caso degli articoli indeterminativi (un,una) si usufruirà dell’apostrofo solo se la parola che comincia per vocale è di genere femminile.

Esempio:Un albero; un uomo ; un affare non devono essere apostrofate.

Esigono l’apostrofo: un’amica; un’ancora; un’avventura

 

2) Affianco o a fianco

 

Errore tra i più comuni, riguarda l’utilizzo di a fianco o affianco per dire “a lato di”.
Bisogna sottolineare che affianco è la prima persona singolare del presente indicativo del verbo affiancare. Esempio: Oggi affianco mio padre a lavoro.
Se si vuole intendere  “a lato di” la forma corretta è a fianco. Esempio: La casa di Marco è a fianco al cinema.

 

3) Qual è o Qual’è ?

Forse è l’errore più diffuso anche tra persone con un’ottima cultura. Sciogliamo subito il dubbio: qual’è è sbagliato!
Il motivo è presto detto. Qual è è un troncamento, ovvero è la soppressione di una vocale, di una consonante o di una sillaba alla fine di una parola  e non un’elisione ( soppressione della vocale alla fine di una parola davanti alla vocale iniziale della parola successiva).

Quindi, in soldoni, la forma corretta è sempre Qual è.

 

4) Un po, un po’ o un pò?

La forma corretta è un po’, perché si tratta di un troncamento della parola poco, di conseguenza l’apostrofo va messo per evidenziare che, in quel punto, c’è stata la caduta di una sillaba.

Esempio: Posso avere un po’di torta?

Quindi è assolutamente sbagliato scriverlo con l’accento o senza apostrofo.

5) Ne o né?

Il “ne” senza accento grafico ha due valori grammaticali: avverbio di luogo o pronome personale.

Si usa l’avverbio di luogo per esprimere allontanamento da una situazione o un posto. Esempio: Si è chiuso in casa e non ne (= da lì) vuole uscire.

Se, invece, è adoperato al posto delle forme di ciò, da ciò, di questo, da quello,avrà valore di pronome personale. Esempio: Ne parlerò con i miei amici.

Si usa il “né“ con l’accento acuto quando si esprime una negazione.
Esempio: non si può né mangiare, né bere.

6) Il corretto uso di “piuttosto che”

Negli ultimi anni si è diffuso a macchia d’olio l’uso improprio di “piuttosto che” con valore disgiuntivo, ossia in sostituzione di “o”, “oppure”. Ebbene questo intercalare è completamente sbagliato.

“Piuttosto che” si utilizza solo ed esclusivamente  davanti a proposizioni avversative e comparative e significa “anziché”,” invece di”. Quindi si adopererà  questa locuzione per indicare una preferenza di un dato rispetto ad un altro e mai con il valore di scelta tra varie possibilità.

Uso corretto: Preferisco usare il motorino piuttosto che la macchina.


7) D’accordo o daccordo

L’unica versione esatta è “d’accordo”,con l’apostrofo.  Questo perché la locuzione sarebbe “da accordo”, ma  a causa di un’elisione ( caduta della vocale finale di una parola non accentata che si trova prima di una parola che inizia per vocale), abbiamo questo risultato.

 

8) D eufonica: e o ed?

La “d” viene definita eufonica per indicare l’uso teso a creare un bel suono, evitando la sequenza di due vocali consecutive (iato). Quindi sarà eufonica la D  delle forme ed (per e) e ad ( per a).

La “d “verrà aggiunta solo se le parole che seguono comincino con la stessa vocale

Esempio: vado ad Amalfi questa estate; Ed ecco.

Non va usata l’eufonia in questi casi: Ed anche.

 

9)  Da o Dà: quando si utilizzano?

Nella lingua italiana troveremo “dà”con accento quando intendiamo voce del verbo dare:

Es: Luca mi dà cio che voglio.

Quando ci imbattiamo in “da” senza accento, parliamo di una preposizione semplice:

Es: Sono appena tornato da Parigi.

 

Concludiamo il nostro viaggio negli errori e strafalcioni più diffusi nella lingua italiano con un caso particolare che si trascina anche nel parlato.

 

10) Gli/Le: la giusta concordanza di genere.

Sembra banale ma spesso si commette l’errore di confondere i due pronomi personali complemento: gli/ le ( a lui; a lei).Senza ulteriori indugi: Gli si usa solo al maschile e le solo al femminile:

Es: Gli ho scritto (maschile); Le ho parlato (femminile).

 

Tenet, tra inversione temporale e spaesamento generale Nolan: tra innovazione e confusione


di Valerio Chiusano

Il cinema ha riaperto i battenti a metà agosto e il titolo su cui si è puntato per la rinascita post-Covid delle sale cinematografiche è, sicuramente, Tenet. Il film è affidato  al noto regista e innovatore Christopher Nolan, che negli ultimi anni ha meravigliato il pubblico con pellicole sapientemente costruite, come Interstellar, Inception e Memento.

Nolan è un regista metodico, scrupoloso e con un’attrazione morbosa per il tema del “tempo”, scandito con la clessidra dello spazio onirico (Inception) o come spazio dilatato e contratto nelle pieghe di un buco nero nell’algida vastità dell’universo (Interstellar).

Il tempo è protagonista anche in Tenet, ultima fatica del regista britannico, che, in questo caso, introduce il concetto dell’inversione temporale e dell’entropia degli oggetti per costruire una storia che strizza l’occhio al genere spy-movie da un lato e dall’altro spalanca le porte alla fantascienza e alle teorie fisico-quantistiche e spazio-temporali. Questo connubio genera dai primi minuti un climax ascendente, ma nel corso della diegesi del film, tende a creare un senso di spaesamento e confusione nel pubblico.

Tenet: un po’di trama senza spoiler

Un agente della Cia, partecipa ad un’operazione sotto copertura per rubare un oggetto non identificato durante un assedio terroristico al teatro dell’opera di Kiev. L’operazione fallisce e l’uomo, dopo aver perso la sua squadra, ingerisce una pillola di veleno. Al risveglio, scoprirà che l’operazione sia semplicemente un test per comprendere le sue potenzialità e la sua fedeltà nei riguardi della Cia. In seguito, il protagonista viene introdotto in un’organizzazione segreta chiamata Tenet, in cui viene edotto sull’esistenza di una tecnologia proveniente dal futuro, capace di sfruttare l’entropia degli oggetti e l’inversione del flusso temporale per spostarsi nelle maglie del tempo. Suo malgrado, Il protagonista diventerà l’elemento fondamentale per evitare una guerra temporale tra passato e futuro.

 Tenet, il titolo e il “Quadrato magico di Sator”

L’origine della parola Tenet è da ricercarsi in una iscrizione misteriosa, incisa su una pietra chiamata “Quadrato magico di Sator”, ricorrente in  molti reperti archeologici ma anche in costruzioni cristiane. Il quadrato in questione rappresenta la combinazione di lettere, 5×5, in cui cinque parole formano una frase palindroma. Si tratta di SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Gli esperti divergono sul significato di tale iscrizione, ma in qualsiasi verso si legga il senso del testo non cambia.

Il quadrato magico di Sator è una sinossi del perfetta del film, in cui i protagonisti si muovono in un tempo non lineare e bifronte, composto da due realtà che si intersecano. Il tempo è una variabile tignosa e contorta, una matassa difficile da dipanare,specialmente per il pubblico.

Nolan: da narratore  meticoloso a professore di fisica

Naturalmente, vedere un opera di Nolan necessita di una componente di attenzione da parte dello spettatore maggiore della visione di un film di Vanzina, questo è palese, anzi bisogna essere grati al talentuoso regista britannico per averci affascinato con i suoi arzigogolati rompicapi, introducendoci in mondi fantastici, onirici e alienati, in cui introspezione emotiva e speculazione metafisica si dipanano in universi sterminati.

Ma allora cosa non convince in Tenet?

Il prodotto sembra creato apposta per compiacere i gusti del proprio regista/demiurgo e una specifica frazione di pubblico con una lezione erudita di fisica quantistica.

Per intenderci. Mettiamo il caso si debba spiegare ad un ragazzino delle medie un decreto legge, certamente non ci affideremo alla dottrina, ripetendo le stesse parole e i comma, ma con parole più semplici riassumeremo la legge, rendendola più leggera per la comprensione.

Nolan tratta la materia dell’inversione temporale come una legge, non dando respiro alla manovra narrativa, lasciando scoperti alcuni punti e maturando un senso di vertigine nello spettatore.

Il film è, comunque, godibile, perché condensato di azione e colpi di scene, anche se non tutti completamente compresi.

Insomma, Nolan stupisce ancora ma questa volta non convince pienamente.

 

 

 

 

 

“Toghe & Note 2020”, va in scena la solidarietà La terza edizione dello spettacolo benefico si svolgerà mercoledì ad Aversa

Al via la terza edizione di “Toghe & Note 2020”, spettacolo benefico – nel quale, svestendo la toga, si esibiscono magistrati, avvocati, personale di cancelleria ed operatori del mondo giudiziario – che quest’anno sarà dedicato all’Associazione “Il coraggio dei Bambini”, fondata da genitori di bambini malati oncologici per aiutare la ricerca scientifica nel campo dei tumori cerebrali infantili. L’evento, promosso dalla “Camera Civile” di Aversa presieduta dall’avvocato Carlo Maria Palmiero, associazione tra gli avvocati civilisti di Napoli Nord, aderente all’Unione Nazionale delle Camere Civili, composta da professionisti particolarmente attenti alle necessità sociali, oltre che all’etica della professione forense,  si terrà mercoledì 22 luglio, a partire dalle ore 20:00, presso la suggestiva location del Chiostro del Complesso Monumentale di San Francesco in Aversa.

Scopo dell’iniziativa è quello di consolidare le relazioni tra operatori e cittadini della comunità creatasi, dall’estate 2014, con l’istituzione del nuovo Tribunale evidenziando il ruolo svolto dall’istituzione “Giustizia” nel territorio e la capacità dei relativi operatori di essere promotori, consci del proprio ruolo sociale, di occasioni di solidarietà e confronto.

Dopo il successo delle prime due edizioni (tenutesi nel 2016 e 2017), che hanno visto la partecipazione, quali spettatori, di circa un migliaio di persone, e nelle quali si sono esibiti giuristi, personale carcerario e detenuti, oltre che, quali ospiti, prestigiosi artisti professionisti, quest’anno la manifestazione ha individuato quale destinataria della propria attività benefica l’Associazione “Il coraggio dei Bambini”, di cui è presidente Alessandro Cannolicchio. Ricco e articolato il programma della serata che sarà condotta da Pino Guerrera con animazione musicale di Maurizio De Donato. Prevista la partecipazione straordinaria dell’artista Tony Figo.

Tra gli altri si esibiranno: Angelo Scarpati, magistrato in Torre Annunziata, tenore, che, reduce da una tournee negli Stati Uniti, canterà brani classici napoletani;  Nicola Graziano, magistrato presso il Tribunale di Napoli, e l’avvocato Camilla Aiello, accompagnati dai Maestri Edoardo Amirante, Gennaro Errico e Fabio Mirabelli, che metteranno in scena una performance dal titolo “Smile”; gli “Amici per caso”, composto dai Maestri Paolo Fagnoni, Vincenzo Anoldo, Giacomo Napolano, Antonio Crispino, Luisa Grimaldi- nel quale si esibiscono due avvocati di Napoli Nord (Carlo Maria Palmiero e Pierpaolo Damiano) – che eseguirà brani classici napoletani; le avv. Mariella La Rosa e Camilla Aiello, protagoniste della performance “Le voci di dentro” nata da un’idea del magistrato Nicola Graziano; “Gli avanzi”, nel quale si esibiscono due avvocati di Napoli Nord (Piergiuseppe Caggiano e Alberto Fadda) con i Maestri Antonio Cimmino, Bernardo Cicchetti e Elvira Gisonde, che esegue brani di musica pop anni 80; gli “Sha Dong” composto dai Maestri Paolo Convertito, Paolo Di Ronza e dall’avv. Roberto Fabozzi; la band dell’Ordine dei dottori Commercialisti di Napoli Nord in Aversa; il cav. Antonio Aprile, che reciterà alcune brevi sue poesie; l’avv. Generoso Di Biase, che reciterà un monologo da lui composto. Spazio anche per l’arte con l’esposizione delle incantevoli opere dell’avvocato – artista Gianni Puca.

Un programma di spessore che attesta la qualità dell’evento “Toghe e note” che sta diventando un appuntamento fisso per la realtà giudiziaria del nuovo circondario, che raccoglie 19 comuni della provincia di Napoli e 19 comuni della provincia di Caserta, e costituisce ormai un momento di notevole aggregazione tra persone normalmente austere che, almeno per la sera, si aprono al sociale ed allo svago

A questa meritoria iniziativa, che si svolgerà  nel rispetto delle regole di sicurezza prescritte per il contrasto al Coronavirus, il vescovo di Aversa, Mons. Angelo Spinillo, sempre presente nelle precedenti edizioni, ha fatto pervenire proprie parole di ringraziamento e compiacimento, sottolineando come “l’iniziativa sia in grado di far crescere, nel fluire dell’armonia e delle parole, un rapporto di più viva simpatia, di più serio dialogo tra i tanti che ordinariamente frequentano quel luogo di Giustizia per far valere una propria ragione o per rivendicare un diritto”.

Come già detto, la terza edizione di “Toghe & Note 2020”, sarà dedicata all’Associazione “Il coraggio dei Bambini”, di cui si riporta di seguito un breve profilo.

L’Associazione nasce nei primi giorni di settembre 2018, per volontà di Aurora Maria Pia Cannolicchio, quando il papà Alessandro e la mamma Liliana Mormone, decidono di aiutare la ricerca sui tumori cerebrali infantili organizzando un pranzo di beneficenza. Fu allora che Aurora chiese al papà di creare anche lei un’associazione, scegliendo il nome, “Il Coraggio dei Bambini”, e disegnandone anche il logo.

Da subito, per esaudire il desiderio della figlia, i genitori si sono attorniati di amici e parenti che insieme hanno sostenuto la loro battaglia. Tante mamma di amichette di scuola di Aurora, si sono unite alla maestra che l’ha seguita per 5 anni, e poi le zie, tanti amici ed infine i medici che hanno costituito un comitato scientifico. Aurora però, era ormai agli ultimi istanti della sua vita. Nel luglio del 2017 si scopre che era affetta da un Glioma intrinseco del tronco del tronco encefalico. Più semplicemente un tumore inoperabile, che non lascia scampo.  L’8 ottobre 2018, Aurora termina il suo percorso terreno. Dagli inizi di settembre, l’Associazione “Il Coraggio dei Bambini”, diventa operativa.

E’ fondata da famiglie di bambini colpiti da tumori cerebrali, persone sensibili alla tematica e da medici, infermieri e biologi che quotidianamente operano a favore della cura e della ricerca nell’ambito Neuro – Oncologia Pediatrica. Lo scopo è principalmente quello di creare una comunità scientifica che, attraverso il lavoro di ricerca delle proprie strutture interne (comitato scientifico, medici, biologi, fisioterapisti, infermieri, volontari e soci sostenitori) operi nella ricerca, nella divulgazione e sensibilizzazione rispetto alla malattia oncologica pediatrica. L’impegno, prima come come singoli individuai, poi come struttura associativa, è volto a finanziare progetti di ricerca scientifica al fine di favorire lo studio e la cura.

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